venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giovani e Welfare,
le casse previdenziali sempre più vuote
Pubblicato il 11-08-2015


La spesa per le pensioni dei professionisti cresce più delle entrate contributive delle Casse. I pensionati sono cresciuti del 20% dal 2009 al 2014 e la spesa per pagare gli “assegni”, quattro miliardi e mezzo di euro, è balzata in avanti del 32% rispetto a sei anni prima. Gli attivi sono cresciuti invece del 15%, con l’eccezione di alcune categorie (ad esempio ragionieri e giornalisti, in calo costante) e le entrate contributive avanzano del 24,5 per cento. Con questi numeri le Casse si presentano all’esame triennale sui bilanci, che dovrà verificare la sostenibilità della gestione previdenziale nell’arco di 30 anni, dopo la verifica su 50 anni imposta nel 2012 dalla riforma Fornero.
Le riforme in campo
Per superare lo stress test di tre anni fa, le Casse hanno avviato processi di riforma che in alcuni casi devono ancora entrare a regime e che adottano ricette diverse, anche nell’ottica di creare un ponte tra giovani e anziani: “correttivi” al sistema di calcolo retributivo, aumento delle aliquote, innalzamento dell’età pensionabile, contributo di solidarietà per i redditi oltre una certa soglia, agevolazioni ai giovani (con il taglio dei versamenti nei primi anni di iscrizione). Proprio nelle fasce più basse d’età, infatti, si concentra la sofferenza sul fronte dei redditi, che si sono assottigliati negli ultimi anni per una buona parte dei professionisti.
La fotografia
I numeri presentati in queste pagine sono frutto di un’inchiesta realizzata dal Sole 24 Ore del Lunedì su tutte le Casse professionali ma si concentrano sugli enti privatizzati dal Dlgs 509/1994, che calcolano le pensioni secondo il metodo retributivo. Le Casse istituite dal Dlgs 103/1996, invece, adottano fin dall’origine il metodo di calcolo contributivo e hanno meno problemi, quindi, sul fronte della sostenibilità dei bilanci. Guardando alle “vecchie” Casse, il saldo tra le entrate contributive e la spesa per prestazioni è negativo solo per giornalisti e geometri. Proprio oggi il Cda dell’Inpgi, l’ente di previdenza dei giornalisti, esaminerà il pacchetto di riforme previste per la sostenibilità della gestione previdenziale. La Cassa dei ragionieri, dopo aver varato una robusta riforma per superare l’esame «Fornero», deve far fronte al calo progressivo degli iscritti. La priorità, dunque, come sottolinea il presidente Luigi Pagliuca, è «vedersi riconosciuta una platea demografica in ingresso». Una possibile soluzione su cui confrontarsi con i ministeri, potrebbe essere quella di “attrarre” alla Cassa i revisori legali, oggi contribuenti della gestione separata Inps.
Giovani e welfare
Sostenere i giovani con un sistema previdenziale solidaristico è la strada imboccata da alcune Casse maggiori, a esempio prevedendo la rivalutazione per intero dei contributi versati nei primi anni di lavoro in misura ridotta.

Carlo Pareto

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