venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Uber. Tutti “in carrozza”
per non tornare al passato
Pubblicato il 02-07-2015


Uber-protesta carrozzaSta diventando una vera e propria “corsa all’ultimo traguardo” quella tra i tassisti e gli autisti di Uber, con tanto di cavalli e carrozze. Mentre ieri Uber Italia ha organizzato una nuova iniziativa portando a Milano e Torino delle vere carrozze a cavallo guidate da cocchieri in stile Ottocento a disposizione degli iscritti all’applicazione, oggi le due città sono di nuovo al centro dell’attenzione per la questione del servizio di ride sharing. Milano oggi è di nuovo protagonista della vicenda, i giudici di Milano, dopo aver accolto il ricorso presentato dalla multinazionale contro la cautelare dei tassisti, si sono riservati di decidere nei prossimi giorni.

Mentre ieri la città meneghina ha finito per multare le carrozze prenotabili con la app UberClop per la mancata immatricolazione alle carrozze facendo ancora più pubblicità all’azienda. La protesta a cavallo è stata organizzata “per raccontare in modo spiritoso e ironico il ritorno al passato imposto a noi e a centinaia di migliaia di utenti con la sospensione temporanea del nostro servizio”, dice Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber in Italia.

Quella di oggi resta una data cruciale anche per Torino e il Piemonte, dove l’avanzata di Uber è stata drasticamente frenata. Sotto la sollecitazione del centro destra che avrebbe voluto regole più stringenti come il blocco dell’applicazione Uber, il Consiglio regionale del Piemonte, a larga maggioranza, ha infatti approvato una legge che di fatto rappresenta una stretta per gli autisti di Uber. La norma prevede che siano soltanto persone autorizzate a poter effettuare il servizio di trasporto pubblico con la chiamata e il pagamento del servizio. L’assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, ha proposto un altro emendamento: prevede che le sanzioni siano quelle previste dall’articolo 85 e 86 del nuovo codice della strada.

Liberato Ricciardi

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