mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Verdini guarda a Renzi e dà l’addio a Berlusconi
Pubblicato il 23-07-2015


Verdini-Berlusconi-renziNon è bastata neppure l’ultimo pranzo con Berlusconi a tenerlo dentro Forza Italia perché Denis Verdini ha confermato oggi il suo addio all’ex Cavaliere e l’intenzione di dare vita ad un gruppo parlamentare autonomo al Senato assieme ad altri senatori ‘ribelli’.

‘Le posizioni restano distanti, ti confermo – ha fatto sapere – l’intenzione di voler andare via. Ho i numeri per fare un gruppo’. Questo il senso della conversazione intercorsa nell’ultimo incontro durato circa due ore con Silvio Berlusconi. Un incontro cordiale e corretto, riferiscono le stesse fonti, in cui però le divergenze sulla linea politica sono rimaste inalterate.

La riunione a palazzo Grazioli a cui hanno preso parte oltre a Verdini e Berlusconi anche Fedele Confalonieri, Gianni Letta e Niccolò Ghedini non è servita dunque a trovare un compromesso tra due posizioni ormai distanti. Verdini era il più strenuo difensore del ‘Patto del Nazareno’, la prosecuzione politica delle ‘larghe intese’, l’accordo che ha reso possibile a Renzi di governare al posto di Enrico Letta e mandare avanti le cosiddette ‘riforme’, da quella sul lavoro alla legge elettorale. E proprio dall’Italicum sarebbe partita la frattura poi sfociata in rottura aperta in occasione dell’elezione del Capo dello Stato. Berlusconi non voleva che il premio di maggioranza fosse assegnato alla lista, ma alla coalizione perché solo in questo modo avrebbe potuto sperare di rientrare in gara assieme alla Lega e agli altri partiti minori del centrodestra. Renzi al contrario, convinto di poter bissare l’exploit delle Europee, ha – fino a oggi – puntato tutto sulla vittoria del partito unico, sull’autosufficienza. Ma le distanze tra Berlusconi e il suo fedelissimo sono cresciute anche sulle questioni tutte interne a Forza Italia dove il coordinatore è stato pian piano esautorato dei suoi poteri dal ‘cerchio magico’ di fedelissimi e, soprattutto, fedelissime come la senatrice Mariarosaria Rossi. Così mentre la crisi di leadership e di potere provoca anche l’uscita di Fitto, con un gruppo di parlamentari, deciso a correre per la leadership di ciò che rimane del partito azzurro e di guidare l’opposizione, Verdini lascia Forza Italia a ‘sinistra’, ovvero con un occhio, se non tutti e due, rivolti al progetto del ‘Partito della Nazione’, il PD di Matteo Renzi in chiave messicana che contiene al suo interno tutto e il contrario di tutto.

Per ora Verdini resterà ‘autonomo’, ma i suoi voti – si dice – saranno la stampella di Renzi per sfuggire alle pressioni dell’opposizione di sinistra, interna ed esterna al PD.

L’ex coordinatore del partito azzurro ha spiegato a Berlusconi che entro i prossimi giorni, al massimo entro la fine della prossima settimana, ufficializzerà l’addio da Forza Italia. Verdini dice oggi di poter contare su una pattuglia di parlamentari che gli consente a palazzo Madama (dove ne servono almeno 10) di poter dar vita ad un nuovo gruppo. Qualcuno scrive (Paola di Caro sul Corriere della Sera) che non ne ha abbastanza, ma che alla bisogna arriverà in soccorso qualche senatore dall’area renziana convinto a sacrificarsi per la causa.

Armando Marchio

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