domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Turchia. Scontri a Istanbul dopo la strage a Suruc
Pubblicato il 21-07-2015


Selfie vittime Suruc

Selfie di Maderşahî Barajyıkan qualche settimana prima della tragedia e diffusa su Twitter subito dopo l’attentato

Con la strage di ieri si riaprono di nuovo alcune questioni che in Turchia sono state messe a tacere da tempo: la questione curda, il problema dell’Isis alle porte occidentali e il governo autoritario di Erdogan. Sta facendo il giro del web la foto del selfie dei ragazzi volontari, molto meno invece quello degli scontri a Istanbul in queste ore. Madersahi Barajyikna, una dei trecento ragazzi della Federazione dei giovani socialisti, in partenza per Kobane, ha scritto: “Io sono viva, sto bene, la ragazza con la maglietta bianca dietro di me è morta”. Ieri subito dopo la notizia dell’attentato, ieri sera migliaia di turchi, in prevalenza di etnia curda si sono riuniti nel quartiere Gazi del centro di Istanbul, per una manifestazione di solidarietà con le persone uccise nell’attacco bomba a Suruc.

Ankara-manifestazione strage Suruc

A una certo punto però, il corteo è degenerato dopo gli slogan: “Erdogan è un assassino” e “Erdogan è un collaboratore”, la polizia turca ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione.


L’ala militare del movimento indipendentista curdo, il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) ha accusato il governo di “sostenere e coltivare” Stato islamico (IS, ex ISIS / ISIL), mentre il partito filo curdo, ormai in Parlamento con 80 deputati del Partito democratico del popolo (HDP), ha sposato la tesi del Governo. Il KCK (l’Unione delle comunità del Kurdistan) ha diramato un comunicato in cui sostiene che “l’AKP ha sostenuto l’ISIS in Siria e Turchia, tant’è che ora non è più possibile distinguere i membri dell’ISIS dagli agenti dei servizi segreti turchi”. Il KCK aggiunge che “l’inimicizia dell’AKP verso i curdi ha portato l’ISIS in Turchia”. Il KCK ha dichiarato che il governo dell’AKP ha sostenuto l’ISIS, per utilizzarlo come strumento della sua politica in Medio Oriente, ma soprattutto per sciogliere la rivoluzione Rojava. “Come risultato di questa politica, il confine tra la Turchia e la Siria è diventato un rifugio per le bande dell’Isis provenienti da tutto il mondo”. KCK aggiunge che l’Intelligence Agency turca (MIT) era a conoscenza dell’attacco a Suruc, condotto al fine di intimidire i sostenitori della rivoluzione Rojava.

Resta comunque da sottolineare che in diverse occasioni il governo di Erdogan ha lasciato massacrare le truppe civili dei curdi ai confini con la Turchia. Inoltre il sedicente Stato Islamico, appoggiato o meno dai governi in Medioriente, continua a migliorare le sue tecniche di combattimento. Un’indagine condotta sul campo da due organizzazioni indipendenti basate in Gran Bretagna – la Conflict Armament Research (Car) e la Sahan Research – ha rilevato che in due attacchi che hanno avuto luogo il mese scorso nella provincia settentrionale siriana di Hasakah e il terzo nei pressi della diga irachena di Mosul, l’Isis ha utilizzato armi chimiche contro i civili curdi in Siria e Iraq. Si tratta di ordigni e proiettili di mortaio caricati con agenti chimici, usatti in almeno tre occasioni diverse.
“Si tratta del primo uso documentato di proiettili con agenti chimici contro i civili e le forze curde” da parte dell’Isis, afferma la Car. Alcuni investigatori della Car sono stati nei pressi di Mosul una settimana dopo l’attacco, e una volta giunti nei pressi del proiettile di mortaio, che non e’ esploso, hanno manifestato nausea e mal di testa. Si tratta di sintomi compatibili con l’esposizione ad agenti chimici come il cloro, ha affermato il direttore della Car, James Bevan, citato dalla Cnn.

Liberato Ricciardi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento