martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rai, scontro al Senato. Governo battuto
Pubblicato il 30-07-2015


Rai-rinnovo CdA

L’Ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza Rai ha deciso di convocare per martedì prossimo una riunione della bicamerale per l’elezione dei 7 membri del Cda Rai di sua competenza. Una decisione presa con il voto contrario del Psi, M5s, Lega e Sel. Una decisione che secondo il MS5 “è la dimostrazione che si prendono decisioni su un altro livello che non è quello istituzionale e parlamentare. Sono accordi che evidentemente Renzi ha fatto”. Intanto la riforma della Tv di Stato prosegue il suo iter al Senato con lo scontro che si fa subito acceso e con il governo e la maggioranza battuti in occasione delle votazioni su emendamenti della minoranza Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, che sopprimono l’articolo 4 del ddl di riforma della Rai.

L’articolo 4, ora soppresso, prevede la delega al governo per la disciplina del finanziamento pubblico della Rai. In questo modo, le opposizioni tolgono al governo la delega sul canone Rai. “Quello del canone – afferma il senatore del Psi Enrico Buemi componente della commissione di Vigilanza – era ed è un problema  politico vero, lo si sapeva anche prima: la questione del finanziamento della Rai è davvero fondamentale”. Buemi che pur avendo votato come la maggioranza a palazzo  Madama, e quindi contro gli emendamenti soppressivi dell’articolo 4 della Riforma Rai passati in aula, sottolinea che il tema non è eludibile.

“È indispensabile – aggiunge – dare certezza all’azienda, arrivare al  recupero dell’evasione del canone ma anche, se ce ne sono le  condizioni, giungere ad una rimodulazione del canone sulla base delle  possibilità delle diverse fasce di popolazione: per moltissimi italiani la televisione pubblica è un momento fondamentale della loro  vita, ma non hanno tutti le stesse possibilità economiche. Bisognerebbe tenerne conto”, conclude Buemi. Minimizza Lorenzo Guerini vice segretario del Pd: “Può capitare ed è capitato in altre occasioni di andare sotto su qualche emendamento, è successo in tutti i provvedimenti, è fisiologico. Anche in questo caso la differenza l’hanno fatta gli assenti: 121-118. Tra l’altro l’emendamento e’ su un punto non importante. Se necessario lo correggeremo alla Camera”.

Parallelamente ai lavori del Senato si procede al rinnovo del Consiglio d’Amministrazione utilizzando le vecchie regole, quelle dettate dalla legge Gasparri. Una cosa che evidentemente non dispiace a nessun partito. Una sorta di patto del nazareno televisivo che riprende vita ogni qual volta Pd e Forza Italia affrontano temi delicati e di interesse diffuso. Come sottolinea l’ex forzista Fitto “in poche settimane, Renzi passa da detrattore a goloso fruitore della Legge Gasparri”.

A fare un appello a tutte le forze politiche è il presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico che chiede  una “assunzione di responsabilità per il bene della Rai e del Paese. Chiedo che si nominino persone svincolate dalla politica e dai partiti, che abbiano competenza e indipendenza comprovate e nessun conflitto di interessi, attraverso una selezione pubblica di curricula. Ma per farlo seriamente servono più di 5 giorni”. “Oggi – ricorda l’esponente dei 5 Stelle – riunirò l’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai per stabilire il percorso che ci porterà a eleggere il nuovo cda della televisione pubblica”.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento