giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Suruc, morti tragiche ed eroiche
Pubblicato il 23-07-2015


L’orrendo massacro di Suruc in Turchia, ai danni di giovani militanti di sinistra, ha suscitato una particolare emozione tra molti miei giovani compagni, perchè le agenzie hanno battuto l’informazione che si tratti di “giovani socialisti”. No e sì. No, se siamo puntigliosi, ma direi troppo puntigliosi, perchè i militanti della Federazione giovanile socialista del Partito socialista degli oppressi impiegano ancora, mi si dice e leggo in giro, in senso marxista-leninista la parola “socialista”, e quindi nel nostro linguaggio abituale italiano dovrebbero essere definiti “comunisti”.
Sì, perchè nel 2015 in Turchia andare a caccia delle divisioni italiane del 1921 è inutile: si trattava di bravissimi ragazzi e ragazze, che non volevano nessun gulag, ma libertà e democrazia ed eguaglianza sociale in Turchia. Piccolo partito, non isolato ma in rapporti con il resto della sinistra turca, a partire dal più consistente partito Hdp, a sua volta collegato al Pse e all’Internazionale Socialista.
Le attività dei due partiti, il più piccolo e radicale e il più grande e moderato, risultano molto intrecciate. La cosa potrebbe confondere qualche benpensante, ma non chi conosce la complessità della situazione turca. Sicuramente queste forze esprimono oggi una dichiarata solidarietà con lo Ypg, che è poi il gemello siriano di quel Pkk turco universalmente considerato terrorista.
Complessità, appunto. Ypg è oggi impegnato militarmente contro l’Isis, cosa che ha mandato in brodo di giuggiole nei mesi scorsi quegli stessi benpensanti di solito usi a scandalizzarsi per i movimenti armati rivoluzionari. E che si sono commossi alle foto sul web delle guerrigliere curde, esaltate a guardiane dell’Occidente dal pericolo islamico, senza accorgersi che si trattava della più recente riedizione telematica di un’antica iconografia di tradizione internazionalista, la coraggiosa vietcong, l’eroica partigiana sovietica, la bella miliziana spagnola, e così via.  Insomma, sì, direi che li possiamo sentire molto vicini, quei giovani socialisti, simpatici e probabilmente molto estremisti.
L’estremismo, sovente, dipende dal contesto, dalla geografia e dalla storia. Gli ideali, le facce e le storie mi sembrano comunque belle facce e belle storie. E tragiche ed eroiche quelle morti.

Luca Cefisi

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