domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Partito, Di Lello va nel PD
Nencini: scelta personale
Pubblicato il 31-07-2015


Marco Di LelloIn un’intervista pubblicata questa mattina sul Corriere della Sera, siglata MTM, (Maria Teresa Meli, ndr), Marco Di Lello annuncia la sua intenzione di aderire al PD e di proporre comunque la stessa soluzione a tutto il partito.

Nella mattinata sono giunte le prime reazioni. Il segretario del partito, Riccardo Nencini, in una nota scrive: “Ho letto poco fa che Marco Di Lello, coordinatore del gruppo socialista alla Camera, ha deciso di aderire al Pd. Una scelta singola che avviene dopo un continuo infittirsi di illazioni e di chiacchiericci e prima di aver avviato il dibattito congressuale, ormai alle porte. Viene così meno un principio fondamentale per la vita nei partiti: chi porta responsabilità decide con la sua comunità. I parlamentari socialisti tutti – da Buemi a Longo al Senato, da Pia Locatelli a Pastorelli alla Camera  – e così i segretari regionali e i consiglieri regionali, con i quali ho parlato, restano al loro posto. Con convinzione. Rivolgo un appello a tutti i socialisti. C’e’ bisogno di unità per dare dignità alla nostra storia e per tenerla in vita. C’è bisogno di tutta la forza che abbiamo”.

“Apprendo dal Corriere della Sera – aggiunge a sua volta Oreste Pastorelli, tesoriere del partito – che il coordinatore della componente socialista alla Camera, Marco di Lello, ha deciso di andare nel Pd. Noi parlamentari socialisti abbiamo ricevuto un mandato dal nostro partito e dobbiamo essere coerenti di fronte alla nostra comunità. I socialisti italiani stanno nel Psi e non altrove”.

Pia Locatelli commenta sul suo profilo Facebook: “Leggo sul Corriere che il nostro capogruppo alla Camera ha deciso di andare nel PD. Ho anche letto che due o tre parlamentari sarebbero pronti a seguirlo. Non mi risulta e comunque io non sono tra quelli: ho la tessera socialista da oltre 40 anni e finirò la mia carriera politica da socialista”.

Dal Senato i compagni Enrico Buemi e Fausto Guillermo Longo scrivono: “Apprendo dal Corriere della Sera che l’onorevole Di Lello sarebbe pronto a entrare nel Pd e che altri parlamentari socialisti sarebbero pronti a seguirlo. Voglio specificare che l’on. Di Lello esprime una sua posizione personale sia io che il collega Longo non abbiamo alcuna intenzione di lasciare il partito socialista, il nostro partito, né di tradire il mandato degli elettori che ci hanno votato in quanto socialisti, seppure nella lista del Pd. Comunque qualsiasi discussione e decisione per la strategia futura del partito socialista, per quanto mi riguarda ha una sede unica dentro la quale essere affrontata, il congresso del Psi”.

Maria Pisani, portavoce del PSI, scrive: “Leggo sul Corriere della Sera della decisione del coordinatore dei deputati socialisti, Marco Di Lello, di aderire al PD. Una scelta prettamente individuale, non certo collettiva. Nessun organismo ha mai deliberato una simile opportunità. L’autonomia politica e organizzativa del PSI è ben salda. Portiamo sulle spalle una grande responsabilità soprattutto nei confronti delle nostre compagne e dei nostri compagni. Chi ha ruoli dirigenziali dovrebbe sempre ricordarlo”. Gian Franco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale PSI ha reso noto: “Rispetto la scelta individuale compiuta da Marco Di Lello, ma non la condivido assolutamente nella forma e nella sostanza. Dal punto di vista formale, visto che il suo obiettivo dichiarato è quello di portare tutto il PSI nel PD, egli avrebbe dovuto proporre questa posizione politica all’ormai prossimo congresso del Partito. Dal punto di vista sostanziale una nostra confluenza nel PD non è utile nemmeno al PD. Invece, anche ai fini di una democrazia migliore, è sicuramente più opportuna un’articolazione plurale della coalizione di centrosinistra. Per l’esperienza e per la conoscenza del partito da me accumulate in tanti anni, posso dire con certezza che la decisione di Marco Di Lello non verrà condivisa dalla stragrande maggioranza del PSI”. Secondo Enzo Maraio, membro della Segreteria nazionale del Psi e Consigliere regionale della Campania le dichiarazioni di Di Lello sulla sua volontà di aderire al Pd “non ci stupiscono, anzi, rispecchiano in pieno l’atteggiamento ambiguo da lui assunto nelle ultime settimane. Da giorni si rincorrevano le voci di una sua scelta di aderire ai democratici. Per quanto ci riguarda è libero di andare: da oggi parte una nuova sfida. Rilanciamo l’azione politica socialista rivendicando con orgoglio la nostra autonomia decisionale rispetto agli altri partiti della coalizione. Proprio per questo, i cinque Segretari Provinciali della Campania – in una nota – hanno preso ufficialmente le distanze dalle posizioni di Di Lello e sono pronti, insieme a me, a Riccardo Nencini e all’intera segreteria nazionale, a lavorare in autonomia per costruire un centro-sinistra forte e di governo e rilanciare l’azione del partito socialista a tutti i livelli, partendo dalla Campania e dalla federazione napoletana, appiattita da tempo dalla miopia politica di Di Lello. I risultati importanti delle elezioni regionali della Campania sono merito di una classe dirigente che si è opposta alla “crescita politica del singolo” a favore della crescita della comunità socialista. Chi si è candidato contro il PD alle primarie in Campania perché non condivideva le scelte politiche oggi fa marcia indietro”.

Qui di seguito registriamo anche i primi commenti giunti in redazione.

Scrive Luigi Mainolfi: “Caro Direttore, sul Corriere della Sera di oggi, si legge che Marco Di Lello ha dichiarato: Ora il PSI deve aderire al progetto dei Democratici. Se non riuscissi a portare tutto il partito allora aderiremmo al PD come associazione socialista. Ho trovato la concretizzazione di ciò che avevo intuito nel 2010, quando Di Lello non organizzò la lista per le elezioni comunali di Napoli. In questa sua scelta è stato preceduto da Gennaro Oliviero. Come volevasi dimostrare. Mi domando: Come può un partito cercare consensi, se massimi dirigenti tifano per un altro partito?”

Scrive Roberto Biscardini, consigliere socialista di Palazzo Marino e membro della Segreteria nazionale del Psi: “La decisione dell’On. Marco Di Lello e forse di altri parlamentari socialisti, di lasciare il PSI e di aderire al Partito Democratico non può essere sottovalutata per il ruolo che Di Lello ha avuto nel Partito e nel Gruppo parlamentare. Questa decisione pesa come un macigno sulla Segreteria di Riccardo Nencini e sulle scelte che essa ha compiuto negli ultimi anni. Da quando nel 2013, contro il parere di molti compagni, non si volle presentare la lista del Partito alle elezioni politiche fino ai comportamenti più recenti come quello di sostenere in modo acritico e supino il governo Renzi, senza esprimere alcuna posizione autonoma e indipendente. L’uscita di deputati socialisti dal PSI, considerata anche la loro esigua rappresentanza parlamentare, rafforzano la convinzione che non serve più un PSI che sopravvive a se stesso senza politica. È arrivato il momento che il PSI con una nuova direzione politica rilanci l’idea di una grande forza socialista autonomista, necessaria a riunire i socialisti e alla sinistra democratica di questo Paese.”

Scrive Mario Michele Pascale (Consiglio Nazionale del PSI): “Le parole del compagno Di Lello scuotono il partito. Il nostro deputato si dice pronto a passare nel PD, anche da solo, se necessario. Fanno piacere le repliche del segretario Riccardo Nencini, di Oreste Pastorelli, di Pia Locatelli, Gianfranco Schietroma e tanti altri: i socialisti sono quelli che stanno nel PSI. Sia chiaro: io non voglio andare nel PD. Né nel PD né in ipotetiche formazioni a sinistra del PD, dove non si è mai vista tanta folla e si sta stretti come sardine. Ma vi voglio prospettare la questione da un angolo diverso. Di Lello dà voce ad una istanza che da sempre serpeggia nel partito.
Riassumendo: se dovunque i compagni si territori sono subalterni al PD, se noi non riusciamo ad avere autonomia progettuale, se presentiamo sempre più di rado il nostro simbolo, se comunque i nostri posti in parlamento sono “grazia ricevuta” dal PD, perché frutto di una lista in cui i nostri voti sono inquantificabili, se il PD si è appropriato anche del socialismo europeo, che era la nostra ultima ancora di salvataggio, se alle ultime elezioni europee molti, invece di far votare per i nostri candidati, hanno sostenuto gli uomini del PD, è tanto scandaloso chiedere di entrare direttamente nel PD?
Il ragionamento non fa una grinza. Molti, moltissimi compagni la pensano così. Pur onorando formalmente il nostro segretario nazionale e le nostre strutture territoriali, prendono ordini dalle eminenze grige dei democrats.
Di Lello ha avuto il coraggio, e gli va riconosciuto, di agire secondo le sue idee. Molti nell’attuale PSI non ce l’hanno. Ora è abbastanza semplice e gratificante impugnare la bandiera dell’autonomia. Ma essere autonomi vuol dire elaborare una nostra visione del mondo, un “nostro” riformismo, organizzare le strutture territoriali, farle vivere, fare le liste e prendere voti. Vuol dire addestrare una nuova classe dirigente. Vuol dire accettare senza se e senza ma, la sfida del 3%.
Di tutto questo ancora non c’è traccia. E siamo, secondo me, molto in ritardo. Si naviga vistosamente a vista. Io spero che il futuro congresso faccia definitivamente chiarezza. Se voteremo per esistere e resistere come entità autonoma, come PSI, le nostre azioni dovranno essere conseguenti. Non possiamo condannare chi dice di entrare nel PD per poi andare dallo stesso PD a chiedere posti in lista o candidature sicure. Se voteremo per l’autonomia deve iniziare un processo di autonomia. Ora. Subito. Ed il congresso lo dovrà suggellare. Se il prossimo congresso prenderà tempo, indicherà impossibili terze soluzioni, vagheggerà di terzi, quarti e quinti poli, sarà chiaro che ci stiamo prendendo in giro”.

Il fondo di Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Nencini, mi sono piaciute le tue parole di sul “caso” Di Lello”, e cioè’ “C’e’ bisogno di unità per dare dignità alla nostra storia e per tenerla in vita. C’è bisogno di tutta la forza che abbiamo”.
    Pur vivendo ad Hong Kong, non t abbandono!
    Luca Cosmai

  2. Cari compagni socialisti,evidentemente gli onorevoli Di Lello e Di lGioia non leggono il nostro Avantionline.Sarebbe stato utile ad entrambi leggere quello del 25 aprile 2o15,ove venne pubblicato il mio artcolo:PSI,crescere o perire,Manfredi Villani

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