domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scuderi (Psi): ‘Campania sia traino per il Meridione’
Pubblicato il 06-07-2015


Antonello Scuderi, segretario regionale Psi in Campania

Antonello Scuderi, segretario regionale Psi in Campania

A poco più di un anno dalla sua elezione a segretario regionale Psi in Campania, Avanti! fa il punto con l’avvocato Antonello Scuderi, che spiega come ha fatto ad ottenere il 7% dei voti a Salerno. Un risultato eccellente che – se replicato in altre realtà locali – riporterebbe il Partito ben oltre la soglia di sbarramento prevista dall’Italicum?

Il risultato di Salerno è semplicemente straordinario ed è il frutto dell’impegno delle tante compagne e dei tanti compagni che ancora credono nel Partito Socialista. Salerno e Provincia hanno sempre costituito un punto di riferimento elettorale – e non solo – per il Partito, sicché il risultato costituisce l’onda lunga di una pluriennale, e non solo recente, politica di attenzione ai problemi della gente. E, poi, si è calibrata una lista, alla cui formazione, conoscendo profondamente la realtà Provinciale, ho potuto concorrere direttamente.

Cosa pensi della questione De Luca?

De Luca è stato democraticamente eletto e deve poter governare o, quanto meno, gli deve essere consentito di dare corpo alla Giunta Regionale perché sospensione della carica giammai può tramutarsi in decadenza dalla carica. La “Severino” ha senz’altro il merito di costituire una prima risposta al dilagare del malcostume; dimostra, però, evidenti segni di inadeguatezza e molti profili di incostituzionalità, che spetterebbe alla politica rimuovere, ma che purtroppo non ha la forza di farlo e, probabilmente, se ne farà carico la Corte Costituzionale. Da parte nostra noi siamo garantisti sempre ed è per questo che il compagno Di Lello ha presentato una proposta di modifica, che purtroppo giace inascoltata.

Dopo l’esito positivo del voto regionale, quali saranno le principali politiche territoriali su cui il PSI punterà in Campania?

Innanzitutto il lavoro, sapendo che le cifre della disoccupazione giovanile e femminile raggiungono livelli da allarme sociale. Poi bisognerà porre rimedio ai guasti della Giunta Caldoro in settori delicati ed importantissimi quali, a solo titolo di esempio, la sanità e i trasporti.  Prima ancora di tutto questo, però, bisogna avere in testa un progetto per la Campania che metta in rete tutte le risorse, anche umane, e valorizzi le grandi qualità che esistono nella nostra Regione. Insomma, una grande ambizione per fare della Campania il traino del Meridione, e il Meridione la piattaforma del Mediterraneo.

Come attrarre investitori esteri e creare posti di lavoro, non solo nel settore turistico, che pure in Campania ha un potenziale ancora largamente inespresso?

Dare certezze amministrative, superare tutti i ritardi, rimuovere le sacche di illegalità, spendere bene e completamente i fondi comunitari, il che significa destinarli a grandi infrastrutture e non ad interventi a pioggia: in sostanza far capire agli investitori che la musica è cambiata.

Veniamo alla politica nazionale. A fronte del posizionamento centrista di Renzi, che nelle ultime amministrative sembrerebbe aver deluso parte del popolo del Partito Democratico, con chi potrebbe essere costituita una terza forza, rappresentativa di un mondo che, stando alle parole di Riccardo Nencini, né il PD né la sinistra radicale includono?

Domanda bella ed impegnativa. Si potrebbe semplicemente rispondere che, per effetto del posizionamento centrista di Renzi, si è liberato uno spazio. Saremmo, però, nel politichese meno comprensibile. Vi sono ragioni che, purtroppo, non vengono tutelate dalla nuova politica di Renzi, che vorrebbero essere appannaggio della cosiddetta sinistra antagonista senza però che questa sia capace di esprimere una sinistra di governo. E’ su questo versante che dobbiamo operare e conquistarci il giusto spazio politico. La gente vuole essere governata, e bene. E’ su questo versante che bisogna battere, senza estremismi, ma con la consapevolezza che non si esce dalla crisi senza un vero, grande, ambizioso programma di investimenti. E, poi, bisogna avere il coraggio di scacciare i mercanti dal tempio e sintonizzarsi sui bisogni di chi lavora come un matto e non riesce ad arrivare a fine mese, di chi non ha lavoro, dei tantissimi giovani che non hanno alcuna prospettiva di futuro e pensano alla politica come al gioco di potenti o di chi intende arricchirsi alle loro spalle. Bisogna essere concreti e, nel contempo, dimostrare nei fatti che vi è anche un’altra politica, quella buona.

Cosa vuol dire essere Socialista nel 2015? Come si conciliano libertà liberali e diritti sociali ai nostri giorni?

Essere Socialisti nel 2015 è quello a cui accennavo nella risposta precedente. Sapere che chi merita va premiato e chi ha bisogno va assistito. Siamo una società complessa, come lo sono quelle moderne, che si avvia al multietnicismo ed alla multireligiosità. Essere Socialisti significa mettere insieme tutti, senza falsi perbenismi, garantendo però la legalità sotto tutti gli aspetti. Le libertà liberali e i diritti sociali non sono assolutamente antitetici; tutt’altro. I diritti sociali investono per così dire aspetti collettivi, ma non possono condizionare le libertà: solo nel rispetto dei principi di libertà, qui quali la nostra Carta Costituzionale è precisa, si può costruire una giusta società che reclami i propri diritti.

Alfonso Siano

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