lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inail. Campagna di comunicazione sulla sicurezza, anche su FB
Pubblicato il 13-08-2015


Stimolare l’interesse verso i temi che caratterizzano le attività istituzionali dell’Inail attraverso la dimensione ludica. Questa l’idea alla base della app disponibile a partire dalla scorsa settimana sulla pagina Facebook dell’Istituto, realizzata nell’ambito dell’ultima campagna di comunicazione sulla mission istituzionale per permettere agli utenti del social network di misurare la propria conoscenza del mondo Inail.
Si può scegliere tra due livelli di difficoltà. L’applicazione, accessibile da pc o da tablet (utilizzando il browser), è uno strumento interattivo di semplice esecuzione, che offre all’utente la possibilità di rispondere a una serie di domande, scegliendo tra due livelli di difficoltà, su uno dei quattro percorsi tematici proposti – prevenzione, assicurazione, prestazioni e ricerca – ciascuno dei quali è ispirato alle funzioni istituzionali già richiamate dallo spot della campagna. Una volta completato il percorso scelto, insieme al punteggio raggiunto vengono presentati dei link di approfondimento sulle tematiche trattate, con un rimando diretto ai contenuti disponibili sul portale dell’Inail. È inoltre possibile invitare i propri amici iscritti a Facebook a prendere parte a loro volta al test.
Un approccio innovativo per coinvolgere anche i giovani. L’approccio dell’iniziativa, concepita anche per essere personalizzata e riadattata in occasione di nuove campagne o altre azioni di comunicazione, è quello sintetizzato efficacemente dal termine inglese “edutainment”. Punta cioè a educare attraverso le modalità più leggere e innovative tipiche dell’universo social, estendendo la platea degli interlocutori dell’Inail anche ai frequentatori di Facebook, a partire dai giovani, per innescare quel meccanismo di viralità che può contribuire ad amplificare la portata del messaggio istituzionale.
Il mondo Inail
NUOVA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE
L’Inail, con gli interventi legislativi degli ultimi anni, ha ampliato le proprie funzioni e ha mutato gradualmente il proprio ruolo nel sistema del welfare italiano, assumendo sempre più le caratteristiche di un sistema globale e integrato attraverso il quale realizza le proprie missioni istituzionali di grande rilevanza sociale:
• sviluppare la cultura della prevenzione per ridurre gli infortuni e sostenere le imprese che investono in prevenzione con incentivi economici e agevolazioni tariffarie
• assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio
• garantire agli infortunati sul lavoro e agli affetti da malattia professionale le prestazioni economiche, sanitarie, curative e riabilitative, protesiche nonché l’assistenza per il reinserimento nella vita di relazione
• contribuire allo sviluppo della ricerca scientifica su salute, e sicurezza e tecnologia applicata, nell’ambito delle protesi e della riabilitazione.
Dal 23 marzo 2015 è stata lanciata una campagna informativa per raccontare al pubblico l’importante mission sociale dell’Istituto. Il “mondo Inail”, come si vede nello spot, mette al centro l’utente e racchiude quattro diverse funzioni istituzionali: sostenere la cultura della sicurezza e della prevenzione, assicurare dai rischi, garantire assistenza ai lavoratori e proteggere la salute grazie alla ricerca. La campagna di comunicazione è stata diffusa attraverso televisione, stampa, radio e internet. Lo spot video, in particolare, illustra in maniera chiara ed efficace “il mondo Inail”, fatto di persone che mettono il massimo impegno per sostenere chi quotidianamente ha bisogno di cura e protezione.
App Facebook
“Il mondo Inail” è anche un’applicazione Facebook creata per rafforzare i contenuti della campagna, stimolando attraverso la dimensione ludica la curiosità e l’interesse degli utenti verso le attività dell’istituto. L’app permette di dare continuità al messaggio veicolato dallo spot e, grazie a un test con domande di diversa difficoltà, consente agli utenti di esplorare i servizi Inail in modo più leggero e innovativo. L’applicazione, accessibile sia da pc che da tablet (utilizzando il browser), è uno strumento interattivo con la possibilità di selezionare uno dei quattro percorsi tematici proposti su cui misurare la propria conoscenza dei servizi Inail, ognuno ispirato alle funzioni istituzionali già richiamate dallo spot. Alla fine del percorso scelto, l’utente può cliccare sui link di approfondimento, che rimandano direttamente al portale dell’Istituto. L’app è concepita per essere personalizzata in occasione di future campagne di comunicazione e ha inoltre la funzione di “tracciare” il comportamento dei partecipanti e il livello di conoscenza dei servizi e delle prestazioni Inail da parte dei frequentatori dei social network.
Lavoro
TUTELE ANTIRAPINA AL DIPENDENTE
La tutela dell’integrità fisica dei lavoratori richiede al datore di predisporre misure di sicurezza idonee a metterli nelle condizioni di operare con assoluta sicurezza nel loro ambiente di lavoro. E dove si sviluppa attività creditizia, l’impegno si estende ai rischi da rapina. È questo il principio stabilito dalla Cassazione, con la sentenza 8486 del 2013. I giudici si sono pronunciati sul caso di un dipendente che, ferito nel corso di una rapina nell’ufficio postale in cui lavorava, ha ricorso contro il datore per ottenere il risarcimento del danno biologico da invalidità permanente subito. Il tribunale adito escludeva la responsabilità datoriale, considerando l’atto delittuoso caratterizzato da assoluta eccezionalità. Il lavoratore si è rivolto allora alla Corte d’appello che, invece, ha condannato la società. I giudici di secondo grado, infatti, hanno ritenuto che l’articolo 2087 del Codice civile imponga al datore di adottare misure idonee a proteggere la salute anche da eventi non direttamente collegati allo stretto ambito lavorativo, come atti criminosi di terzi, e che implichi, in caso di offerta al pubblico di servizi creditizi, una particolare prevenzione. I giudici, in concreto, hanno valutato che l’ufficio postale fosse privo di una serie di misure necessarie, come vetrate antisfondamento e antiproiettile, doppie porte con apertura alternata e comando di blocco automatico, impianti di videoregistrazione, vigilanza a mezzo guardie giurate e adeguata protezione del cortile condominiale di accesso dei dipendenti e del pubblico. La società ha ricorso in Cassazione, ritenendo che l’articolo 2087 non contenga un obbligo assoluto di rispettare ogni cautela possibile, anche innominata. E i giudici di legittimità, perfezionando la precedente giurisprudenza, hanno chiarito alcuni interessanti profili. In primo luogo, la Corte ha precisato che l’articolo 2087 collega la responsabilità datoriale alla violazione di obblighi di comportamento imposti dalla legge o suggeriti da conoscenze sperimentali tecniche del momento. Si è anzi espressamente sottolineato, inoltre, che le cautele datoriali devono contrastare sia i rischi insiti nell’ambiente di lavoro, sia quelli derivanti da fattori esterni e inerenti a esso. Ciò richiede al datore di valutare se l’attività della sua azienda presenti rischi extra-lavorativi da prevenire. In terzo luogo, si è sostenuto che l’obbligo di prevenzione ha «un contenuto non ipotizzabile a priori», ma da individuare, nella realtà, alla luce delle tecniche di sicurezza comunemente adottate: in questo senso, l’attività creditizia impone quindi di tutelare i dipendenti con la predisposizione di particolari misure derivanti dalle nuove acquisizioni tecnologiche.

Carlo Pareto

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