domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tagli dolorosi per
Radicali Italiani
Pubblicato il 02-07-2015


Pannella-radicali-Psi“Ho appena firmato le lettere di licenziamento per le ultime otto persone che da almeno dieci anni collaborano con il Partito”. Comincia così la lettera con cui il tesoriere di radicali Italiani, Maurizio Turco, ha reso noto le gravi difficoltà in cui si dibatte il partito radicale e che lo hanno costretto a smantellare quel poco che restava di una già ridottissima struttura organizzativa permanente. “Appena un anno fa – scrive ancora (qui il testo integrale) – avevo dovuto licenziare gli otto dipendenti che lavoravano al call center. Anche se sono scelte inevitabili di fronte alla situazione oggettiva in cui ci troviamo, umanamente e politicamente sono davvero difficili”.

In fin dei conti, considerando quanto avvenuto negli ultimi anni, da tangentopoli alla sequenza ininterrotta di scandali che hanno coinvolto partiti grandi e piccoli – ma non i radicali, che hanno spesso anzi con le loro denunce fatto emergere il marcio nelle Istituzioni a tutti i livelli – non c’è nulla di strano che la valanga di discredito finisca per colpire anche gli innocenti.

Ecco dunque i tagli ripetuti e successivi ai rimborsi elettorali – impropriamente definiti Finanziamento pubblico – che hanno costretto tutti i partiti a intraprendere la strada, complessa e non meno irta di problemi e trappole, del sostegno volontario. Proprio quella strada che i radicali hanno sempre sostenuto essere la migliore e che oggi li costringe a contare solo sui propri iscritti perché, fatta eccezione per Radio Radicale che continua a godere del finanziamento all’editoria, dalle casse pubbliche non arriverà più nulla.

La strada è impervia e se gli iscritti sono pochi, circa duemila, non è certo facile da percorrere. Ed è un peccato che in Italia non si sia potuto ragionare pacatamente di un tema che è invece assolutamente fondamentale per la qualità della vita democratica, un tema che invece si presta a campagne ad alto tasso di populismo, abilmente sfruttato dal Movimento 5 Stelle, e non solo, per marcare una loro ‘diversità’.

L’Italia sta divenendo così un’eccezione nel panorama internazionale perché, nella stragrande parte dei Paesi con un sistema democratico liberale parlamentare, vi è sempre una quota di finanziamento pubblico che consente un accesso e una partecipazione più equilibrata e paritaria, anche ai ‘piccoli’ partiti.

Quasi nello stesso giorno dell’annuncio di Maurizio Turco, Forza Italia, che fino a ieri si è retta non solo sui soldi pubblici, ma anche e soprattutto sulle fortune del suo leader Silvio Berlusconi, ha ribadito che proporrà una sorta di messa al bando nel partito dei parlamentari che non versano la loro quota di sostegno, una conferma che la ‘politica’ costa per tutti.

Appelli a tesserarsi vengono diffusi ogni giorno dal partito radicale, a volte anche con una certa dose di ‘originalità’, come gli ultimi indirizzati agli ‘avvocati’, che in Italia – oltre 70 mila – sono una moltitudine senza pari, e senza giustificazione, rispetto al resto dell’Europa e non solo.

A raccogliere l’appello tra i socialisti sono stati nei giorni scorsi anche due parlamentari, Oreste Pastorelli e oggi Pia Locatelli mentre il nostro direttore Mauro Del Bue ha da tempo la doppia tessera.

“I socialisti e i radicali – ha dichiarato Locatelli in un’intervista a Radio Radicale – hanno una lunga storia di lotte comuni sui diritti civili, è per questo motivo che ho aderito all’appello di Maurizio Turco e mi sono iscritta al Partito Radicale Transnazionale, affiancando la loro tessera alla mia tessera socialista”. “In questo Parlamento manca la voce dei radicali e noi socialisti ci troviamo spesso soli a sollevare i temi come la libertà di ricerca, il divorzio breve, una legge di fine vita, o il matrimonio tra coppie dello stesso sesso. Abbiamo bisogno di un’altra voce laica ed è inaccettabile che questa voce smetta di esistere, o esista con difficoltà, per ragioni economiche. Mi auguro che i molti colleghi e le molte colleghe che condividono queste battaglie contribuiscano ad aiutare gli amici radicali, prendendo la doppia tessera”.

C. Co.

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Commenti all'articolo
  1. I danni del Populismo sono i peggiori in quanto danni permanenti. Come possono esistere e sopravvivere i partiti politici, che rappresentano persone e idee, senza finanziamenti anche pubblici?

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