mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Francesco Mario Simoncini:
È un’Europa condizionata
dagli interessi nazionali
Pubblicato il 13-07-2015


L’accordo fra la Grecia e l’Eurogruppo obbliga chiunque si ritenga europeista convinto a soffermarsi sull’idea di Europa e sul modello che questa deve adottare per essere davvero uno strumento fondamentale per tutti i cittadini europei. Se dovessimo trarre degli insegnamenti dalle vicende degli ultimi mesi, per non dire anni, credo al primo posto non si possa mettere altro che una parola: cooperazione. Abbiamo assistito ad uno scontro ideologico, a tratti di una comicità indescrivibile, fra coloro che vorrebbero imporre un modello politico basato sulla rigidità delle regole e la piena assunzione di qualsiasi impegno e coloro che invece auspicano un’Europa sociale e assistenzialista. Cooperare significa tendersi reciprocamente una mano, sapere che solo sforzi comuni – realmente comuni – possono produrre la stabilità e il benessere di cui abbiamo bisogno. Com’è possibile vivere e credere nelle Istituzioni Europee se la scelta politica che ci viene posta è fra un qualsiasi Schäuble, con la sua esasperazione per i principi contabili, e una politica sociale che reagisce solo ed esclusivamente di pancia? Ci stupiamo che l’Europa, per gli Europei, rappresenti un corpo estraneo (e l’affluenza alle ultime elezioni è stata un segnale chiarissimo) quando in verità non viene offerto alcun altro tipo di visione. E’ necessario riformare l’Europa, rifondandola sull’uguaglianza – ed ugualglianza significa che tutti sono uguali, con tutti gli oneri e gli onori che seguono – e sul rispetto. E’ necessario che in Europa si mandino i politici migliori, smetterla di considerare le Istituzioni Europee come una piacevole pensione per qualche politico oramai finito o campo di battaglia per ambasciatori di lobby e interessi circoscritti. Ed i migliori, non sono solamente i più competenti ma anche i più carismatici e i più lungimiranti, quelli capaci di attirare sulle Istituzioni Europee gli occhi del mondo e dei cittadini. Perchè senza lo sguardo critico dei cittadini, la politica si perde. Com’è possibile parlare di Europa quando pochissimi sanno come sia composto il Parlamento Europeo, chi siano i politici di spicco (e non solo italiani) e quali siano le posizioni? E come glielo spieghi che è importante votare e conoscere i partiti politici europei quando poi in verità questi rappresentano solo un contenitore occasionale (penso, allo Smer slovacco o alla Spd tedesca sulla Grecia) e che comunque le politiche di riferimento sono quelle di “casa loro” e non quelle elaborate insieme? Ecco, forse quando risolveremo questi problemi (che tradotti significano meno sovranità nazionale e più sovranità europea) avremo un’Europa nuova, libera e forte.
Francesco Mario Simoncini

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