domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Cristian Parabita:
Figure da terzo mondo
Pubblicato il 22-07-2015


Un Paese quando è vecchio e lo riconosci da tante cose, ma una che balza tra le prime, all’occhio di un turista che viene a fare le sue vacanze in Italia, è il manto stradale. E qui nel meridione di turisti ne vengono ancora, per fortuna, per ammirare le bellezze dei nostri paesaggi. Nella mia Regione, la Puglia questo accade ancora. So bene che il manto stradale è trascurato un po’ ovunque, ma in alcune parti d’Italia è trascurato forse oltre i limiti, tanto da spingere qualcuno come me a scriverci su due righe. E non si tratta di mera critica giusto per sfogare lo stress giornaliero che deriva dai problemi comuni. Si tratta di ricordare e segnalare pubblicamente quanto ritengo ormai necessario si faccia per evitare altri anni di inerzia. Da un manto stradale troppo rovinato nascono problemi sulla circolazione e sulla sicurezza stradale. Problemi non trascurabili, e non rinviabili, per evitare il ripetersi di incidenti stradali decisamente evitabili.

Porto un esempio concreto, che vivo personalmente tutti i giorni dell’anno. Si tratta della S.S.7 che collega Taranto a Brindisi, precisamente del tratto all’altezza di Latiano fino ad arrivare a Brindisi. Un tratto di strada (a doppia corsia con spartitraffico) dissestato da tempo in entrambe i sensi di marcia, sistemato e rattoppato parzialmente alla meno peggio qualche anno fa e che durante la stagione delle piogge, o semplicemente durante una pioggia estiva, rischia di diventare una trappola mortale. C’è un problema di percorribilità quanto di sicurezza visto che i veicoli, per evitare le parti dissestate che si alternano, compiono il loro tragitto a zig zag dalla corsia normale a quella di sorpasso a velocità in alcuni casi molto ridotta, creando pericoli continui e rischio di tamponamenti. Tutto questo per evitare le asperità del manto stradale, un manto insicuro e logorato, spaccato come fosse terra arida e oltretutto molto rumoroso a causa di cedimenti che lo hanno reso in alcuni punti concavo.

Un vero e proprio avvallamento che in caso di pioggia diventa pericolosissimo perché trattiene parte della pioggia che trova difficoltà a defluire ai fuori dalla carreggiata. Il fenomeno dell’acqua planning può essere fatale anche per l’automobilista più esperto che non conosce i problemi della SS7 (il turista ad esempio). Ho assistito personalmente in più situazioni ad incidenti molto pericolosi ed ad altri evitati per miracolo che hanno rischiato di trasformarsi in tragedia. Il solo pensare di apprestarsi a frenare incute timore per chi conosce bene quel tratto di strada. Possibile che un Paese come il nostro debba avere simili strade, forse peggiori di quelle del terzo mondo? Siamo un grande Paese ma dalle nostre strade non si direbbe. Non oso immaginare quale possa essere il giudizio di un turista che percorre con la propria auto una strada come la SS7…

Cristian Parabita

 

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