domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tsipras più forte: sì al secondo pacchetto
Pubblicato il 23-07-2015


Grecia-TsiprasVia libera del Parlamento ellenico anche al secondo pacchetto di riforme che spiana la strada alla ripresa del negoziato per il prestito da 86 miliardi. Il voto, che questa volta ha visto un rafforzamento del partito di maggioranza del premier Syriza con il Sì anche dell’ex ministro dell’economia Varoufakis (230 a favore e 60 contro, rispetto ai 229 contro 64 della scorsa votazione), è stato accolto positivamente dalla troika (Commissione Ue, Bce e Fmi). Al termine di una “rapida valutazione” del voto di stanotte – ha spiegato una portavoce della Commissione europea – hanno concluso che “le autorità greche hanno attuato legalmente il secondo set di misure concordate con l’Eurosummit in tempo e in modo generalmente soddisfacente”.

OK DALLA COMMISSIONE
“Stamattina presto il Parlamento greco ha fatto un altro importante passo verso l’applicazione degli impegni concordati con l’Eurosummit nelle conclusioni del 13 luglio per ricostruire la fiducia tra la Grecia e i partner internazionali”. “Una larga maggioranza di deputati ha adottato il secondo pacchetto di riforme necessarie al progresso dei negoziati sul programma di sostegno alla Grecia”, “ora – ha concluso – i negoziati sul Memorandum devono proseguire il più rapidamente possibile”.
In questo secondo pacchetto c’erano le norme modificate al codice di procedura civile e l’adozione delle regole europee sulle banche in fallimento. Tsipras, prima del voto, ha ribadito che il compromesso accettato a Bruxelles è stato difficile, ma l’alternativa sarebbe stata la Grexit o il default e ha sottolineato che comunque il piano garantirà aiuti che copriranno totalmente le esigenze greche per i prossimi tre anni e non per soli tre mesi come sarebbe avvenuto se avesse accettato il piano poi bocciato dal referendum. Ma, il dato più importante, è che ora dovrebbe partire il negoziato che più sta a cuore al Governo ellenico, quello della ristrutturazione del debito che, se dovesse rimanere così com’è, non potrebbe mai essere ripagato.

LA RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO
Caute apertura in questo senso dopo le pressioni che sono arrivate anche dal Fondo Monetario Internazionale e dagli Stati Uniti oltre che da uno stuolo di economisti di fama mondiale, sono state fatte nei giorni scorsi anche dal governo tedesco, strenuo difensore della linea rigorista e dell’austerity.

Redazione Avanti!

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