lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps a porte aperte, operazione trasparenza
Pubblicato il 03-08-2015


LA PREVIDENZA DEGLI ISCRITTI AL FONDO CLERO
Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”. Nell’apposita sezione dedicata, raggiungibile dall’home page del sito istituzionale (www.inps.it), vengono pubblicate informazioni che chiariscono le regole previste per la composizione e l’effettivo funzionamento dei maggiori fondi speciali gestiti dall’Istituto. La sezione “Inps a porte aperte” è difatti destinata a migliorare il rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiari i meccanismi di funzionamento delle prestazioni corrisposte dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto del suo insediamento. Al riguardo è stata recentemente pubblicata una scheda informativa sulla previdenza degli iscritti al Fondo clero. Il Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è stato istituito quale fondo unico con legge 22 dicembre 1973 n.903. In passato, la legge 5 luglio 1961 n. 579 disciplinava l’assicurazione di invalidità e vecchiaia del clero e la legge 5 luglio 1961 n.580 disciplinava l’assicurazione di invalidità e vecchiaia dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica. Con l’unificazione dei due fondi previdenziali è stata istituita a carico del fondo anche la pensione ai superstiti, per cui il Fondo di previdenza del clero eroga la pensione di vecchiaia, la pensione di invalidità e la pensione ai superstiti a favore degli iscritti. Le pensioni erogate dal fondo sono 13.788 (dato di consuntivo 2014). Nonostante il rapporto iscritti/pensionati sia sempre ben superiore all’unità (1,45 nel 2015), la gestione è costantemente in passivo, riportando risultati economici annuali negativi compresi tra 56 e 115 milioni di euro nel periodo 2002-2015 ed un disavanzo patrimoniale di oltre 2,2 miliardi di euro nel 2015. La ragione di questo andamento risiede fondamentalmente nello squilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate (nel 2015 il rapporto contributi/prestazioni è di 1 a 3).

Nel rimandare alla scheda informativa per ulteriori approfondimenti, l’Istituto opportunamente riporta in una nota alcune particolarità di tale comparto:
Il fondo non è stato interessato dalla riforma pensionistica Monti-Fornero.
I contributi non sono commisurati ad un’aliquota percentuale della retribuzione o del reddito, ma sono dovuti in misura fissa.
Il sistema di calcolo delle pensioni non è né retributivo, né contributivo e/o misto bensì a prestazioni definite in somma fissa.
Il fondo postula una misura minima per tutte le pensioni che eroga, corrispondente al trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (euro 502,39 nel 2015).
Circa il 72% dei quasi 14mila pensionati del fondo risulta intestatario di altri trattamenti pensionistici da gestioni diverse, il cui valore medio è di 1000 euro lordi mensili. Da un ipotetico ricalcolo contributivo delle pensioni, si evidenzia che – delle pensioni del comparto con decorrenza successiva al 1999 – oltre il 60% delle pensioni subirebbe una decurtazione superiore al 50% e che non esistono soggetti che avrebbero un vantaggio con il ricalcolo contributivo. La scheda completa relativa al Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica è disponibile – informa l’Ente – nella sezione “Inps a porte aperte” sul sito www.inps.it, insieme a tutte le altre già pubblicate.
Inps

IN CALO LE DOMANDE DI DISOCCUPAZIONE
A maggio sono state presentate in totale 85.764 domande di disoccupazione, il 29% in meno rispetto alle 120.760 del maggio 2014. Lo comunica l’Inps, indicando che sono state presentate 38.285 domande di ASpI, 14.427 di mini ASpI e 28.078 di NASpI, 331 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.643 domande di mobilità. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di giugno 2015, riferisce l’Inps nella nota, emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria sono state 17,1 milioni. Nel mese di giugno 2014 erano state 22,7 milioni: si è quindi registrata una diminuzione tendenziale del 24,8%. In particolare, la flessione è stata pari al 24,4% nel settore industria e al 25,8% nel settore edilizia. Le variazioni congiunturali calcolate sui dati destagionalizzati registrano, rispetto al precedente mese di maggio 2015, una diminuzione dell’8,2%. Il numero di ore di cig straordinaria è stato invece di 31,6 milioni, con una riduzione del 3,1% rispetto a giugno 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 32,6 milioni di ore. Rispetto a maggio 2015 si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, pari a -11,1%. Infine, gli interventi in deroga si sono concretizzati in 19,2 milioni di ore autorizzate, con un incremento del 29,4% se confrontati con giugno 2014, quando erano state autorizzate 14,8 milioni di ore. La forte variabilità nel numero delle ore autorizzate, non dipendenti da fattori di carattere stagionale ma dovuta agli interventi di politica economica, rende impossibile effettuare la destagionalizzazione dei dati.
A giugno cig -10,2% su mese,-3,3% su anno – Nel mese di giugno 2015 sono state autorizzate complessivamente 67,9 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (CIG), con una diminuzione del 3,3% rispetto a giugno 2014, mese nel quale le ore autorizzate erano state 70,2 milioni. Lo comunica sempre l’Inps, aggiungendo che rispetto a maggio (dati destagionalizzati) il calo è del 10,2%.
Manageritalia a Boeri

LE PENSIONI PIÙ ELEVATE FANNO GIÀ SOLIDARIETÀ
“I pensionati con importi più elevati fanno già solidarietà e in grande quantità, dopo averla, peraltro, fatta sempre e abbondantemente”. Così Guido Carella, presidente di Manageritalia, ha risposto “alla recente richiesta di solidarietà avanzata dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, verso chi ha pensioni più alte”. “Basti pensare – ha detto Carella – che, come si evince dal rapporto Inps 2014, i pensionati con un assegno mensile lordo di importo pari o superiore a 3.000 euro sono il 5% del totale e assorbono il 15% della spesa, ma contribuiscono per ben il 40% alla quota dell’Irpef versata dalle pensioni (circa 52 miliardi di euro). A questo si aggiunge che per avere le pensioni più alte devono avere dichiarato nel corso della loro vita lavorativa redditi elevati e quindi corrisposto all’erario con aliquote progressive maggiori facendo da sempre tanta solidarietà”. “Forse – ha chiuso Carella – la solidarietà ulteriore va cercata non dentro l’Inps, ma fuori. In un paese dove c’è ancora troppa evasione, corruzione e spesa pubblica improduttiva, fonte di inefficienze, sprechi e privilegi. Qui, dalla fiscalità generale, si devono trovare i soldi per dare redditi e pensioni dignitose a chi ne ha davvero bisogno e per rilanciare il Paese. Non certo da quei pensionati che prendono pensioni medio-alte per aver fatto da sempre il loro ‘dovere’ sulla base di un patto con lo Stato già troppe volte disatteso”.

Fondazione Inarcasse
PIÙ NEWSLETTER PER GLI ISCRITTI
A partire da mercoledì 15 luglio, Fondazione Inarcassa potenzierà i servizi di newsletter dedicati ai propri iscritti. Oltre alla segnalazione – con cadenza quindicinale – dei bandi per l’ottenimento dei finanziamenti europei e al monitoraggio delle attività legislative d’interesse, a cura di Utopia, società di relazioni istituzionali, comunicazione e lobbying, Fondazione Inarcassa invierà ai propri associati una nuova rubrica, curata dall’associazione professionale Butti & Partners Avvocati e relativa alle principali novità di carattere giuridico-legale e normativo del settore. Gli ambiti oggetto di approfondimento saranno: edilizia, ingegneria e architettura, appalti e lavori pubblici, libera professione, fiscalità e mercato del lavoro. L’obiettivo è consentire agli iscritti di essere sempre aggiornati sulle novità legislative e giurisprudenziali d’interesse.

Carlo Pareto

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