martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Michele Pascale:
Il referendum greco ci chiede un’Europa diversa
Pubblicato il 06-07-2015


La Grecia ha votato ‘no’. Paradossalmente, nonostante le grida e lo stracciamento di vesti bipartisan, il sole è sorto di nuovo e probabilmente tramonterà, anche. Le mucche continueranno a dare latte e Maria De Filippi apparirà di nuovo in Tv. Facezie a parte chi ha propagandato il ‘no’ come la fine del mondo, ha perso. Tsipras non è un pericoloso rivoluzionario, né un messia che infervora le masse per condurle nella terra promessa: ha fatto appello alla forza numerica del popolo greco per portare avanti non uno strappo, ma una trattativa su basi nuove, più favorevoli. Una mossa da sindacalista. Possiamo noi dargli torto? Non credo.
Va preso atto dei due schiaffi morali dati dal popolo greco all’Europa della finanza:
1) quando c’è un referendum è sempre la democrazia che vince. E quando vince la democrazia è sempre un bene. Il tentativo, abbastanza grossolano, di delegittimare una consultazione popolare è miseramente fallito;
2) Il risultato del referendum non è contro l’Europa, bensì contro questa Europa che chiede la restituzione di un debito totalmente inesigibile. Una richiesta che aveva funzioni non economiche, ma semplicemente punitive. Il risultato del referendum non dice di abbandonare il vecchio continente, ma ci chiede un’Europa diversa, fatta di rappresentanza, democrazia e politica che limiti i poteri dell’economia e delle lobby. Tutte cose da sottoscrivere, a sinistra. Tutte istanze che il PSI ed il PSE possono e devono sostenere. Rivedere gli equilibri nel vecchio continente, contenendo economia e finanza e rilanciando la rappresentanza, è cosa buona e giusta.
Ed i socialisti, italiani ed Europei, amano le cose buone e giuste.
Mario Michele Pascale
Associazione Spartaco
Consiglio Nazionale Psi
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