domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il vizio snob di certa sinistra
Pubblicato il 31-08-2015


I fatti di cronaca ci costringono a tornare sull’argomento anche in questo momento di fine estate, quando avevamo pensato di parlare delle varie scissioncine inutili interne al PSI… chi ci lascia per un posto nel PD e chi ci vorrebbe lasciare per un posto in SEL. Grandi sistemi.
I fatti di Catania e Napoli (fatti di violenza i cui protagonisti sono sia italiani che profughi stranieri stando alle prime ricostruzioni) ci spingono però a tornare sull’argomento sicurezza, già a suo tempo sottolineato e portato all’attenzione dei dirigenti del Partito. Non molto si é fatto da allora, neanche quanto in nostro potere.
Spesse volte invece si ricorre al’uso compulsivo e non ragionato, quasi un tic culturale e linguistico, di termini quali populismo demagogia, senza tema di sfiorare il ridicolo o lo snobismo, che già sarebbe di per sé una forma di vanità non disprezzabile se applicato ad altri settori, che ne so, l’abbigliamento.
E così si torna ad inveire contro i populisti che sfruttano l’immaginario collettivo e le pulsioni più basse del popolo, e via dicendo, dimenticando che il popolo è sovrano e nel popolo risiede il potere ultimo affidato dalla democrazia agli eletti in Parlamento, nel nome della quale democrazia si pontifica sacrificandola allo stesso tempo senza pudore.
La democrazia italiana è rappresentativa, vale a dire non diretta, dove invece il popolo decide sui singoli temi (come in Svizzera). In Italia no, il popolo vota i rappresentanti che poi decidono, con cognizione di causa.
Ma il potere è delegato ed anche se non c’è vincolo di mandato, il rappresentante, cioè il politico eletto, non dovrebbe pubblicamente disprezzare il potere cognitivo del popolo votante, con parole che evidentemente sminuiscono la intelligenza ed il valore del popolo che sarebbe considerato senza mezzi termini “bue” .
Ecco sarebbe bene limitare se non escludere l’uso di parole come populismo e demagogia che evidenziano il retropensiero sulla impossibilità del popolo di capire certe cose e sottolineano la furbizia elettorale di alcuni leader evidentemente ritenuti capaci di aggirare la labile volontà del popolo carpendone il voto con argomenti bassi impulsivi o fondati sulla paura.
Ora nel diritto civile si insegna che i motivi sono irrilevanti e la causa è quello che conta. Concetti fumosi che però indicano la scissione del voto in due: il motivo potrebbe essere la paura individuale ed egoistica, la causa sarebbe la domanda di sicurezza collettiva. E se il popolo non fosse così “bue” come taluni ritengono?
A questo punto le domande sono due. Uno Stato che non riesce a garantire la sicurezza dei propri cittadini, a Nord al Centro o Sud, che Stato è? E su quali basi pretende di riscuotere tasse?
Domanda numero due: qual è la causa della ascesa imponente dei partiti populisti e dei loro argomenti? Ebbene la prima domanda è retorica, la seconda richiede uno sforzo intellettivo e di onestà maggiore.
Ovviamente la responsabilità maggiore dell’ascesa di taluni partiti detti “populisti” sta in certa sinistra che si è occupata poco e male del fenomeno sicurezza negli ultimi anni, trascurando il tema sicurezza, trascinata da visioni pseudo internazionaliste di classe, da buonismi gemellati con intellighenzie urbane, da snobismi esemplificatori, non massificati ed infine autoreferenziali.
Una certa sinistra che ha dimenticato il ruolo di governo, o che non ha mai avuto cultura di governo, tralasciando il fine ultimo per cui è stata eletta: servire i cittadini.
Ecco perché la massa vota e voterà partiti “populisti”.
Ai lavoratori o pensionati interessa tornare a casa ed essere sicuri che nessuno li farà volare dalla finestra o gli sparerà mentre fanno la spesa.
La sinistra ha una risposta, un’Agenda, un piano per mettere in sicurezza l’Italia? Per motivare e retribuire le forze dell’ordine? Per garantire l’organizzazione e  la sorveglianza dei centri profughi? per neutralizzare i malavitosi e bonificare le zone pericolose?
A noi piace ancora quella sinistra riformista capace di risolvere i problemi in modo intelligente umanitario ed efficace. Di tutto il resto sono pieni i talk show.
Leonardo Scimmi

 

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