martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Quei banchieri dal “bullismo” ostentato
Pubblicato il 21-07-2015


accesso al creditoUn addetto ai lavori mi raccontava che alcune grandi banche, compresa la sua, avevano istituito un nuovo balzello sui clienti: se sconfinano anche di pochi soldi dal conto corrente veniva applicata loro una “sanzione” che poteva arrivare fino a qualche decine di euro al giorno. Il mio ricordo è subito corso ai tempi della scuola, quando i bulli obbligavano i ragazzini più fragili a cedergli la merendina. Lo fanno ancora, un bullismo ostentato da sempre!

In questa riflessione, però, non voglio analizzare l’ulteriore costo imposto agli utenti in rapporto alla corretta applicazione della legge 108/96 sull’usura, oggetto di un crescendo wagneriano di cause fra privati e imprese contro le banche. Saranno i tribunali di ogni ordine e grado ad emettere le sentenze. Voglio soffermarmi invece, sullo sconvolgimento sociale e psicologico profondo che è in corso nel rapporto fra gli utenti e le banche.

Interessi Comuni è nato proprio per affrontare le difficoltà oggettive che insorgono non tanto sul fronte dell’accesso al credito, bensì su quello dei crediti pregressi. In tal senso la brutalizzazione subita da famiglie ed imprese ha assunto le dimensioni di un problema morale, sociale, umano e perfino etica, che va ben oltre l’aspetto meramente economico.

Si sta affermando nelle decisioni strategiche degli istituti bancari una scelta di “tagliar fuori” dal credito (e quindi lasciare nelle mani degli strozzini col taccuino unto e il lapis spuntato) una parte consistente di genitori, commercianti e artigiani.

Le “mandracate” delle banche, oggi, si profilano nelle decisioni dei moderni responsabili di filiale. Gli ordini ricevuti da questi nuovi “caporali di giornata” sono di cacciare dalle filiali di banca il poveraccio, e non solo! Insomma, tutti quelli che vanno ad elemosinare il rinnovo di un piccolo fido piuttosto che la dilazione della rata del mutuo. Per contro, sono ancora più invisi quei clienti che hanno messo da parte un piccolo gruzzolo per arrotondare la pensione. Loro sì che danno davvero fastidio, sempre in banca a cercare di far fruttare qualche euro in più la liquidazione ottenuta dopo una dura vita di lavoro.

Vi immaginate se un medico di base cacciasse dal suo ambulatorio le persone malate, o anche gli anziani che vogliano essere rassicurati sulle poche riserve rimaste della loro salute?!?

Sono certo che questo dottore, giustamente, verrebbe messo alla gogna mediatica. Invece ai direttori preposti alla nostra salute economica tutto ciò è perdonato. La dipendenza economica è diventata permissiva di ogni nefandezza.

No, non commettono malvagità fisiche contro le persone, oppure sì, perché qualche volta il morto ci scappa: pensiamo a quanti si sono tolti la vita per essere stati cacciati con ignominia dai nuovi bulli che dirigono il traffico finanziario dei loro “monti di pietà”.

Porto un esempio: un’imprenditrice recentemente è venuta a chiedermi aiuto sia a livello legale che psicologico. Sì, avete capito bene, psicologico! Era venuta ad illustrare il suo caso e, durante il colloquio, ha ripetuto più volte, cito testualmente “ho solo voglia di togliermi la vita”. Tra le altre cose degne di approfondimento, sfogliando la sua documentazione, mi sono accorto che aveva sottoscritto con la sua banca la rinuncia a poter, in futuro, far valere i suoi diritti. La sua giustificazione? “Avevo una pistola puntata alla tempia”, in senso figurato, ovviamente, ma la testimonianza resta. Per rinnovarmi una linea di fido, mi raccontava, ho rinunciato ad ogni eventuale futura azione contro l’istituto in tema di tassi che ignorano la legge. Insomma, siamo al ricatto!

Interessi Comuni ha scelto di accendere i riflettori su questo malessere diventato, ormai da tempo, una patologia sociale. Chi ha agito in buona fede non merita di essere umiliato, vessato, e vedere la propria dignità umana e professionale calpestata, spesso in maniera spezzante!

La responsabilità è sempre e comunque degli uomini, anche se una gran parte della classe dirigente bancaria si trincera dietro lo svolgimento acritico dei propri ‘doveri’, arrivando perfino ad avallare, nei fatti, comportamenti “delittuosi”. E la questione morale? E la ricaduta collettiva? Ma chi paga tutto questo in termini di conseguenze sociali e psicologiche?!? Noi, ovvio!

Ai banchieri, agli operatori della trincea bancaria, chiedo un atto di coraggio, cioè, quello di trovare soluzioni intelligenti, di buon senso, soprattutto umane, in alternativa a questi cinici atti di bullismo vigliacco e pure ostentato!

Le soluzioni possibili, quelle messe in atto con intelligenza, porteranno certamente il correntista a pagare il suo debito, e le banche fidelizzeranno i clienti di domani. Molto presto torneremo di nuovo ad una finanza produttiva. Ne sono certo!

Angelo Santoro

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