mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Per Bruxelles i formaggi si fanno senza latte
Pubblicato il 08-07-2015


Montecitorio-latte-ColdirettiA quanto pare a dettare e condizionare le politiche europee è sempre l’asse franco-tedesco: dalla gestione della crisi greca al formaggio e allo yogurt italiani senza latte, da sostituirsi con quello in polvere. Guarda caso, i principali produttori ed esportatori sono proprio Francia e Germania. L’imposizione di Bruxelles – di mettere fine al divieto di utilizzo di latte in polvere per la produzione di prodotti lattiero – ha fatto mobilitare migliaia di allevatori e casari che da ogni Regione italiana si sono riuniti in piazza Montecitorio per difendere il ‘Made in Italy’. Alla manifestazione nazionale, organizzata da Coldiretti hanno partecipato anche il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina – dichiarando «Difenderemo le peculiarità del sistema italiano» che si fonda sulla qualità – e il responsabile del dicastero dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha promesso: «Andremo in Europa a dire che il formaggio non si fa con le polverine». Pastorelli (Psi): «Direttiva da respingere con forza».

LA DIFFIDA UE La Commissione europea ha inviato una lettera di diffida all’Italia in cui viene chiesto di far decadere il divieto di utilizzare la polvere di latte per la produzione di formaggi, divieto che il nostro Paese aveva imposto quarantuno anni fa per garantire la qualità dei prodotti. L’iniziativa di Bruxelles di liberalizzare l’uso di latte diverso da quello fresco (latte in polvere, concentrato o ricostituito) altererebbe il sapore – e quindi la qualità dei prodotti italiani – mettendo dunque a rischio un patrimonio gastronomico custodito da generazioni, con ricadute non solo sul piano economico, ma anche occupazionale e ambientale.

COLDIRETTI: A RISCHIO 487 FORMAGGI TRADIZIONALI – Il settore lattiero-caseario rappresenta infatti «la voce più importante dell’agroalimentare italiano, con un valore di 28 miliardi di euro, e quasi 180mila occupati nell’intera filiera» rileva la Coldiretti. La principale organizzazione degli imprenditori agricoli ha inoltre denunciato il rischio che – con l’attuazione della normativa Ue – possano sparire 487 formaggi tradizionali censiti dalle Regioni italiane.

PASTORELLI: DIRETTIVA DA RESPINGERE CON FORZA – «Il formaggio è uno dei nostri prodotti distintivi e contribuisce all’attrattività del ‘Made in Italy’ nel mondo. Per questo la diffida Ue – che impone all’Italia la revoca del divieto di uso del latte in polvere – è da rispedire a Bruxelles». Così il deputato socialista Oreste Pastorelli che ha partecipato alla mobilitazione di oggi. «Il formaggio italiano – continua l’esponente Psi – si fa con il latte proveniente dalle nostre stalle, e non con quello in polvere. E in questa battaglia sarò al fianco degli allevatori».

U.DI.CON: PROTEGGERE FORMAGGIO ‘MADE IN ITALY’ – «Sarebbe impossibile cedere alle regole dettate dall’Unione Europea quando in gioco c’è la qualità e l’eccellenza di uno dei prodotto tipici del nostro Paese» ha affermato sconcertato Denis Nesci, presidente Nazionale dell’U.Di.Con (Unione Difesa Consumatori, ndr). «Dobbiamo lottare affinché non si privi il formaggio del suo principale principio nutritivo, il latte, che conferisce al nostro prodotto un sapore unico che tutto il mondo ci invidia» ha poi concluso Nesci.

L’auspicio è che il Parlamento preservi l’unicità del ‘Made in Italy’ intervenendo a difesa della qualità del sistema lattiero caseario italiano che – secondo Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti – «sta riscuotendo un apprezzamento crescente in tutto il mondo dove le esportazioni di formaggi e latticini sono aumentate del 9,3 per cento nel primo trimestre del 2015». Un andamento positivo da incentivare, non da ostacolare.

Silvia Sequi

 

 

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