giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scalfarotto digiuna per sollecitare ddl unioni civili
Pubblicato il 02-07-2015


Unioni civili-ScalfarottoArenato in Commissione Giustizia a Palazzo Madama il testo base sulle unioni civili. Ivan Scalfarotto, sottosegretario per i rapporti con il Parlamento annuncia l’inizio lo sciopero della fame per protestare contro l’ostracismo degli emendamenti (circa duemila) sul ddl Cirinnà che giace in Commissione. Domani il Psi ha organizzato una manifestazione, il contro – Family Day, che si terrà a Roma, presso l’Auditorium di via Rieti per gridare la libertà di tutti, la “Libertà degli uguali”. In particolare sarà chiesta una accelerazione sul riconoscimento delle unioni civili affinchè i presidenti di Camera e Senato calendarizzino una sessione straordinaria sui diritti di ‘terza generazione’ per discuterne rapidamente in Parlamento. Il segretario del Psi, Riccardo Nencini ha rivolto l’invito a Scalfarotto che ha reso noto di aver aderito all’iniziativa cui parteciperanno non solo parlamentari di maggioranza e opposizione, ma anche ospiti ospiti europei, tra i quali Enrique Baron Crespo.

LO STATUS QUO DEL PROVVEDIMENTO – Era lo scorso 26 marzo quando la Commissione Giustizia del Senato approvava – con una maggioranza nuova (favorevoli Pd-M5S-Psi-ex 5S-Misto, contrari Ncd-Lega e FI e un astenuto FI, ndr) – il testo base sulle unioni civili (il cosiddetto disegno di legge Cirinnà, dal cognome della senatrice democratica, ndr) che ha rappresentato un primo e concreto passo avanti per i diritti delle coppie di fatto che siano etero od omosessuali. Il via libera del Senato sulla bozza licenziata a marzo sarebbe dovuto giungere entro la fine di maggio, ma nulla si è mosso. Altrove, invece, si è mosso il popolo irlandese che lo scorso 23 maggio ha votato per il ‘sì’ all’equiparazione delle nozze tra etero e omosessuali e, venerdì scorso la Corte suprema degli Stati uniti ha legalizzato i matrimoni omosessuali in tutto il territorio statunitense – imponendo, di fatto, ai 13 Stati che ancora espressamente li vietano – di cambiare le loro leggi. Nel frattempo nel nostro Paese il disegno di legge resta arenato in Commissione Giustizia di Palazzo Madama. Contro l’ostracismo nei confronti del provvedimento si è mobilitato Ivan Scalfarotto, annunciando lo sciopero della fame per protesta, il primo nella storia italiana da parte di un membro del governo.

SCALFAROTTO: IL MIO SCIOPERO DELLA FAME PER LE UNIONI CIVILI – «Da lunedì prendo solo due cappuccini al giorno, alla radicale. Il fatto è che non ce la facevo più a far finta di niente, ad andare avanti con il mio lavoro come al solito, mediando, giocando di rimessa, con fair play» ha reso noto Scalfarotto. L’intenzione di digiunare durerà sino a quando «non avrò una data certa di approvazione. Potrà anche essere fra due mesi, l’importante è che ci sia. Ma stavolta me lo devono dire quelli del NuovoCentroDestra (dichiaratamente contrari al testo base, ndr), me lo deve garantire Alfano».

CONCIA (PD): NOTIZIA DIGIUNO SCONFORTANTE –  Alla notizia dello sciopero della fame di Scalfarotto, Anna Paola Concia – esponente della Direzione Nazionale Pd – ha reagito provando «sconforto», e invitando alla mobilitazione personale e collettiva quelli che chiama «progressisti da salotto e da tastiera». «Mettete sotto pressione – continua Concia – i senatori, non continuate a prendervela con l’unico che ci ha messo la faccia fino ad oggi: il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Arrabbiatevi, convincete i senatori. Mobilitatevi come vi siete mobilitati per altre battaglie». Così l’esponente democratica che infine ammonisce: «Se questa legge si impantana come altre volte, la responsabilità sarà anche vostra».

Siria Garneri 

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