mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un cantiere tra i socialismi per la libertà degli uguali
Pubblicato il 03-07-2015


Nencini-contro family day“Nasce oggi un cantiere tra i socialismi mediterranei perché qui è esplosa la questione migranti, qui sono nate le lotte per la salvaguardia dei diritti civili e sociali, qui è iniziata la battaglia contro il rigore e basta. Qui è esplosa la questione Grecia”.

Lo ha detto il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, aprendo il suo intervento alla convention organizzata dal Psi, dal titolo ‘La liberta’ degli uguali’ che si è svolta oggi a Roma alla quale ha partecipato anche Enrique Baron Crespo. Presenti tra gli altri i parlamentarti Pia Locatelli, Marco Di Lello, Enrico Buemi. Oltre a Ugo Intini e Gianfranco Schietroma.

I socialisti di tutta Italia, in risposta al ‘Family Day’, si ritroveranno in una convention aperta a tutti coloro che condividono la lotta all’oscurantismo e al pregiudizio. Nel corso dei lavori si è parlato di Europa, nel momento più difficile dalla nascita.

Il segretario del Partito Riccardo Nencini ha sottolineato come in Europa sia necessario costruire una rete tra i socialismi del mediterraneo “perché sono in questi paesi che sono emersi con più forza temi fondamentali a cui bisogna dare risposta. Mi riferisco a tre questioni in particolare. Primo la questione dei migranti. Secondo punto la crescita nei paesi del mediterraneo della richiesta di maggiori diritti. Terzo punto la costruzione di una Europa legata sul rigore come base per la realizzazione di un percorso diverso”. “Se io fossi greco voterei sì al referendum: una assunzione di responsabilità a patto di rivedere la strategia dell’Europa nel suo complesso. Un’Europa che metta delle radici più profonde di quando si sia fatto in passato”. Una scelta che “non vuol dire votare quello che dice Angela Merkel ma significa” dare le basi “a un nuovo patto fondativo europeo senza il quale non ci sarà la possibilità di giocare un ruolo strategico nel nuovo scenario che si è aperto con la caduta del muro di Berlino”.

“Noi – ha detto ancora Nencini – abbiamo una tradizione lungamente e profondamente europeista ma così come è organizzata non va da nessuna parte. Non siamo soddisfatti di questo Pse e che quindi va rimodulato. In particola l’Italia vive una stagione di retroguardia penosa e spaventosa. Da lunedì in Senato cominceremo a rompere i coglioni: le unioni civili vanno calendarizzate. Ncd usa questa materia come una frontiera ma gli ricordo che abbiamo firmato lo stesso programma. Ciascuno poi – ha aggiunto – si assumerà la propria responsabilità ma il riconoscimento di un diritto civile non può essere lasciato ai magistrati”. Insomma il Psi, ha insisto Nencini, si batterà per chiedere il riconoscimento dei ‘diritti di “terza generazione” sui quali il Partito “aveva chiesto a Pietro Grasso e Laura Boldrini una sessione straordinaria per discuterne rapidamente alla Camera e al Senato”.

“Se l’ambizione è rifare l’Italia – ha detto nel suo intervento Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti – non ci sarà nessuna paura che tenga. Per i socialisti nelle prossime settimane si porrà il tema di scegliere se restare custodi ortodossi del socialismo relegandolo a testimonianza oppure contaminarlo, farlo convivere con altre culture per coltivare l’ambizione di incidere nel Paese, diventarne la guida. Il pochi ma buoni non serve né al socialismo né all’Italia”. “Nei Paesi europei dove governano i partiti socialisti esistono leggi su coppie di fatto, nessuna legge invece in Paesi ex sovietici e in Italia. È un caso? No”. In riferimento al testo ‘Cirinnà’, per Di Lello “la Chiesa è più avanti di Giovanardi: resta aperto il nodo intorno alla reversibilità, per noi decisiva, mentre sono stati fatti passi avanti in merito ad affitti, ospedali e visite in carcere. Giornate come oggi – ha concluso Di Lello – confermano quanta laicità e quanto socialismo servano ancora all’Italia”.

A sottolineare che questa Europa va cambiata è stato anche il coordinatore della segreteria nazionale Gianfranco Schietroma. “Parlare di socialismo oggi – ha detto – significa dire che questa Europa non ci piace perché è una Europa basata sui poteri forti e non sulla giustizia sociale. Dobbiamo cambiarla e se ci riusciamo aumentando la politica rispetto ai fattori monetari, sarà più facile risolvere problemi come quelli della crisi greca e dell’immigrazione”.

L’ex Presidente del Parlamento Europeo, lo spagnolo Enrique Baron Crespo ha detto che “i tedeschi devono essere due volte più prudenti degli altri”, riferendosi  alle affermazioni dellattuale Presidente dellEuroparlamento, Martin Schulz, in relazione alla situazione greca e al Governo Tsipras. Schulz è stato criticato da sinistra per non avere tenuto conto della sua carica istituzionale e delle posizioni politiche di tutti gli europarlamentari.Baron Crespo, candidato alla Presidenza del Pse poi ritiratosi in favore di Sergei Stanishev, ha ricordato che tutti i socialisti italiani ed europei sono schierati per il nel referendum greco. “E’ surreale – ha detto   il leader spagnolo – convocare un referendum per chiedere il no“. Baron Crespo ha concluso il suo intervento con una frase del brasiliano Lula allInternazionale Socialista: “Gli europei non hanno il diritto di fallire perché lUnione Europea è un patrimonio dellumanità”. Pia Locatelli, deputata e Presidente onoraria dellInternazionale socialista donne ha aggiunto che “l’Europa così com’è non solo non attrae, ma desta nel migliore dei casi indifferenza, nel peggiore ostilità. Si deve ripartire con prudenza, chiarezza di idee, visione. Mi piacerebbe che si formasse in Europa una classe politica convintamente europeista, meglio se trasversale ai partiti, che abbia il coraggio di dire le cose come stanno, ad esempio che ci vogliono istituzioni che parlino ai cittadini e non soltanto fra di loro, istituzioni che vanno democratizzate, che non possono avere due leader, il presidente della Commissione e il presidente del Consiglio, Juncker e Tusk, che si smentiscono l’un l’altro”.

“Qualunque sia l’esito del referendum – ha aggiunto Locatelli – il danno di una uscita della Grecia dall’euro sarebbe troppo grande: entrerebbero in crisi le fondamenta stesse del progetto dell’Unione. Certamente le riforme ad Atene sono necessarie per ridiscutere il debito greco, ma imporre un’austerità estrema è impossibile perché, come ha detto Lucrezia Reichlin, l’austerità corrode il capitale sociale di cui c’è bisogno per attuare le riforme. Sarebbe stato molto più facile, meglio dire meno difficile, se avessimo avuto una vera e forte autorità federale, ma quasi nessun Paese l’ha mai voluta. E quindi torniamo alla necessità di riformare le istituzioni europee, se non vogliamo che a comandare sia soprattutto Angela Merkel”.

 Luca Cefisi, membro del Psi nella Presidenza del Pse, ha sottolineato che “fecero dimettere Papandreu perché voleva un referendum per chiedere un sì al popolo greco su un pesante accordo Ue. Ora abbiamo il capolavoro del Governo Tsipras che chiede un referendum per votare no. Mi sembra che Tsipras sia un uomo di convinzioni, non di soluzioni”. Parlando del dramma immigrazione Cefisi ha aggiunto che “dobbiamo dirci la verità. Per anni lItalia ha fatto filtrare verso altri paesi europei sia i migranti economici sia i richiedenti asilo. Questo ha provocato una perdita di fiducia nei nostri confronti. Noi vorremmo un Pse più aggressivo, che risolva i problemi, ma non una sinistra immaginaria alla Tsipras del vorrei ma non posso”.  Elisa Gambardella, Presidente delle giovani donne socialiste europee, ha criticato la posizione di  Schulz: “Non ci piace il suo incitare a Governi tecnici per la Grecia. Da socialista penso che si sia bevuto il cervello”.

Ginevra Matiz

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Commenti all'articolo
  1. Se i socialisti italiani vogliono davvero offrire un’alternativa in questa Europa, allora è giunto il momento di lasciar perdere le parole e passare ai fatti. Bisogna imporre alle istituzioni della UE un ritorno alla Politica. Il voto greco testimonia che la maggioranza dei greci, e secondo me la maggioranza dei cittadini della Unione, è stufa di a. visione unicamente “economicentrica” b. polo franco-tedesco. Se esiste una Unione Europea, allora deve esistere un Parlamento vero con un Governo vero e rappresentante di ventotro stati membri, non una dittatura di due Paesi che si impongono sugli altri. I socialisti devono passare all’ azione e portare questo tema all’attenzione delle istituzioni europee. Inoltre lanciare una campagna che avvicini i cittadini UE alle istituzioni europei facendoli sentire veramente cittadini di qualcosa che esiste in concreto: diffondere i lavori parlamentari, le decisioni della Commissione, le leggi europee etc. siamo nel buio e nell’ ignoranza. Infine, ridurre i costi della politica europea e i privilegi degli europarlamentari. Altrimenti non se ne esce e si va verso la fine della UE. Basta mercati, tornare alla Politica.

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