venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Ieri e oggi
Pubblicato il 22-07-2015


Ventiquattro ore su ventiquattro, meno qualche ora di sonno, sento discutere di Grecia, Germania, Rigore, Debiti, Crediti, Sfiducia, Europa Germanica e Germania Europea. Siccome ho convinzioni radicate e consolidate, ho resistito per vedere dove portava la superficialità. Ridevo quando vedevo Vendola assieme a Grillo, con Salvini, che guardava dall’Italia; mi commuovevo nel vedere Fassina e compagni solidarizzare con il Renzi Greco (mi riferisco al modo di camminare e di parlare). Ciò che ho sentito, mi ha fatto fare una carrellata nel tempo, soffermandomi su alcuni momenti e su alcuni argomenti, che, a mio avviso, hanno influenzato il divenire e che sono la mamma del presente. Dopo le varie invasioni dell’URSS, nel Paese più importante dell’Europa, la Germania, con Bad Gotesberg il Partito Comunista, prendendo atto della insostenibilità delle posizioni del Patto di Varsavia, si trasformò in Partito socialdemocratico; in Francia il cocciuto Partito comunista diventava sempre più marginale, grazie anche alla politica di Mitterand; negli altri Paesi il PC era marginale.

Solo in Italia, per colpa anche del PSI, esisteva un forte Partito comunista, anche se nella sostanza era solo contro il potere democristiano. Perciò, mentre nel Parlamento europeo c’erano il PPE e il PSE, che la facevano da padroni della scena, in Italia, gli omologhi di questi due partiti venivano distrutti, per volere dei poteri forti e per colpa delle loro debolezze. I poteri forti ebbero come alleato la massoneria e, come esecutore della sentenza, Antonio Di Pietro. Intanto, era caduto il Muro di Berlino e l’ideologia comunista fu considerata finita. Il PCI, dimenticando di stare in Italia, pensò che fosse venuta la sua ora e invece di fare come fecero i comunisti tedeschi, diventò una “COSA 1” e poi un “COSA 2”, passando da un partito ideologico a un fritto misto e mal cucinato. Legittimò, involontariamente, la discesa in campo di Berlusconi e compagni. Alla fine ha partorito il PD, che è un’unione, senza amore, tra fratelli del PPE e aspiranti all’adesione al PSE. Negli altri Paesi del SUD dell’U.E (Grecia, Spagna e Portogallo) si sono avuti processi diversi, ma con risultati analoghi. Infatti, le forze che contano in questi Paesi non si richiamano né al PPE né al PSE.

Era difficile costruire un’Europa con due “coalizioni europee” concorrenti, ma con un obiettivo comune (crescere in un mondo globalizzato e con concorrenti spietati). Immaginiamo, le difficoltà da superare in una situazione da fiera paesana, nella quale molti protagonisti non partono da un modello ispiratore di società. E’ comprensibile il caos culturale, la confusione politica e il consequenziale populismo. L’U.E., che doveva essere un gigante politico, è diventato solo, come ha detto Cassese, un gigante regolatorio, mentre politicamente è un nano. Stiamo attenti a non giudicare tale situazione come causa, mentre è effetto. Sappiamo bene che un effetto può diventare causa di altri effetti, ma non bisogna sottovalutare la causa iniziale. Nei Paesi del Sud e in Italia in particolare abbiamo movimenti, dei quali conosciamo i simboli, ma non conosciamo il modello di società a cui si ispirano. Nelle dichiarazioni ascoltate sul caso Grecia abbiamo sentito frasi, come basta con il rigore, con un’Europa tedesca e con gli usurai di Berlino; fuori dall’Euro e altre amenità.

La Grecia, alla fine ha capito, non poteva comportarsi come quello che è vittima del gioco e, senza dimostra di voler guarire, pretende di avere altri prestiti. Gli usurai sono quelli che praticano tassi di interesse alti. La Grecia ha avuto trattamenti politici. La cosa più ridicola l’ho notata quando la Meloni parlava come quelli, che dicevano di essere di sinistra. Eravamo abituati a constatare che una posizione ragionata se andava bene alla destra, non andava bene alla sinistra. Non confrontandosi modelli di società, si viaggia all’insegna del “dacci oggi il nostro argomento quotidiano”. Mi auguro che, nei Paesi del Sud si prenda coscienza che così non si può andare avanti. Chi è capace dimostri di ispirarsi a un modello di società, nel quale ci siano idee per i singoli problemi. Siccome non vedo all’orizzonte niente e nessuno, resta solo la speranza di vedere riorganizzate forze politiche omologhe al PPE, al PSE e ai liberal-democratici. Sicuramente ci saranno confronti seri e comprensibili e la si smetterà con la mentalità dell’Uomo Qualunque, in Italia e in Europa.

 

Luigi Mainolfi

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