venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tv pubblica. La riforma verso il rinvio
Pubblicato il 28-07-2015


Rai-riformaSi complica il percorso della riforma Rai: il rischio è che nella seduta finale – prevista per il 31 luglio – non ci sia il numero legale. Questo comporterebbe un ulteriore allungamento dei tempi per il passaggio alla Camera del disegno di legge sulla governance della Rai su cui pesano 1.500 emendamenti. Il senatore Psi, Enrico Buemi invita a riflettere «sull’opportunità di approvare l’emendamento del governo» che assegna al dg i poteri previsti dalla riforma per l’ad, fino al primo rinnovo del cda con la nuova normativa.

RISCHIO ALLUNGAMENTO TEMPI – Il voto finale al Senato del disegno di legge sulla governance della tv pubblica – previsto per venerdì 31 luglio – potrebbe slittare per mancanza del numero legale. Nel frattempo il governo ha depositato un emendamento che assegna al direttore generale (figura della legge Gasparri che scomparirebbe con la nuova legge, sostituita dall’a.d., ndr) i poteri previsti dalla riforma per l’amministratore delegato, fino al primo rinnovo del consiglio di amministrazione (scaduto lo scorso 25 maggio e attualmente in regime di proroga, ndr) con la nuova normativa. Questo modo – anche se il cda fosse eletto con la legge precedente –  consentirebbe al nuovo dg, anzi ad, di ‘comandare’ viale Mazzini.

BUEMI: RIFLETTERE SU EMENDAMENTO GOVERNO – «L’intendimento della riforma non era dare al direttore generale i poteri dell’amministratore delegato, ma quello di rivedere tutta una serie di meccanismi nella governance aziendale, creando equilibri che così verrebbero meno». A sostenerlo è il senatore Psi, Enrico Buemi, relatore con Raffaele Rancucci (Pd) del disegno di legge sulla Rai in Senato, che invita a riflettere sull’opportunità di approvare l’emendamento depositato dall’esecutivo.

Redazione Avanti!

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