sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sardegna. Stop al mega parco del fotovoltaico
Pubblicato il 03-07-2015


Serre_fotovoltaiche“Si tratta – ha detto Gavino Diana, Direttore Generale del Corpo Forestale Sardegna – di un’ operazione lunga, complicata e complessa che ha visto impegnato il corpo forestale e nella fase conclusiva anche la Guardia di Finanza”. La dichiarazione nell’ambito della conferenza stampa indetta ieri pomeriggio a Cagliari per spiegare i dettagli dell’operazione che ha visto porre i sigilli al parco Fotovoltaico più grande del mondo nel territorio di Villasor (CA ). “Un operazione – ha aggiunto – che ha messo in luce la possibilità che ci siano incentivi acquisiti in maniera illecita per produrre energia in serre destinate alla produzione agricola e che in realtà di agricolo non hanno nulla. SI tratta di una materia nuova, nel senso che sulle energie rinnovabili ci sono spesso delle attività che non sono esattamente lecite. Non è l’energia che è sbagliata, è l’uso che si fa di incentivi per produrla e spesso sembrerebbe esserci un operazione più finanziaria che non economica e di sviluppo” . Il provvedimento di sigillo è stato adottato dalla Procura di Cagliari e riguarda un area di 193 ettari comprendenti 20 serre fotovoltaiche di proprietà della società Twelve Energy. Una società che fa capo all’indiana Mose Bauer.

Al momento risultano esser sei le persone indagate, anche se si attendono ulteriori sviluppi nei prossimi giorni; Gli indiani Jain Lalit Kumar di 53 anni e Saluja Jatin di 43 anni, rispettivamente presidente e vicepresidente della società Twelve Energy proprietaria dell’impianto; il consigliere della stessa società Mariano Muscas di San Gavino di 53 anni; Francesco Fanni di Pabillonis di 53 anni titolare dell’Impresa Agricola, Pierpaolo Serpi di San Gavino di 38 anni progettista dell’impianto. A coordinare l’inchiesta il Pm Daniele Caria che ipotizza una truffa. Gli agenti del corpo forestale hanno sequestrato agli indagati beni per l’ammontare di circa sei milioni di euro. L’ inchiesta era partita tre anni fa a seguito della segnalazione da parte della società che gestisce il servizio elettrico nazionale.

Chiedevano la restituzione di 9 milioni di euro corrispondenti a incentivi incassati dalla Twelve Energy. La magistratura aveva inizialmente disposto il sequestro dei documenti relativi le autorizzazioni ambientali e urbanistiche e in quell’occasione il Sindaco di Villasor Walter Marongiu ( Pd ) aveva prontamente dichiarato di aver più volte richiamato l’attenzione su quanto stava avvenendo attorno al parco fotovoltaico de “Su Sciuffu” per il quale è stato stimato un investimento di circa 80 milioni di euro. –“Noi abbiamo in casa il parco serricolo-fotovoltaico più grande del mondo ma neppure un operaio del nostro paese ci lavora a contraddire quanto ci avevano raccontato in merito alla possibilità di creare 300 posti di lavoro. Nessuna promessa è stata mantenuta”. Ad onore del vero occorre sottolineare che all’epoca nel paese del cagliaritano si era incentrata l’attenzione di esperti in agraria e florovivaisti di tutta Europa, tutti avevano convenuto sul dato di fatto che quella tipologia di serra difficilmente avrebbe consentito produzione di coltura di qualsiasi tipo.

A parlar chiaro, sempre secondo gli esperti, la stessa disposizione dell’impianto. Ma c’è di più, nel 2012 era intervenuta nel dibattito anche “Assoelettrica” – Associazione Nazionale delle Imprese Elettriche – la quale, dopo le dichiarazioni rese a mezzo stampa da parte del responsabile della MBCEL secondo il quale – “Nelle serre vengono coltivate verdure e fiori, dai peperoni alle insalate, dalle rose alle melanzane, dal sedani ai pomidoro a cura di quattro cooperative agricole. La produzione, di elevato standard qualitativo, è destinata essenzialmente al mercato insulare, attraverso una serie di negozi ad immagine coordinata. Insomma, un label di qualità tutto isolano. La competitività della formula agricola è legata a doppio filo alla produzione di energia che ci permette di coprire tutti i costi di gestione e coltivazione: in questo modo si abbattono i costi e si garantisce un giusto profitto agli agricoltori” – aveva tenuto a sottolineare un aspetto rilevante – “Si tratta di un grandissimo impianto fotovoltaico, di ben 20 MW di potenza di picco, realizzato su un sistema di serre che sviluppano complessivamente una superficie di 26 ettari. Ma, c’è un dettaglio che sfugge completamente: il beneficio di cui gode l’impianto integrato fotovoltaico-agricolo deriva dagli incentivi.

Non sappiamo in quale data l’impianto è entrato in esercizio nel quadro del quarto conto energia, ma è facile stimare che un simile impianto goda di benefici compresi tra 4 e 7 milioni di euro all’anno, i quali non cadono dal cielo, ma sono equamente spalmati sulle bollette di una trentina di milioni di consumatori. Un dettaglio che forse andava esplicitato, altrimenti sembra che mettendo un pannello su una serra si compia il miracolo. No, nessun miracolo: c’è qualcuno che paga.” Esattamente un anno dopo la cerimonia di inaugurazione dell ‘impianto venne celebrato il primo compleanno dello stesso alla Presenza delle massime autorità istituzionali della Regione, compreso l’ex Governatore Ugo Cappellacci, che aveva largamente sostenuto e voluto il progetto, l’ex Assessore all’industria Alessandra Zedda. Declinò l’invito il neo confermato sindaco di Villasor Walter Marongiu che, però, inizialmente aveva anche lui sostenuto il progetto del Fotovoltaico. Nel piccolo paese a vocazione agricola del cagliaritano non mancano e non mancarono nemmeno allora le polemiche –“anche un bambino avrebbe capito che la dentro non si sarebbe potuto produrre nulla, figuriamoci posti di lavoro” – era e resta la frase più ricorrente. Oggi sei indagati.

Attendiamo di conoscere gli altri responsabili che non si può pensare siano ravvisabili solo negli amministratori delegati delle società sotto indagine. Certamente la magistratura farà luce anche sui responsabili pubblici. Per ora resta solo il fatto che l’impianto de Su Scioffu” è un mega impianto da 26 ettari con una capacita’ installata di 20 MWp, pari al consumo annuale di 10.000 case, con un risparmio di 25 mila tonnellate di CO2 (il risparmio di una foresta di 3.200 ettari). Il progetto ha visto un investimento di 80 milioni di euro, è ancora il primo realizzato in Italia di questa portata da parte della multinazionale indiana Moser Bear Clean Energy Limited – MBCEL – che è leader nel settore delle energie rinnovabili e del colosso americano General Electric. Nessuna, o quasi, ditta del paese ha partecipato nemmeno in subappalto alla realizzazione dell’impianto. Tutte le strutture metalliche delle serre sono state prodotte e installate dal gruppo spagnolo Jiménez Belinchón per 15MW e da Inempi (Portogallo) 5MW,Contratas Leza è una delle ditte spagnole in sub-appalto. I dati della produzione di energia rilevati dopo il primo anno di attività dell’impianto Potenza installata = 20.000 KW (per un massimo di 4ore/giorno), Investimento = 80Milioni di €. Tariffe incentivi Novembre 2011 = 0,191 €/KWh = 473.680 € , Dicembre 2011 = 0,172 €/KWh = 426.560 € , I° semestre 2012 = 0,148 €/KWh = 2.159.616 € , – II° semestre 2012 = 0,133 €/KWh = 1.941.800 €, Prod. elett. nei primi 14 mesi – Totale = 3.254.036 € (insufficienti ). Successivamente non sono più stati resi noti ne dati della produzione di energia, ne di quella agricola. “Il sole scalda i pannelli. Al di sotto crescono gli ortaggi, mentre l’elettricità prodotta entra in rete. La luce che filtra, dicono gli esperti, non sarà sufficiente a produrre verdure in larga scala. La priorità, dunque, qui è catturare i raggi e trasformali in elettricità.” Tutto il resto, forse, una colossale truffa.

Antonella Soddu

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