sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

TORNA IL SERENO
Pubblicato il 10-07-2015


Grecia-accordo-UE

Il nuovo piano, concordato con i tecnici di Bruxelles, è la base dell’accordo che dovrebbe servire a riaprire i rubinetti del credito per 12 miliardi di euro impedendo così il fallimento della Grecia già lunedì e una sua possibile e prevedibile uscita dalla zona euro, la Grexit.

Fin dalle prime ore il piano ha ricevuto l’accoglienza positiva di francesi e italiani. Il presidente François Hollande promuove il piano, il presidente del consiglio Matteo Renzi ritiene possibile un accordo già sabato e per il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan sono stati fatti importanti passi avanti. Renzi, al termine dell’incontro con il primo ministro irlandese Enda Kenny, ha detto di sperare “che domani o domenica ci sia un accordo con la Grecia. Probabilmente l’accordo non sarà lontano da quello discusso 15 giorni fa. Ma le prossime settimane saranno importanti soprattutto per discutere di come iniziare la nuova fase dell’Europa”.

Più significativo il giudizio del ‘falco’ Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, che ha giudicato ‘esauriente’ il piano. Le proposte inviate da Atene la notte scorsa – ha detto – sono “esaurienti”, ma dovranno essere valutate sulla base della loro fattibilità. Ora, insieme alla Commissione, alla Bce e al Fmi “si faranno i calcoli” e si vedrà se “i conti tornano”.

UN PIANO SIMILE AI PRECEDENTI

Tra le misure proposte nel piano, non molto diverso da quello che si era incagliato prima del referendum come riconosciuto da Renzi, una correzione al sistema pensionistico e fiscale, all’IVA, l’avvio delle privatizzazioni per il Porto del Pireo e per gli aeroporti regionali.

Tra le misure contenute nel piano di Tsipras, la cancellazione dello sconto Iva alle isole entro il 2016, l’aliquota cresce al 23% anche per ristoranti e catering, ma sarà al 13% per alberghi, alimentari, acqua ed energia elettrica e al 6% per medicinali, libri e Teatri. Ci sono anche tagli alla difesa per 300 milioni entro la fine del 2016.

Crescono le tasse sugli armatori, sui beni di lusso (dal 10 al 13%), sulle imprese (dal 26% al 28%), ma anche l’eventuale contributo di solidarietà sul reddito e la tassa sugli immobili dopo la revisione catastale.

Per quanto riguarda le pensioni vengono introdotti dei disincentivi al ritiro anticipato con l’obiettivo di raggiungere la soglia dei 67 anni o quota 102, ovvero in pensione a 62 anni con 40 di contributi, entro il 2022.

in queste ore esponenti di diversi Governi ed istituzione europee, fanno a gara a spiegare che Tsipras ha fatto marcia indietro ed è oggi disposto a ingoiare l’amara medicina rifiutata col referendum di ieri. Dall’altra parte, ma basta leggere il documento e confrontarlo con le proposte più recenti, si vede che sostanzialmente il Governo di Atene non fa che ribadire, con alcune correzioni secondarie, la sua posizione. Inoltre Tsipras potrà dire che non mentiva quando sosteneva che con il No al referendum l’accordo sarebbe stato a porttata di mano (“entro 48 ore”). Due comportamenti specularmente uguali che servono a convincere le rispettive opinioni pubbliche che è giunto il momento di concludere e che di più non si può fare. Se ad accordo firmato, Alexis Tsipras come la Merkel avranno il via libera dai rispettivi Parlamenti e schieramenti politici, si potrà concludere che lo scontro, tutto politico, si è concluso con tanto stress per tutti e un ‘pari e patta’. Della concessione più importante, quella appena sussurrata da Angela Merkel e relativa a un intervento di ristrutturazione del debito (allungamento delle scadenze e taglio degli interessi), meglio non parlarne per non tornare al punto di partenza. A accordo fatto, sarà contento Obama che ha sollecitato non poco gli alleati europei per sbloccare una situazione dannosa per tutti e che da domani avrà la riconoscenza dei greci.

PRESTITI PER RIMBORSARE ALTRI PRESTITI

Intanto sono state chiarite anche le esigenze della Grecia per quanto riguarda i prestiti che sono indispensabili quasi esclusivamente solo per il rimborso dei prestiti precedenti.

La Grecia – secondo Bloomberg – ha bisogno di un prestito triennale di 53,5 miliardi di euro dall’Esm, l’European Stability Mechanismper coprire le esigenze finanziarie fino al 2018, garantendo soprattutto il rimborso di prestiti per 46 miliardi dovuti per la maggior parte a Fmi e Bce, in scadenza il 30 giugno 2018.

Comunque, formalmente, la partita si dovrebbe chiudere solo con l’Eurovertice a 28 di domenica e non prima anche se già da domani si dovesse arrivare a un accordo. Steffen Seibert, il portavoce del governo tedesco, ha ribadito che martedì scorso si è stabilito che sia giusto riunire gli altri Governi, perché la questione riguarda anche Paesi che non fanno parte dell’eurozona, ed è dunque “ragionevole” riunirsi.

Quanto all’Italia, “alcuni commentatori – ha sottolineato Renzi – hanno detto che l’Italia si è tenuta molto prudente sulla crisi greca: ma noi abbiamo una posizione molto chiara, diciamo che il problema oggi è non solo la Grecia, la vera questione ora è che tipo di Europa costruire, perché la mia personale opinione è che negli ultimi 12-15 anni l’Europa abbia perso tante opportunità”. “La vera questione non si risolverà finché l’Europa non avrà il coraggio di dire che c’è bisogno di una discussione in più sulla crescita e una in meno sull’austerity, di una in più sui valori e una in meno sui quattrini. Le prossime settimane, i prossimi mesi, saranno importanti non solo per discutere di come va a finire in Grecia ma come va a iniziare la nuova fase in Europa. Lo diciamo da un anno”.

Armando Marchio

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