sabato, 10 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Turchia. Erdogan censura la strage di Suruc
Pubblicato il 22-07-2015


Turchia blocca TwitterÈ stato identificato il kamikaze che ha portato alla strage dei giovani volontari socialisti a Suruc, si tratta di un 20enne turco Abdurrahman Alagoz, originario della provincia sudorientale di Adiyaman. La stessa provincia dove, la sera prima della strage, durante una ricognizione nella zona rurale, un soldato turco è stato ucciso e altri due feriti, in un attacco da parte del gruppo dei guerriglieri del Pkk. Il Pkk torna all’attacco e annuncia come rappresaglia per la strage di Suruc di aver ucciso due poliziotti in Turchia a Ceylanpınar. I militanti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha spiegato in una nota su uno dei loro siti web che i due agenti di polizia sono stati uccisi intorno alle 6:00 per la loro “collaborazione con le bande del Daesh (Stato Islamico)”.

La carneficina a Suruc rischia sempre di più di riaccendere la miccia delle proteste in Turchia, tanto che il Tribunale di Suruc, nel sudest del Paese, ha vietato la pubblicazione su Twitter di foto e video sull’attentato (in base alle leggi approvate per contrastare il terrorismo). Un blocco preceduto dalla disposizione di 24 ore di divieto di manifestazioni, comizi e assembramenti emesso da Izzettin Kucuk, prefetto della provincia sud-orientale di Sanliurfa ove si trova Suruc, e valido sull’intero territorio.

La disposizione ha dato quattro ore di tempo al social network per oscurare 107 immagini sull’attentato. Ma scaduto il termine previsto, Twitter ha oscurato solo 50 messaggi, e quindi è stato bloccato, fino a che non ha applicato le misure decise dal tribunale e rimosso anche i rimanenti 57, insieme alle foto e ai video collegati all’hashtag #suructakatliamvar, super-cliccato. Il giudice, inoltre, ha disposto il blocco dell’accesso alle immagini su Internet e ha vietato “la pubblicazione di materiale audiovisivo legato all’attacco terroristico” su quotidiani e televisioni, come riporta l’agenzia ufficiale Anadolu. Come conseguenza #TwitterBlockinTurkey è entrato subito nei tender topic.


Non è la prima volta che la Turchia blocca il popolare social network, già a marzo su disposizione del presidente Erdogan l’accesso a Twitter venne bloccato, provvedimento poi annullato dalla Corte Costituzionale per violazione dei diritti dei cittadini. In base ai dati forniti dal quotidiano Hurriyet, dal 2010 al 2014 mass e social media turchi sono stati destinatari di oltre centocinquanta “ordini di non pubblicazione” che vanno dalla morte di civili, ai casi di corruzione, senza dimenticare i casi delle tragedie nelle miniere di Soma ed Ermenek, e persino nei casi delle ‘calciopoli’ locali.

Liberato Ricciardi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento