venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Usa. Il ritorno del KKK
tra bandiere e svastiche
Pubblicato il 21-07-2015


manifestazione Ku Klux KlanLo scorso 19 luglio cinque persone sono state arrestate e 23 sono rimaste ferite a Columbia, in South Carolina, durante gli scontri tra il gruppo razzista Ku Klux Klan e quello per la difesa dei diritti dei neri, New Black Panther Party. Il gruppo razzista ha protestato contro la decisione – presa dal Senato il 7 luglio – di rimuovere la bandiera confederata davanti al Parlamento dello Stato. A decretare la rimozione del vessillo, simbolo dei sudisti durante la guerra di Secessione, è stata la sua esibizione da parte di Dylann Roof, l’autore della strage di Charleston che, nella notte tra il 17 e il 18 giugno, ha ucciso 9 persone.

La guerra civile negli Stati Uniti è terminata nel 1865, decretando l’abolizione dello schiavismo in tutta la nazione. Eppure sembra che ancora oggi, dopo 150 anni, il problema dell’odio razziale non sia stato superato. Si dice che per rimuovere l’astio intrinseco che ha generato una guerra si debba attendere una generazione: questo non è certamente il caso degli Stati Uniti d’America. Dalla fine della guerra di Secessione sono trascorse ben 6 generazioni (se si stima che la durata di ciascuna di esse sia pari a 25 anni) eppure la discriminazione verso gli afroamericani è ancora una piaga sociale negli States.

Il problema del razzismo non è presente solo oltreoceano. In Danimarca il 19 giugno scorso il blocco conservatore dell’ex premier Lars Løkke Rasmussen ha vinto le elezioni. A fargli ottenere la maggioranza è stato il Partito del Popolo danese, formazione populista xenofoba fortemente contraria all’immigrazione, che, con il 21,1 % dei voti ottenuti, è il secondo partito in Parlamento. In Ungheria stanno addirittura costruendo un muro al confine con la Serbia per fermare l’immigrazione clandestina. L’istituto americano Pew ha recentemente scoperto, tramite un sondaggio effettuato su sei Paesi, che i cittadini italiani sono i più ostili (con una percentuale pari all’86%) alla minoranza rom e a quella musulmana (il 61% degli intervistati si è rivelato sfavorevole).

Il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dice che «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Quanto si dovrà aspettare affinché questo articolo sia rispettato?

Francesca Fermanelli

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