mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Giacomo La Commare:
sostenibilita’ laicita’ condivisione
Pubblicato il 02-07-2015


 

 

Cari compagni, in seguito alle critiche ed alle polemiche che la grande Assemblea organizzata a Roma da iscritti e non iscritti al PSI, ha suscitato nel piccolo mondo socialista italiano, sono ad inviare il mio personale intervento, tenuto in quell’occasione, al fine di riportare al centro del dibattito, la politica, così come ci siamo ripromessi per l’organizzazione dell’evento romano.

 

“Le ragioni della necessità di Socialismo nel XXI secolo sono da ricercarsi nel perdurare, nelle abitudini della nostra società, negli stessi gangli che la regolano, di povertà e miseria, strettamente e largamente intese, condizioni generate da attività di sfruttamento, sopraffazione, disinformazione, indolenza, sperequazione, diseguaglianza, prepotenza, ignoranza, e di tanti altri fenomeni il cui nome, esso già da solo, giustifica la necessità del perseguire la via socialista.
E’ però necessario, come sostenuto e ratificato dall’ Assemblea Costituente Socialista a Roma il 29 marzo scorso, che l’idea socialista, esca dalle stanze del partito e si riavvicini all’uomo della strada, torni tra la gente ritrovando la sua collocazione originaria, ricominciando, lì, a divenire azione.
Il PSI , partito nel quale molti di noi militano, ma nell’azione del quale ci riconosciamo ogni giorno di meno, continua, nonostante le nostre oramai storiche sollecitazioni politiche , ad inseguire scelte lontane dalle esigenze del Popolo, incapace di rinunciare ad incarichi secondari, all’ombra di un PD oramai da annoverare tra i partiti conservatori, privo di una propria politica propositiva che, probabilmente, da sola e bene indirizzata, ne giustificherebbe un aumento esponenziale dei consensi.
Però, compagni, a parziale discolpa e giustificazione della dirigenza di questo PSI, del Segretario e della sua oramai ristretta cerchia di fedelissimi, permettetemi di dire che il coraggio, se non lo si ha, non lo si compra !!

Ed invece… Noi lo abbiamo !! E così, nostro malgrado, ci troviamo costretti dalla nostra incrollabile fede nella giustezza dell’idea socialista e dal sentire forte la necessità di agire, in un momento di crisi profonda per il paese, a costruire una strada nuova, profondamente riformista, basata sui valori per noi incrollabili ed irrinunciabili del socialismo e della democrazia.
Per questo siamo, almeno per il momento, poco interessati a dare alla nostra azione, alle nostre idee, una collocazione fuori o dentro un singolo partito, per nulla interessati a cercare e trovare leader e riconoscimenti al di fuori dei nostri meriti e delle nostre idee, certi come siamo che, invece, il socialismo oggi deve aprirsi, coinvolgere, partecipare ad una ricostruzione della Politica per la sinistra italiana, alternativa ad un PD sempre più indirizzato verso il liberismo centrista, sinistra che, e mi rivolgo ai compagni di Sel, di Possibile, dell’altra Europa per Tsipras, non può più permettersi, così come fatto troppo spesso in passato, di non guardare agli ideali socialisti di libertà, uguaglianza e giustizia sociale.
Riteniamo che i principi che stanno alla base dell’idea socialista siano, immortali, imperituri e quindi ancora attuali.
Troppo lontano dai suoi ragazzi di strada e per troppo tempo, è nel passaggio dal principio all’azione che però il socialismo italiano, da anni, non riesce più a ritrovare un suo motivo d’essere, date per scontate troppe conquiste sociali e date per finite, vinte o perse che siano state, troppe battaglie.
Ed, a ben guardare, cari compagni, la storia ce lo insegna, il socialismo è un’idea scomoda da sopportare per il popolo, difficile da comprendere nei momenti in cui una società prospera, in quanto richiede rinunce in nome di equità, divenendo invece assolutamente necessaria in momenti storici come l’attuale, quando si necessita di riconquistare libertà, diritti e giustizia, quando occorre allontanarsi dal rischio dell’imbarbarimento dell’intero tessuto sociale e da idee e pensieri dal forte fetore fascista.

TRE a nostro avviso i ” principi moderni “, i vocaboli su cui far leva per tornare ad incidere positivamente nella vita quotidiana di milioni di concittadini, punti fermi su cui rifondare una seria politica socialista in Italia, un Socialismo democratico che utilizzi come strumento attuativo vere riforme di struttura della società:

SOSTENIBILITA’ !!……. LAICITA’ !!………. CONDIVISIONE !!

Questi, a nostro avviso, i vocaboli da tener sempre bene in vista, all’orizzonte, mentre si pensa o si agisce socialista, oggi, in Italia.

La Sostenibilità , ovvero la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente.

La Laicità, che, intesa in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.

E sempre la Laicità che etimologicamente contraddistingue qualcosa appartenente al popolo, che vive tra il popolo.

Ed infine, la Condivisione ossia l’utilizzo comune di una risorsa o dello spazio.

Ecco compagne e compagni, questi a nostro avviso, i pilastri su cui occorre rifondare l’azione e l’idea socialista e della sinistra tutta, per il secolo a venire, queste le serrature attraverso le quali inquadrare all’orizzonte ogni nostra azione futura per il benessere dell’individuo e della collettività, locale o internazionale che sia.

LA SOSTENIBILITA’, concetto che deve essere applicato in primis al sistema economico e produttivo del nostro paese, ma anche a quelli dell’ eurozona; deve guidare le scelte di sistema, senza pregiudizi e paure, al fine di ricostruire un equilibrio ed un ambiente stabile nel tempo, una stabilità che permetta di tornare a far prosperare la produzione reale, che torni a dare dignità e significato al ruolo del lavoratore nel sistema produttivo, marginalizzando l’economia monetaria e bancaria fatta di investimenti riversati sui mercati valutari, economia che nutre e divora se stessa arrivando poi a scavare profondi solchi anche nella vita reale delle persone e dei Paesi. Sempre la sostenibilità dovrà essere fondamento anche per le scelte future che riguardino le risorse energetiche, la salute , lo sviluppo ed il lavoro.

LA LAICITA’ è invece, la lente attraverso la quale dobbiamo guardare alla cosa pubblica, alla giustizia, alle amministrazioni locali e nazionali, deve essere il filtro attraverso il quale giudicare pericolose leggi elettorali, come l’Italicum in Italia, leggi che limitano fortemente la cifra democratica dei paesi nei quali vengono approvate, leggi le cui caratteristiche ed i cui fini si leggono, preventivamente, nelle pagine di relazioni di grandi enti economici e bancari.

Laicità della cosa pubblica, deve quindi significare autonomia dell’amministrazione dalle pressioni economiche, ritorno della cosa pubblica al popolo.

La Laicità, quasi inutile sottolinearlo, deve ovviamente far parte e guidare anche la sfera della vita privata dei diritti civili e dei doveri, le scelte di natura etica, la trasparenza delle decisioni, la forma dello stato che vogliamo e la difesa ed il rispetto, dovuto e preteso, per la nostra Carta Costituzionale, per la sua integrità.

In ultimo, LA CONDIVISIONE, non solo di risorse e spazi, ma anche di conoscenza, cultura, arte, politica, benessere e tempo libero.

Se ahi noi, cari compagni, dobbiamo registrare la notizia di nuovi attentati fuori e dentro l’Europa, è pur vero che proprio l’occidente deve recitare un mea culpa, per non essere stato in grado, negli anni passati, caratterizzati da una certa stabilità economica e politica del quadrante nord-africano e mediorientale, di farsi portatore, verso i paesi meno sviluppati, di democrazia disarmata, conoscenza e prosperità in quelle terre che, anzi, molto spesso, sono state utilizzate come fonti da sfruttare economicamente senza ricadute di benessere sul territorio locale.

Oggi, da quelle terre, piene di focolai di odio e guerra, caratterizzati da ignoranza e fame, si riversano verso di noi coloro con i quali negli anni addietro, ci siamo rifiutati di condividere ricchezza, benessere e conoscenza, risorse economiche ed energetiche, lasciando che i rapporti internazionali venissero condotti solo ed esclusivamente a meri fini economici, stesso errore che i governi hanno lasciato accadesse per la costruzione dell’Europa.

Ci spingiamo a leggere la stessa crisi tra Ucraina e Russia come l’ennesimo tentativo, da parte di forti potentati economici, di modificare gli eventi e la storia, la vita di milioni di persone, per proprio tornaconto economico.

Si può azzardare, a tal proposito che i grandi capitali occidentali che si vogliono rafforzare e sganciare dal controllo dei sistemi democratici attraverso il TTIP, comincino a reputare un errore la caduta del muro di Berlino e che stiano cercando di ricreare le condizioni dello scacchiere socio-economico-politico della guerra fredda, con la Grecia, avversata e schiacciata dalle economie occidentali, costretta, con le dovute e doverose distanze, nella parte di una Cuba europea.

Occorre cominciare seriamente a lavorare all’Europa dei popoli, abbandonando l’idea che l’Europa possa trovare unità attraverso un sistema finanziario e bancario. Inaudito e folle parlare di Europa unita e marginalizzare il ruolo della Russia, folle non cercare di rafforzare rapporti sociali ed economici con tale realtà geopolitica, così come è incredibile che si voglia, attraverso il TTip rafforzare una alleanza Atlantica che serve soltanto alle multinazionali, a discapito delle democrazie europee e dell’agibilità democratica dei singoli paesi componenti.

In questo quadro occorre infine capire, in maniera seria, quale sia il peso dell’Euro e a chi giovi.

Compagne e compagni, occorre invertire la rotta, in Italia come in Europa, magari partendo proprio dai nostri suggerimenti, occorre sentire forte la volontà e la necessità di cambiamento, cambiamento che deve partire da noi e da tutti quei compagni della sinistra che vorranno intraprendere insieme a noi un cammino comune per il bene del Paese e del Popolo Italiano”.

Giacomo La Commare
C.N. PSI
Assemblea Permanente del Socialismo Italiano
Secondo incontro : ” Ricominciamo dal Socialismo ”
Roma 27 giugno 2015
 

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