lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Terra dei Fuochi’.
Ancora nulla di fatto
Pubblicato il 27-07-2015


Terra dei fuochiNessuna buona notizia per quanto riguarda la ‘Terra dei Fuochi’. Le bonifiche non partono, i cittadini continuano ad ammalarsi e morire e la politica non agisce. La criminalità organizzata continua a essere la vera protagonista di questo territorio, tra corruzione e reati ambientali. Qualche giorno fa un vigilantes è stato denunciato per truffa e negligenza sul lavoro in quanto irreperibile mentre scoppiava un incendio nell’ex Resit, in località Scarafea a Giugliano. La discarica, dismessa, è stata posta sotto sequestro dopo che si sono domate le fiamme tra i rifiuti accatastati. Uno dei più pericolosi siti in Campania è andato in cenere e i danni all’ambiente, ancora non quantificati, saranno consistenti.

L’addetto alla vigilanza, originario di Pozzuoli, è un dipendente del Consorzio di Bacino Napoli Uno e non era presente nella discarica durante il turno mattutino, come previsto dall’ordine di servizio. L’allarme, lanciato dal commissario di Governo, Mario De Biase, non ha evitato l’emanazione di fumi tossici. Giunto sul luogo nel corso delle operazioni di spegnimento grazie ai Vigili del Fuoco, il vigilante è stato denunciato a piede libero per truffa. La Resit è la discarica più velenosa dell’area giacché con i suoi 14 milioni di tonnellate di percolato, secondo un perito della Procura di Napoli, inquineranno le falde acquifere entro il 2064. Inoltre il 29 luglio il Tar Campania si pronuncerà sull’assegnazione del bando per la bonifica revocata su indicazione dell’Anac (Associazione Nazionale Anti Corruzione) diretta dal dott. Raffaele Cantone.

Intanto a Casal di Principe il coordinatore di una ricerca effettuata dal dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II”, Renato Natali, e curata dal professor Massimo Fagnano, fa sapere che “i prodotti agricoli coltivati nei terreni di Casal di Principe non sono inquinati”. Tale ricerca, eseguita nell’ambito del progetto “Life Ecoremed” ha avuto come obiettivo quello di verificare la salubrità e la qualità dei prodotti agricoli per constatare il grado di rischio per la salute dei cittadini campani. Infatti sono stati realizzati circa 300 prelievi per l’intero agro aversano per testare la presenza di metalli pesanti: gli esiti sono negativi nonostante nei mesi scorsi erano stati ritrovati rifiuti interrati.

Dopo sette mesi nessuno dei siti censiti dalla “Campania Ambiente” è stato bonificato e su alcuni terreni la procedura di bonifica non si è proprio avviata. Il milione di euro stanziato per contrastare la calamità nella ‘Terra dei Fuochi’ non dà ancora i suoi frutti e i cittadini campani sono costretti a sopportare incendi, fumi tossici e giovani vite spezzate dal cancro, causato dall’avvelenamento dell’acqua e di generi alimentari.

Manuele Franzoso

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