venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Usa-Russia, segnali di disgelo
Pubblicato il 16-07-2015


obama-putinNonostante a più riprese si continui a parlare di un’antica e incolmabile divisione tra il Presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense Barack Obama, negli ultimi tempi c’è stata un’intesa tra le parti, fino alla telefonata di ieri con cui il Obama ha ringraziato Putin per “il ruolo significativo giocato dalla Russia per il raggiungimento di una pietra miliare come l’accordo con l’Iran”. L’apertura nei confronti di Mosca è stata ravvisata anche in una intervista al Nyt: “La Russia è stata d’aiuto. Devo essere onesto non ne ero sicuro considerate le differenze sull’Ucraina”. Il presidente americano ha poi aggiunto: “Il governo russo ha in questo caso distinto gli ambiti in un modo che mi ha sorpreso. E non avremmo raggiunto questo accordo se non fosse stato per la volontà della Russia di rimanere con noi e con gli altri partner del 5+1 nell’insistere per un accordo solido”.

Per molti analisti si tratterebbe solo di un tentativo di arginare i malumori crescenti in Medioriente, con Israele sempre più distante e l’Arabia Saudita sempre più preoccupata sugli sviluppi della nuova intesa sul nucleare, ma in realtà dalle stesse parole di Obama durante una conferenza alla Casa Bianca quale potrebbe essere l’alternativa alla diplomazia, una crisi “o si risolve con i negoziati o con la forza, con la guerra, sono queste le due alternative”. E pare che la stessa “arma” Obama la stia usando con il presidente russo sulla questione ucraina, ormai sfuggita completamente di mano all’Europa e su cui gli Usa non sono riusciti a trovare soluzioni se non con le sanzioni.

C’è poi da sottolineare che su molte questioni gli Stati Uniti come la Federazione russa si sono trovati sulla stessa linea, anche se per ragioni diverse. È il caso ad esempio della Grecia e del suo piano per evitare il default. In più occasioni allora la Casa Bianca ha esercitato una costante pressione su tutte le parti del negoziato perché si raggiungesse un accordo, allo stesso modo anche il Cremlino ha chiesto più volte che Atene non finisse travolta dall’ennesima crisi. Le ragioni di entrambe le parti sono più politiche che economiche. Per gli Usa c’è sicuramente il timore che la Grecia possa innescare un’altra crisi economica globale, ma la Grecia rappresenta soprattutto il confine meridionale della Nato. Mentre per la Russia, la Grecia rappresenta comunque un ottimo interlocutore non solo per il suo posizionamento geografico, ma anche per poter uscire dall’isolamento economico e politico a seguito delle sanzioni dell’area euro.

C’è da considerare infine che nonostante la notizia del “disgelo” tra Russia e Usa sia di queste ore, a seguito quindi dell’accordo iraniano, c’erano già stati altri “contatti” tra i due presidenti. I due capi di Stato, il 26 giugno, in occasione della discussione dell’accordo iraniano hanno discusso anche della “situazione sempre più pericolosa in Siria”. Inoltre, secondo la Casa Bianca, i due presidenti hanno affrontato la necessità di fermare lo stato islamico, che controlla molti territori in Iraq e Siria.

Liberato Ricciardi

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