domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Picchiato l’attivista gay perseguitato in Ungheria
Pubblicato il 20-07-2015


giulContinua il calvario del 33enne attivista per i diritti LGBT in Ungheria, Andrea Giuliano. Questa notte il ragazzo ligure ha subito un aggressione sotto casa sua a Budapest: un uomo gli si è avvicinato e lo ha aggredito senza alcun motivo apparente.
Il ragazzo è balzato agli onori della cronaca per la triste vicenda accaduta questa primavera, quando è iniziata una vera e propria persecuzione “social” del 33enne da parte del gruppo di estrema destra Jobbik che raccoglie il consenso di un terzo della popolazione ungherese, sul sito nel club neonazi compaiono subito la sua foto, il suo indirizzo di casa e quello del suo datore di lavoro, Andrea è continuamente minacciato e costretto a cambiare casa e indirizzo. Dopo le continue minacce si è arrivati persino a una taglia sulla testa dell’attivista italiano sul sito di Jeszenszky, l’ex militante di Jobbik: dieci mila dollari. Tutto è iniziato dopo che Andrea Giuliano a una manifestazione ha fatto ironia sulla bandiera dei motociclisti, “ornandola” con un fallo al posto della moto stilizzata.


A causa delle minacce subite nelle scorse settimane il caso di Andrea ha assunto anche una connotazione diplomatica, con la Farnesina che ha spedito un suo osservatore per seguire il processo attivato contro il giovane.


 

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Gentile Redazione, non è vero che Jobbik ha il consenso di un terzo della popolazione ungherese. Alle ultime elezioni politiche ha ottenuto il 20 % dei consensi. In ogni caso, fatta salva la condanna per ogni forma di discriminazione, persecuzione e aggression, disegnare un fallo su un’ immagine dell’Ungheria, sia pure quella con i confini di prima del 1919 ( confini nei quali peraltro credono molti ungheresi, anche non di destra, ma questi sono problemi e affari loro ) e rivolto verso una croce, mi sembra un gesto di pessimo gusto e una provocazione inutile. Non facciamo di un provocatore un martire. Cordiali saluti, Mosca.

    • Cara Maria Teresa, innanzitutto grazie per la cortese replica. Io mi sono limitato a citare la percentuale di Jobbik alle elezioni del 2014 e a fare una considerazione sull’ inopportunità di disegnare un fallo sulla mappa di una nazione e mischiandoci anche la croce.
      Mi sembra anche di aver scritto ” fatta salva…etc ”
      La questione non è se uno se la sia andata a cercare o meno, è ovvio che un’aggressione, sulle cui cause peraltro lascerei alle autorità il compito di indagare, è deplorabile; la questione è che nazione e religione andrebbero tenute fuori da certe manifestazioni. Offendere i sentimenti nazionali e religiosi di un popolo non porta bene e non mi sembra bello. Basta con questo “buonismo” che giustifica tutto in nome dei “diritti”. Oltre ai diritti, sacrosanti, esistono i doveri, e i doveri impongono il rispetto.
      Cordialmente, Mario.

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