martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Appello a socialisti e laici di Roma
Pubblicato il 15-07-2015


Il commento al mio articolo “Avanti! discutiamo sul futuro” (pubblicato il 6/07/2015) redatto dal compagno Mario Michele Pascale mi sprona a diffondere un appello ai socialisti ed ai laici romani lettori dell’Avanti on line!. Per amore dell’Italia ricorro all’Assemblea Nazionale del PSI di Fiuggi (3-4-5-dicembre 2011). Dalla sintesi della relazione del Segretario Riccardo Nencini, finita di stampare nel febbraio 2012, rilevo alla pagine 31 del Documento Congressuale: va messa nell’orizzonte di primavera (2012) una convenzione liberalsocialista non per realizzare biciclette o tricicli ma per dare forma unitaria all’idea che ha fatto Risorgimento, Unità d’Italia, la Repubblica e tutti i governi che hanno reso più moderna l’Italia. L’argomento è stato di recente sviluppato da Alessandro Formichella con un suo articolo pubblicato il 07/07/2015 dall’Avanti!. Nondimeno Alfonso Siano nella sua intervista ad Antonello Scuderi (Segretario Regionale PSI Campania) ha sottolineato la dichiarazione: Le libertà liberali e i diritti sociali non sono assolutamente antitetici; tutt’altro. Accolgo il suggerimento per presentare nel prossimo congresso nazionale del PSI una mozione che chieda la trasformazione del partito socialista in partito liberalsocialista. Proprio per questo ho scritto “Avanti! Discutiamo sul futuro” ed il suo ancillare “Avanti! Per il futuro dei giovani”. Debbo riconoscere che il Segretario della Federazione romana del PSI, Loreto Del Cimmino, ha ben riposto su Mario Michele Pascale la nomina di Responsabile della cultura della Federazione di Roma. A questo punto caro Pascale ti starai chiedendo il perché del mio appello ai socialisti ed ai laici di Roma. Ti sarai accorto leggendo assiduamente il nostro Avanti! che io all’anagrafe sono un “giovane” socialista di 77 anni. L’approccio di militanza nel PSI ebbe i natali nel 1959, epoca della mia maggiore età. Militanza che continua senza interruzioni né titubanze. Comunque il tuo commento mi ha consentito di avere un valido riferimento presso la Federazione Provinciale del PSI di Roma. Riferimento teso all’organizzazione perfetta nella città capitale d’Italia di un imminente Convegno di Socialisti e laici. Convegno da svolgere per l’approfondimento del tema: “Ecoreati e valorizzazione dei rifiuti”. Tema già pubblicato il 25/05/2015 dal nostro Avanti!. Per la cronaca tale tema è stato fatto oggetto di una mia lettera aperta al Presidente Sergio Mattarella (telefax del 27 giugno 2015). Chiudo riaffermando che a sostegno della suddetta lettera aperta c’è stata notizia sull’Avanti online tramite un primo commento del Professore di Economia Ambientale dott. Roberto Bartolomucci. Per la rinascita di un progetto socialista il mio invito ascende all’articolo pubblicato dall’Avanti! del 12 giugno 2015. Buon lavoro con un abbraccio socialista.

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Caro Compagno Villani, ti ringrazio per le tue parole di stima e per aver avviato un dibattito che a mio avviso sarà fecondo. Quel che dici è vero. Nel 2012, a Fiuggi,si parlò, appunto, di una “convenzione liberalsocialista”. Contemporaneamente si guardava ad una posizione centrista. La cosa non mi piacque allora, non per bizzarie ideologiche, giacché io sono stato sempre critico su Vendola e su eventuali “nuovi soggetti a sinistra”, ed ero eretico tra gli eretici, ma per una questione eminentemente pratica sulla quale scrissi all’epoca anche su L’Avanti: al centro, a destra del PD non c’erano neanche posti in piedi. E non ce ne sono ora. Quando il segretario di federazione, Loreto Del Cimmuto, mi ha parlato di un progetto di sinergia con le aree laiche, socialiste e liberalsocialiste (e direi io anche radicali) io non ho avuto esitazioni: è la strada giusta. Ricostruire un tessuto forte non subalterno al PD passa per un allargamento della nostra base di consenso e per il “contagio” delle aree a noi attigue. Ben vengano quindi tutti gli sforzi per ricucire rapporti che per noi dovrebbero essere naturali. Quel che mi permettevo di dire nel mio precedente intervento, e che è tutt’ora valido, è che non possiamo rompere il tessuto unitario del socialismo. Che è fatto anche di liberalsocialisti, ma anche di tante altre visioni del mondo che hanno il pregio di unirsi sotto le bandiere dei diritti, della libertà e della giustizia sociale. Più siamo più ci divertiamo. Una eccessiva tensione versoi il liberalsocialismo sia come “nome” che come categoria dello spirito, più che unire dividerebbe. Più che chiamare a noi nuovi adepti, li allontanerebbe. Questo non vuol dire che nel nostro tessuto non ci debba essere tanto liberalsocialismo: è il benvenuto, ma senza etichette esclusive. Anche perché il mondo di oggi non è quello del 2015. Nel 2012 nessuno di noi avrebbe mai preventivato la crisi greca, l’Isis, la ripresa dei movimenti migratori nel Mediterraneo, la crisi ucraina, l’avanzare della povertà in Italia e mafia capitale. Le risposte che noi dobbiamo dare oggi non possono essere quelle di Fiuggi. Anche il congresso di Venezia, di fronte a questi scenari pare sorpassato. La risposta, l’unica risposta possibile, è quella di guardare a noi stessi come comunità politica coesa.

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