mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, tutti contro
la proposta Boeri
Pubblicato il 08-07-2015


Pensioni-InpsFlessibilità in uscita tramite il sistema contributivo, una rete di protezione sociale dai 55 anni in su come primo passo verso l’introduzione del reddito minimo garantito, contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate: sul ‘piano Boeri’ di riforma della previdenza si accende lo scontro politico e sindacale. Pronta a discutere si dice la Cisl. “Il sistema pensionistico italiano”, afferma il segretario generale, Annamaria Furlan, “è fra i più sostenibili d’Europa ed un accesso più flessibile al pensionamento è necessario per restituire alle persone una maggiore possibilità di scelta, sia per gestire meglio le crisi economiche ed aziendali, sia per offrire ai giovani nuove prospettive di ingresso nel mercato del lavoro”. Per questo, aggiunge, “il Governo  deve convocare le Parti per individuare, insieme, una soluzione che tenga in equilibrio i conti previdenziali e le ragioni dell’equità sociale, perché non tutti i lavori sono uguali ed il ricalcolo delle pensioni col sistema contributivo per l’accesso anticipato al pensionamento provocherebbe tagli delle prestazioni, maturate dopo una vita di lavoro, compresi fra il 15 ed il 30%”.

A bocciare senza appello la proposta di Boeri è la Cgil.  Boeri “dice una cosa sbagliata – afferma la leader Cgil Susanna Camusso – vuol dire abbassare del 30-35% le pensioni più povere”. Deciso anche il no del presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: “La nostra bocciatura è completa sul tema della flessibilità: sarebbe inaccettabile che l’anticipo dell’uscita dal lavoro fosse tutto a carico dei lavoratori con un ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico. Si potrebbe arrivare anche a tagli del 30%”.

Per il coordinatore nazionale della Segreteria del Psi, Gian Franco Schietroma “la proposta Boeri di riforma delle pensioni rischia di avere conseguenze inique perché, comunque, aumenterebbe la povertà dei pensionati, senza risolvere i problemi strutturali. Il Psi – aggiunge Schietroma – ritiene che si debba percorrere una strada diversa, tale da determinare finalmente un po’ di giustizia a favore dei pensionati”. Per Schietroma “sarebbe opportuno riprendere e completare l’intervento compiuto con la legge n. 127/2007, aumentando adeguatamente il prelievo sul gioco d’azzardo per estendere la platea dei pensionati beneficiari della quattordicesima, così come proposto dai parlamentari socialisti”- ha concluso il dirigente Psi.

E forte è pure l’opposizione della Lega. “Non sapevamo che Boeri fosse il nuovo ministro ombra, non sapevamo fosse compito dell’Inps legiferare. Detto questo, se intenzione del governo è tagliare del 20% o addirittura del 30% gli assegni per andare in pensione qualche anno prima rispetto alla vergognosa riforma Fornero, la Lega si opporrà a questa ipotesi” dice il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. Freddo il M5S. “Sebbene Boeri proponga il Reddito di Cittadinanza solo agli over 55, il M5S ritiene che sia riduttivo pensare di destinare una misura come il reddito di cittadinanza soltanto a una fascia di età così limitata. Segnaliamo a Boeri che l’emergenza lavoro nel Paese è ben più ampia e riguarda pure circa i 1,4 milioni di bambini che oggi non godono di alcuna tutela”, sottolineano deputati e senatori del Movimento. “Inoltre”, aggiungono, “proporre più flessibilità in uscita basandosi soltanto sul sistema contributivo significa usare la parola sostenibilità sulla pelle dei cittadini più poveri, che vedrebbero abbassarsi i loro trattamenti del 30-40%. Non si può pensare di penalizzare ancora chi lascia il mondo del lavoro prima dell’età di vecchiaia”.

Critico il vicepresidente vicario dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, Luigi Marino. “Ormai le invasioni di campo del presidente dell’Inps Boeri non si contano più”, rileva, “a conferma della sua velleità di sostituirsi agli attuali ministri in carica del Lavoro e dell’Economia. In ordine di tempo l’ultima uscita riprende una sua vecchia idea e cioè quella di introdurre un cosiddetto contributo di solidarietà delle pensioni più alte verso quelle più basse. In realtà siamo di fronte ad una vera e propria patrimoniale, ad una tassa che colpirebbe i ceti medi innescando una guerra tra pensionati. Infatti, rimane del tutto indefinito il parametro in base al quale distinguere le pensioni alte da quelle basse”.

Redazione Avanti!

 

 

 

 

 

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