sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Wimbledon: il trionfo
degli inarrestabili
Pubblicato il 14-07-2015


DjokovicDue finali a Wimbledon strabilianti e due semifinali speculari per due sezioni di torneo simili già solamente per il fatto di aver visto trionfare i due giocatori più forti al mondo, i soli forse che potevano vincere questo Grand Slam. I nomi già bastano ad esprimere il loro talento, ma se possibile, hanno espresso un livello di tennis persino superiore al loro standard. Stiamo parlando ovviamente di Novak Djokovic e Serena Williams. Il serbo è stato semplicemente perfetto contro Roger Federer, che era eppure l’altro grosso favorito per la vittoria finale, da sempre perfettamente a suo agio su tale superficie. Ciò nonostante il numero uno al mondo ha messo in difficoltà lo svizzero, imbrigliandolo in un gioco di fondo, contenendo il suo schema tattico fatto di back di rovescio e accelerate in attacco improvvise, e limitandone dunque gli effetti devastanti.

Non ne ha sminuito ovviamente la tecnica dei colpi, sempre valida; ma, giocando alla pari con l’altro campione, Djokovic si è dimostrato superiore tatticamente. E più preciso tecnicamente, mettendo a segno ogni colpo. Nole ha insistito sul rovescio di Roger, evitando il suo dritto micidiale e potente, lo ha costretto a scambiare molto da fondo, ha recuperato ogni colpo dell’elvetico, incapace di attaccare, di scorciare lo scambio e di fare serve&volley, la sua carta vincente. Forse il servizio che ha funzionato un po’ meno bene lo ha penalizzato, ma di certo le accelerazioni improvvise di dritto da fondo del serbo, in grado di cambiare subito la traiettoria dei colpi durante lo scambio, lo hanno sorpreso. Federer non ha potuto poi molto contro un Djokovic decisamente in forma e ispirato; non è riuscito ad attaccare, a fare palle smorzate per togliere ritmo all’avversario. Ha accettato sportivamente la vittoria. Così per la terza volta Nole si è aggiudicato il torneo, che ha vinto nel 2011, 2014 e quest’anno. Federer lo conquistò nel 2012 e Murray nel 2013.

Molto bello il momento della premiazione, quando con un’alta dose di fair play e di classe e signorilità lo svizzero ha detto che “il tennis è più forte di ogni singolo”, non importa cioè vincere, ma giocare e dare il massimo, esprimere il proprio miglior tennis e mettere passione in questo sport straordinario. Ma il passaggio migliore del suo discorso è stato quando ha confortato e tranquillizzato tutti i suoi fan promettendo di tornare per cercare di conquistare di nuovo il trofeo ed affermando di essere “ancora affamato e motivato”. Chapeau anche per Nole, che ha mostrato il massimo del rispetto e della stima per Roger (i due sono molto amici), esprimendo ammirazione dicendo: “la mia generazione è cresciuta con quella di Federer”. Poi un ringraziamento al suo staff e a sua moglie sugli spalti (come quella dello svizzero), la cui “presenza è stata molto significativa”, di gran supporto e sostegno, portando un grosso contributo emotivo e psicologico al tennista serbo.

Williams-WimbledonUn match lottato ed equilibrato, che ha offerto un grande spettacolo di tennis. E terminato in quattro set col punteggio di: 7/6 6/7 6/4 6/3. Due campioni la cui stoffa è emersa soprattutto nelle semifinali, in cui hanno eliminato due avversari temibili. Nole, in un match disputato alla pari, ha sconfitto il francese Richard Gasquet per 7/6 6/4 6/4, ma la testa di serie n. 21 meritava molto di più per l’impegno che ha riposto nell’incontro, in cui ha messo in seria difficoltà il serbo, costretto a ricorrere a tutta la perfezione dei suoi colpi per fare punto e trovare conclusioni vincenti eccezionali. Gasquet recuperava tutte le palle, variava il gioco, spostava in continuazione il n. 1 al mondo, accelerava, attaccava, faceva smorzate per far venire a rete Nole e cercare di passarlo. Ma per poco non riusciva a chiudere gli scambi e portare il punteggio a suo favore. Solamente le doti tennistiche e tecniche elevate del serbo gli hanno permesso di vincere un incontro non facile e che rischiava di vederlo in soggezione. Non a caso, anche per queste rimonte straordinarie è al vertice del ranking mondiale.

Nell’altra semifinale Feder ha sconfitto il campione di casa Andy Murray, per 7/5 7/5 6/4, tenendo a bada un avversario molto temibile, che stava esprimendo il suo miglior tennis negli ultimi tempi, vincendo anche al Queen’s per 6/3 6/4 su Anderson in un match da manuale esemplare per lui, in cui non ha concesso nulla all’altro finalista. Tra l’altro nella finale di doppio maschile giocava il fratello minore di Murray, Jamie, che ha perso in coppia con John Peers per 7-6(5) 6-4 6-4 dal duo rumeno-olandese costituito da Horia Tecau e Jean-Julien Rojer. Anche in quello femminile c’è stata una sorpresa: il ritorno alla vittoria della svizzera, un’altra grande campionessa elvetica, Martina Hingis con la sua compagna di gioco Sania Mirza. Le due giocatrici si sono imposte in rimonta al terzo set, per 5-7 7-6 7-5, su Ekaterina Makarova ed Elena Vesnina.

Ed a tale proposito, lo stesso andamento del tabellone maschile è accaduto nel versante femminile. Serena Williams ha vinto contro una valida tennista, una grande lottatrice quale Garbine Muguruza, che ha cercato di opporre resistenza e di contenderle il titolo sino all’ultimo, un po’ come ha fatto Federer contro Djokovic. Ma alla fine, la classe della campionessa ha trionfato con un doppio 6/4. Una Serena incontenibile, contro cui è stato impossibile vincere e giocare, poiché pressoché perfetta, nonostante un piccolo passaggio a vuoto nel finale in cui si è fatta rimontare nel punteggio dalla Muguruza. Però, a onor del vero, tutto il grande stile e fair play di cui è capace Serena è esploso al momento della premiazione quando si è complimentata con una visibilmente commossa Muguruza in lacrime, dicendo all’avversaria che arriverà il suo momento e molto presto sarà lei a sollevare quel trofeo, se continuerà a giocare in maniera così eccezionale. Un bel complimento e la pura verità. Un po’ sfortunata, molti colpi le sono usciti di poco, ed ha saputo variare bene il gioco. Di più non poteva fare: un servizio troppo potente dell’americana le permetteva di ripareggiare i conti; anche se forse qualche smorzata in più e qualche discesa in più a rete avrebbero aiutato molto la spagnola, che in una fase iniziale aveva scelto questi colpi quale schema tattico di gioco, tra l’altro vincente. Ma anche le semifinali femminili non sono state da meno di quelle maschile ed hanno offerto un vero spettacolo di tennis.

In primis quella tra Muguruza e Radwanska, finita al terzo set, in cui la spagnola è stata brava a contenere l’insidiosa polacca (finalista ad Eastbourne), che così ha sciupato l’opportunità di giocarsi un’altra finale; il risultato è stato quello di 6/2 3/6 6/3. Muguruza ha recuperato un match che si stava mettendo male per lei. Nell’altra semifinale, poi, al di là del risultato non veritiero, Maria Sharapova ha giocato un ottimo match contro Serena Williams, mettendola in difficoltà con smorzate, attaccandola e spostandola in continuazione, ma anche per lei un po’ di sfortuna e qualche errore di troppo nel servizio, che non l’ha assistita come avrebbe dovuto, l’hanno penalizzata. Il parziale non rispecchia l’equilibrio di gioco e si è fermato sul 6/2 6/4 a favore della Williams. A prescindere dalle continue interruzioni per pioggia per chiudere il tendone di copertura, un torneo che desta sempre attenzione da vari ambiti e settori. Richiamando numerosa gente dello spettacolo, attori e vip diversi quali: David Beckham, Hugh Grant, Kate Winslet, Alex Del Piero, e il veterano campione di tennis Bjon Borg, che hanno seguito con attenzione le finali.

Barbara Conti 

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