lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. La gestione delle ferie e le cure termali
Pubblicato il 06-08-2015


Ferie: alla cassa il 17 agosto per il gli arretrati 2013

La gestione delle ferie, oltre alle regole sulla maturazione e sulla fruizione, deve rispettare anche quelle sugli obblighi contributivi. Infatti, alcune situazioni fanno scattare l’onere di corrispondere gli oneri assicurativi all’Inps, a prescindere dall’effettivo godimento delle ferie. Ma vediamo nel dettaglio. La determinazione del periodo di ferie, in mancanza di un’espressa normativa o di un’eventuale previsione contrattuale è lasciata al datore di lavoro, come espressione del suo potere organizzativo dell’azienda, con il solo dovere di comunicazione preventiva al lavoratore. Il datore, nell’elaborare il piano ferie, deve però rispettare gli obblighi prefigurati dal Dlgs 66/2003, che individua 3 periodi diversi di godimento delle ferie annuali maturate:

il primo, di almeno due settimane, da fruire in modo ininterrotto durante l’anno di perfezionamento, su richiesta del lavoratore;

il secondo periodo, di due settimane, da utilizzare anche in modo frazionato, ma entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvi i più ampi periodi di differimento stabiliti dalla contrattazione collettiva;

il terzo periodo, superiore al minimo di quattro settimane stabilito dal decreto, che può essere goduto anche in modo frazionato, ma entro il termine fissato dall’autonomia privata dal momento del perfezionamento.

Quando le due settimane di ferie residue (o parte di esse) – da concedere entro il 30 giugno del secondo anno successivo a quello di maturazione – non sono fruite, il datore di lavoro deve versare i contributi all’Inps.
Regolamenti aziendali o patti individuali possono spostare il termine di godimento delle ferie, con conseguente rinvio dell’obbligazione previdenziale: dal punto di vista operativo, nell’ipotesi delle ferie maturate nel 2013 e non ancora consumate alla data del 30 giugno 2015, si è dovuto procedere ad elaborare la busta paga di luglio sommando alla retribuzione imponibile corrente l’importo corrispondente al compenso per ferie non fruite (anche se non effettivamente erogato), indicare i relativi contributi nell’Uniemens di luglio e pagarli entro il prossimo 17 agosto (essendo il 16 domenica). In generale le ferie non godute non possono essere monetizzate. La normativa prevede alcune eccezioni dove è possibile compensare l’eventuale residuo con l’indennità sostitutiva: quando i giorni postulati dal Ccnl eccedono il periodo minimo legale di quattro settimane; alla cessazione del rapporto di lavoro; nel caso di contratto a tempo determinato di durata inferiore all’anno; al lavoratore inviato all’estero non trasfertista.

Inps

Cure termali

In via ordinaria, il trattamento termale non contempla una prestazione a favore del lavoratore, dovendo la cura essere effettuata durante i periodi di ferie o di congedi. I permessi per cure termali fruiti durante tali periodi sono una prestazione facoltativa dell’Inps, erogata in presenza di malattie reumo-artropatiche e bronco-catarrali, volta ad evitare/ritardare uno stato d’invalidità. Tuttavia, in casi straordinari – motivi di urgenza, esaurimento delle ferie – si attiva una specifica tutela: la legislazione prevede che i lavoratori dipendenti, nel pubblico o nel privato, possano usufruire di trattamenti idrotermali a carico dell’Inps fuori dai periodi di congedo ordinario e di ferie annuali, per effettive esigenze terapeutiche o riabilitative, su richiesta del medico curante dell’Inail e per le patologie dettagliate dai decreti ministeriali (D.M. 12.8.1992, poi modificato dal D.M. 15.12.1994, a sua volta modificato dal D.M. 22.3.2001).

Come si fa

Al fine di usufruire dei trattamenti termali “straordinari” è necessario essere in possesso di alcuni requisiti quali l’aver perfezionato almeno 5 anni di anzianità assicurativa, 3 anni di contributi nei 5 anni precedenti la domanda (che – giova ricordarlo – va trasmessa unitamente al correlato referto medico in modalità telematica) e non devono inoltre essere state effettuate prestazioni termali a carico della Asl o di altro Ente nello stesso anno. Per avere diritto al trattamento economico di malattia il lavoratore deve effettuare alcune operazioni quali presentare all’Asl di appartenenza la richiesta medica entro cinque giorni dal rilascio, sottoporsi alla visita del medico dell’Asl, la cui autorizzazione rilasciata deve essere comunicata al proprio datore, il quale a sua volta rilascerà una dichiarazione, da inviare, insieme alla prescrizione del medico curante, all’Inps entro due giorni dall’inizio delle cure. Le cure devono essere praticate entro 30 giorni dalla proposta medica. Per quanto attiene la durata delle cure termali, essa non può essere superiore a 15 giorni all’anno (con i primi 3 giorni indennizzati come carenza) e tra i periodi di cure ed i congedi/le ferie deve intercorrere un intervallo di almeno 15 giorni.

Carlo Pareto

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