domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Uranio impoverito. Sì a Commissione d’inchiesta
Pubblicato il 01-07-2015


Uranio impoverito-CameraCi sono voluti anni, ma alla fine la Camera ha approvato all’unanimità l’istituzione di una commissione di inchiesta sull’utilizzo dell’uranio impoverito. Obiettivo è quello di far luce nei prossimi due anni, “sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito i militari impiegati in missioni all’estero, nei poligoni di tiro e nei depositi di munizioni. Non solo: approfondiremo anche tematiche legate ai vaccini e alle loro modalità di somministrazione, ai rischi connessi al gas radon e all’amianto con i quali i militari sono a contatto”, così come si legge nell’appello congiunto M5S-Sel. Durante le missioni internazionali nelle Forze armate italiane sono state centinaia le vittime dell’esposizione all’uranio impoverito, ma il caso è salito agli onori della cronaca dopo la sentenza definitiva della Corte d’Appello di Roma che l’anno scorso ha accordato il risarcimento record di quasi 1 milione 300 mila euro (più il danno da ritardato pagamento) ai familiari del Caporal maggiore dell’Esercito, morto di leucemia nel 2007 dopo aver preso parte alla missione di pace in Kosovo tra il 1997 e il 1998. La sentenza ha inoltre confermato quello che aveva accertato il tribunale in primo grado, “in termini di inequivoca certezza, il nesso di causalità tra l’esposizione alle polveri di uranio impoverito e la patologia tumorale”, e sanzionando, inoltre, la condotta dei vertici delle Forze Armate per aver omesso di informare i soldati “circa lo specifico fattore di rischio connesso dell’esposizione all’uranio impoverito”. Le responsabilità sono quindi dei vertici militari.

“Sono oltre 3.600 i nostri militari che si sono ammalati dopo aver operato in missioni nei Balcani, in Iraq, e in Afghanistan e, di questi, 318 sono morti. A questi cittadini italiani, che hanno servito il Paese, dobbiamo verità e vicinanza da parte delle Stato. Un dovere che spetta in primis alle nostre Forze Armate: proprio il rispetto verso la Patria che servono e difendono non può andare di pari passo con il trincerarsi ulteriormente dietro alle gerarchie”, ha detto Gianluca Rizzo, M5S. La proposta ha raccolto l’adesione totale di 405 votanti presenti in aula e sarà quindi istituita un’apposita commissione di inchiesta sulla cosiddetta “sindrome dei Balcani“, cioè sui casi di morte o malattie come leucemie e tumori che hanno negli anni colpito i militari italiani in missioni all’estero. Il caso inoltre ha suscitato non poco clamore sul Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accusato dai pentastellati di aver negato ogni possibile relazione tra le missioni nei Balcani e i casi di morte e malattie dei soldati italiani. L’attuale Capo dello Stato era ministro della Difesa all’epoca delle prime denunce risalenti al 2000- 2001. Nel 2001, il Procuratore Capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, Carla del Ponte affermò che l’uso di armi all’uranio impoverito da parte della NATO poteva essere considerato un crimine di guerra, ma la sua affermazione non venne presa in considerazione poiché non esistono leggi internazionali che vietino espressamente l’uso di armi con l’uranio impoverito.

Maria Teresa Olivieri

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