venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Avanti! Discutiamo sul futuro
Pubblicato il 06-07-2015


Dall’intervento di Fabio Fabbri mi pregio commentare – Accolgo subito “discutiamo insieme su questo piccolo, glorioso giornale” per condividere la proposta organizzativa di una “Rimini del nuovo secolo”. Il PSI, il partito della fiducia, ha urgenza di un progetto “liberalsocialista” da proporre al Paese. Occorre oggi, più che mai, consentire al PSI di Riccardo Nencini la possibilità di continuare a dispiegare la propria iniziativa politica. Insieme, senza velleitarismi da scissione dell’atomo, affrontiamo il futuro in modo autonomo e con una organizzazione indipendente rivolta a concorrere verso la convergenza centripeta di governo e la stabilità democratica del Parlamento. Dopo la Rimini 1982 di Bettino Craxi il nostro PSI del 2007 deve crescere per non perire. Affrontiamo insieme il futuro mediante una Conferenza programmatica di nuovo conio.

Per dirla con Mauro Del Bue e Fabio Fabbri il Liberalsocialismo in primis ha bisogno di una Assemblea Costituente; modificare, dove occorre, la Carta Costituzionale; attuare alcune campagne d’azione già prospettate sull’Avanti!, non trascurerei la tematica di approfondimento: ecoreati e valorizzazione dei rifiuti pubblicata dall’Avanti! e arricchita dal commento all’articolo di Roberto Bartolomucci. Tematica utile ad un eco-socialismo incentrato sul piano nazionale per la difesa del suolo senza trascurare una moderna ed incisiva politica per il Mezzogiorno. L’affondo è per l’editoriale di Claudio Martelli da recente diffuso dal Quotidiano Nazionale. Il compagno Martelli è stato severamente critico nei confronti del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Forse il caro Claudio ha dimenticato che il PSI di Riccardo Nencini dal 14 febbraio 2014 fa parte integrante della maggioranza di governo ed è un valido alleato dei partiti cosiddetti “Polloni avventizi del PD”.  Il mio consiglio, sebbene non richiesto da Martelli, tende a far valorizzare la stampa socialista, dall’Avanti! a Mondoperaio, anziché disertare su testate di altra tiratura. Sbirciando sul quotidiano socialista, nella categoria “Notizie in breve” ho scoperto un pregevole dossier di Roberto Biscardini. E’ noto che Biscardini, già senatore, già segretario provinciale della Federazione PSI di Milano, dal 2011 è l’unico Consigliere Comunale socialista di Palazzo Marino.

Al momento rimarco soltanto i titoli dell’intervento sull’Avanti! di Biscardini, mio maestro di politica socialista  da oltre trenta anni: Milano città metropolitana, ecomafia con Pastorelli e il contrasto essenziale per rilancio dell’economia ambientale e agroalimentare, Expo 2015 ed una gestione “tant al toc”, migranti, il secondo passante ferroviario di Milano. Ognuno dei suddetti temi è inseribile nel progetto socialista del futuro PSI. Ci cimenteremo al commento del dossier Biscardini sul quotidiano nel corso di questa calda estate, tentando di evitare deragliamento pedagogico. Circa il disagio arrecato a taluni compagni dell’ultima ora dal protagonismo da “giovanil furore” di Matteo Renzi, non guasta citare l’affermazione di Papa Francesco durante l’udienza per “Rinnovamento dello Spirito Santo”: «Non ci sono leader a vita. Questo avviene nei Paesi dove c’è la dittatura».

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Caro Villani, ti faccio una domanda, semplice, banale: chi lo ha detto che il liberalsocialismo sia la “religione” ufficiale del PSI? Non mi risulta che il segretario Nencini, al congresso di Venezia lo abbia mai detto. Nè esiste un deliberato del Consiglio Nazionale, della Direzione o della Segreteria che identifica il partito con il solo liberal socialismo. Mi sembra anche, che il nostro partito si chiami Partito SOCIALISTA Italiano. Non Partito liberalsocialista italiano. La ricchezza ideologica, se contenuta all’interno di una cornice di appartenenza e di identità, è la nostra forza. Rinunciare a questa forza vorrebbe dire depotenziarsi in un momento topico per la vita della nostra organizzazione politica. Inoltre molti socialisti, iscritti e militanti, senza velleità di abbandono, non si riconoscono nel liberal socialismo. Abbiamo marxisti gramsciani e “crociani”, socialdemocratici legati alla grande stagione della scandinavia, altri che seguono Willi Brandt e seguaci “puri” dei Rosselli che sul termine “liberale” avrebbero da fare parecchi distinguo. Sei sicuro che il liberalsocialismo sia il centro di gravità del partito? Io non credo. Ma potrei sbagliarmi, sono umano anche io del resto. Ti invito, vi invito, se siete convinti di questo, a presentare nel prossimo congresso nazionale una mozione che chieda la trasformazione del partito socialista in partito liberalsocialista. Altrimenti finiamola qui e teniamoci stretta la nostra grande ricchezza che è la pluralità militante.

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