domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Fabio Fabbri:
Dobbiamo farci ascoltare
Pubblicato il 11-07-2015


Caro Direttore, ti scrivo con preghiera di ospitare questa mia breve nota sulle
colonne del nostro giornale.
Un giornale che ho finito or ora di leggere in ogni sua parte. Voi lo sapete
che non sono mai stato un adulatore. Sapete anche che, come voi, seguo il
dibattito politico con attenzione e impegno, cercando di capire, con spirito
critico, fatti e misfatti di ogni giorno e di formarmi un’idea su quanto si
potrebbe o si dovrebbe fare per creare prospettive di sviluppo all’Italia e a
quel tanto di Europa scombinata che esiste.
Finita la premessa entro in argomento. Le vostre riflessioni, sul caso Grecia,
sul trattato di Maastricht, sulla crisi dell’Unione germano-centrica, sui
rapporti fra l’Occidente e la Russia di Putin, sulla natura del PD, partito
ermafrodita, mezzo democristan-fanfaniano e mezzo comunista berlingueriano,
sulla crisi della socialdemocrazia europea, priva di leader degni di quelli
del passato, avete detto e scritto quel che si doveva dire: ed anche sullo
scandalo dei giornalisti  foraggiati dallo stato che fanno i moralisti con la
mannaia in mano contro i vergognosi parlamentari che hanno servito l’Italia
durante la gloriosa prima Repubblica, sono egualmente lucide e difficilmente
contrastabili. Chi vi legge non può che manifestarvi consenso e gratitudine.
L’encomio che vi meritate è finito. Viene ora la questione politica. La nostra
tribuna è gloriosa, ma per pochi intimi.
Come fare all’ora per far valere le nostre idee e proposte nell’agone politico
italiano ed europeo?
Serve una iniziativa clamorosa, per la quale sarà utile l’impegno dei nostri
parlamentari.
Pensateci, pensiamoci insieme e prepariamo una sortita capace di svegliare una
classe politica priva di coraggio e di lungimiranza. Con affetto e gratitudine,
Fabio Fabbri

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Commenti all'articolo
  1. “Dobbiamo farci ascoltare” è il titolo di questo articolo, il cui Autore ritiene che per raggiungere tale legittimo obiettivo “Serve una iniziativa clamorosa, per la quale sarà utile l’impegno dei nostri parlamentari”.

    Il farsi ascoltare è per solito questione di forma e/o di sostanza, e nella attuale era mediatica vi sono persone la cui immagine “buca il video”, o che si esprimono in maniera talmente accattivante e convincente, per tono di voce o altro, da riuscire ad avere in ogni caso un alto “indice di ascolto”, nel senso che la forma prevale di fatto sui contenuti.

    Ma per esprimere il loro talento queste persone devono poter disporre dei giusti mezzi di comunicazione, e chi non si trova in queste condizioni – come mi sembra essere il caso della componente socialista, che non ha molti spazi o tante occasioni per divulgare il proprio pensiero – deve invece puntare sulla originalità dei contenuti.

    Nella fattispecie, a mio avviso, la “clamorosità” della iniziativa può innanzitutto consistere nell’avanzare proposte “politiche” abbastanza inedite ed esclusive, oltre che precise e realistiche, tali cioè da venir percepite all’esterno come la strada più idonea e concreta per dar soluzione alle maggiori, e preoccupanti, emergenze di questi tempi, ma non mi pare che su questo piano vi sia finora una corale unanimità di posizioni in casa socialista, stando almeno a quanto si legge sull’Avanti, e ciò può indebolire la forza e l’efficacia della iniziativa (ma può darsi che io mi sbagli)

    Paolo B. 13.07.2015

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