domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Speriamo che il divorzio sia breve
Pubblicato il 02-07-2015


La parabola di Bartolomei nel Psi, unitamente a quella del gruppo di compagni che si proponeva di rappresentare, sembra volgere a conclusione.
Non possono che leggersi in questa direzione le posizioni espresse e le determinazioni organizzative assunte nel corso della manifestazione dello scorso 27/6, intitolata senza difetto autocelebrativo al Risorgimento Socialista.
Inutile ragionare dei motivi ultimi dello strappo. Ci basti che chi va ne sia sinceramente convinto.
Per chi resta, semmai, sarà opportuno ripensare alle premesse, di contenuti e di metodo, che a questo esito hanno portato e, con la mente anche ad altri autorevoli dirigenti sempre troppo inclini ad impiegare con leggerezza certi registri, farsene gli anticorpi una volta per tutte.
Quali premesse? Tre in particolare.
La prima, che essere pionieri di un una nuova stagione socialista significasse essere socialisti primitivi, retrò, conservatori.
La seconda, che il tema dell’autonomia fosse una clava da brandire per regolare irresponsabilmente i conti tra gruppi dirigenti e non un bene comune da costruire nella solidarietà tra gli stessi.
La terza, che il terreno della contestazione, pure legittima, ad un corso di cui non si era persuasi passasse non per un confronto programmatico ma per l’accusa di asservimento all’alleato, di svendita della storia comune, di collaborazione ad un disegno reazionario e neoconservatore.
Equivoci, strumentalizzazioni, pretesti che non potevano che condurre ad una rottura.
Speriamo ora il divorzio sia breve. Il Bartolomei e chi con lui hanno tutto il diritto di muovere per le posizioni che ritengono più coerenti. Il partito ha il dovere di continuare a svolgere la propria iniziativa, secondo la linea stabilita dai propri organi nazionali, e non può permettersi il lusso di una stagione di incertezze, polemiche e stucchevoli tira e molla.

Federico Parea
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Commenti all'articolo
  1. “Il partito ha il dovere di continuare a svolgere la propria iniziativa, secondo la linea stabilita dai propri organi nazionali”, ma soprattutto secondo quello che ordina Renzi.

  2. Non hai tutti i torti, l’unico errore è però considerare che quelli a cui ci si rivolge parlano ancora a nome di una fetta importante del PSI e non se ne sono ancora andati. Saranno alla fine espulsi tutti? Il seguito alle prossime puntate, intanto registriamo lo schiaffone dato oggi dai greci anche a Nencini sostenitore del sì…pare che questo sia diventato il feuilleton estivo de l’Avanti…il suo romanzo a puntate..peccato che non sia in edicola, altrimenti le vendite aumenterebbero di sicuro…ma non sperate che il PD lo salvi come ha fatto con l’Unità..mandando pure mail ai potenziali lettori…
    Unica domanda: ma siamo davvero sicuri che poi si tratti davvero di divorzio? Si divorzia sempre da un matrimonio…ma non ci risulta che le nozze siano mai state celebrate anche con benchè minimo…sì.

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