sabato, 10 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Alessandro Formichella:
Promuovere una forza
liberal-socialista
Pubblicato il 07-07-2015


Mai come oggi si rende necessaria una concezione, una visione del mondo, un ricostruito Partito socialista. Che questo abbia nell’animo e nel corpo il liberalsocialismo o il socialismo di matrice laburista, è cosa di dialettica e discussione interna, di politica, di animus politicus. Ma è certo che dobbiamo ricreare un movimento agganciato al socialismo libertario italiano, e aggiungerei all’autonomia dei socialisti. Per condurre questa nuova, affascinante, sfida, è necessario, al di là di ogni trattato programmatico, essere con le persone e quindi avere organizzazione. Ri-animare il dibattito politico, ormai perduto, fra i cittadini è cosa faticosa, ma è l’unico vero strumento che ti lega alla società, ai suoi cambiamenti, alle sue evoluzioni e involuzioni.

Per troppi anni e per troppo tempo si è abbandonata l’idea di una possibilità più alta e più forte di concezione del Mondo, dell’Italia, dell’investimento da produrre  nella società, non creando “speranze” (talora delitto all’iniziativa delle persone), ma atti di politica concreta che si evidenzino in ogni territorio. Così, solo così. si può ricostruire una forza liberal-socialista, una forza motrice di cambiamenti che abbiano il perno su nuovi modelli di sostenibilità della società, che metta il divieto alla povertà e all’emarginazione, che ricrei in questo Paese ricchezza e classe politica, un paese cosi distrattamente (o volutamente) caduto negli abissi prima del giacobinismo di maniera, poi nell’affermazione caduca di un “cattocomunismo” pallido e amaramente impreparato. Impreparato ad una visione del Mondo che metta assieme “meriti e bisogni”, che sappia coniugare nuove sensibilità e nuove esigenze, che promuova la laicità dello Stato e che si produca, infaticabilmente, per il benessere equilibrato e moderno dei suoi cittadini. E’ una lotta di civiltà, di nuovo “urbanesimo” – se vogliamo – di umanesimo, quello che deve fare e affrontare un nuovo socialismo. Una lotta per favorire una nuova concezione dell’ambiente, dell’energia, dell’industria, del rapporto centrale dell’Italia nel Mediterraneo.

Si devono liberare, quindi, forze ed energie, promozione di libertà e di democrazia economica, togliere il Paese dal pensiero superficiale e liquido e del facile tutto e subito. Dobbiamo recuperare competenze culturali, di visione e programmazione, di sfida moderna e equilibrata con l’ambiente, di amore e orgoglio nazionale, di sfida tecnologica e spinta progressista. Le forme di nuove povertà sono oggi innumerevoli, e sempre più diffuse; è inaccettabile che ciò accada senza che una forza come quella dei socialisti, per quanto oggi piccola, non si ponga il problema e l’obiettivo di essere assai più ampia e incisiva nelle scelte da compiere. Sì, dobbiamo essere coraggiosi nell’affermare questo, ma anche orgogliosi nel volerlo costruire.

Alessandro Formichella

 

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento