sabato, 29 aprile 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La dilagante piaga del lavoro nero e irregolare
Pubblicato il 23-08-2015


lavoro neroE’ stato reso noto il rapporto sull’ispettiva di ministero del Lavoro – Inps e Inail relativi il 2014 e i primi sei mesi del 2015. Svelano un’economia sommersa quantificabile in 41 miliardi 837 milioni, e un’evasione di imposte e contributi pari a 25 miliardi di euro. Già, ma cosa si è fatto per contrastare tutto questo? Perché siamo arrivati a questi dati che chiamare “spaventosi” è davvero molto riduttivo? Oggi il fenomeno del lavoro nero, irregolare o sommerso, è al centro di un intenso dibattito politico.

Forse ad accentuarlo e/o a renderlo necessario ci sono voluti i recenti casi di morti avvenute in Puglia. Uomini e donne che pur di portare a casa qualche soldo accettano impassibilmente ogni sorta di frustrante abuso della dignità umana. Eppure la piaga del lavoro è da sempre una delle forme più diffuse   di sottosviluppo culturale/politico/umano. Impedisce di fatto uno sviluppo economico e comporta l’accrescere dell’evasione fiscale. Di fatto contribuisce ai mancati investimenti   e assunzioni. Chi vi fa ricorso ha preso atto che si guadagna, non si pagano le tasse, si evitano problemi di ordine e di gestione aziendale controllata. Di contro, responsabile   primo dell’accrescere il fenomeno è la politica con la sua assenza voluta verso l’impegno per attuare serie e sinergiche politiche attive del lavoro. In tutto questo contesto, nell’esigenza di  rinnovare il mercato del lavoro, sono intervenute due leggi riforma lavoro; la prima, la riforma Treu – Dlgs 469/1997 e la seconda, la riforma Biagi,   Dlgs 276/2003.

Quest’ultima legge se da una parte  nasce con l’esigenza  di creare maggiore fluidità del mercato del lavoro, dall’altra non ha avutole aspettate conferme. Anzi, ha in parte contribuito al ricorso al lavoro nero e irregolare. In entrambe le leggi non vi è cenno al cosiddetto riduzione del carico fiscale sul lavoro. Nasce di fatto la precarietà e aumenta il ricorso al lavoro irregolare è nero. Attenzione alle differenze. Il ricorso al termine “Irregolare” – l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione – è stato adottato con la legge 28/07/2006 n.248 (decreto Bersani). Il lavoro nero determina il totale occultamento della prestazione lavorativa. Torniamo a noi. Questo di seguito il rapporto del Ministero del Lavoro e in particolare  questo passaggio – “La crisi economica ha infatti reso opportuno un più attento presidio del territorio attraverso la programmazione e l’effettuazione di vigilanze mirate a contrastare in particolare il ricorso al lavoro sommerso ed a monitorare il corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali”  ci deve portare all’attenta riflessione:  si doveva attendere la crisi economica  per porre in essere un “opportuno e più attento presidio del territorio mirato a contrastare il ricorso al lavoro sommerso e per monitorare il corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali” ? Crediamo di no. E crediamo sia la più semplice delle dichiarazioni di resa della politica.   I dati   emersi dal monitoraggio attività di vigilanza 2014 parlano chiaro. Vediamoli.

Organo   di Controllo Aziende   Ispezionate Aziende   irregolari Numero   lavoratori irregolari Numero   lavoratori totalmente in nero Recupero   contributi e premi evasi
Ministero del lavoro 140.173 74.745 73.508 41.030 100.541.783,00
Inps 58.043 47.044 48.658 28.625 1.316.766.000,00
Inail 23.260 20.343 59.463 7.732 91.296.473,00
Totale 221.476 142.132 181.629 77.387 1.508.604.256,00

Fonte: dati ministero del Lavoro

Dati percentuali su 221.476 aziende ispezionate il 64% è risultata  irregolare. Dati lavoratori : su  181 mila lavoratori irregolari e 77 mila   lavoratori in nero   il 42.6% risulta totalmente in nero. Un incremento del 7% in più rispetto il 2013 (36,03% ). I settori più colpiti – sempre secondo il rapporto – sono: n.78.815 (56,23%) nel terziario; n.40.545 (28,92%) nell’edilizia; n.15.379 (10,97%) nell’industria; n.5.434 (3,88%) nell’agricoltura. Interessante il dato relativo allle regioni italiane più esposte al fenomeno del lavoro nero e che hanno determinato maggiori sanzioni amministrative: Puglia (5.225), Campania (4.600), Calabria (4.236), Lombardia (4.207) e Toscana (4.112). Merita un approfondimento anche la questione “ammortizzatori sociali in deroga” nel momento in cui l’utilizzo a larga manica degli stessi, insieme alla cosiddetta “flessibilità”, ha in parte contribuito a far aumentare il numero di lavoratori impiegati in nero spesso nella stessa azienda che li ha collocati in CIG o in mobilità. Infatti a nulla sono serviti gli incentivi per la ricollocazione di lavoratori interessati da queste forme di sostegno al reddito. Per quanto riguarda i dati  relativi i primi sei mesi del 2015, nella fattispecie quelli condotti direttamente  dal ministero del Lavoro evidenziano che: nel primo semestre del 2015 sono stati 75.890 gli accessi ispettivi e 3.882 gli accertamenti su cassa integrazione straordinaria, cassa integrazione in deroga, contratti di solidarietà e patronati. Sono stati contestati illeciti a 40.449 aziende – il 59% delle imprese. 13.330 violazioni delle norme sulla salute e la sicurezza sul lavoro, 3.873 per personale non dichiarato pari al 20% di quello presente al momento dell’accesso dell’ispezione, 3.416 per fenomeni di e appalti illeciti; 3.834 rapporti di lavoro fittizi, 4.499 infrazioni orario di lavoro. 18.215 i lavoratori in nero riscontrati.

L’Inps ha invece rilevato, nelle attività di controllo da Gennaio a giugno 2015, che su 20.718 imprese 17.268 sono risultate irregolari, 9.481 i lavoratori in nero. Contribuzione non versata pari a 484.323.372 euro. Non meno importanti sono i dati  rilevati dall’ Inail: su 10.241 rilevate 9.019 le irregolarità, 3.698 i lavoratori in nero. 45.477.238 è l’ammontare dei premi non versati.  Qui i dati  ufficiali del ministero del Lavoro. Attendiamo di leggere l’intero rapporto 2015, augurandoci vada in decrescendo, considerate anche le norme introdotte dal Jobs Act che paga le aziende per assunzione  a tempo indeterminato per tre anni. Oppure  misure come il ‘Garanzia Giovani’ e ‘Flexicurity’ (in attuazione in Sardegna   come Regione pilota) che sostanzialmente fa lavorare giovani e meno giovani senza coperture previdenziale e assicurative. Come si chiama questo? Lavoro nero, grigio, sommerso o irregolare?

Antonella Soddu

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. E’ a questi temi che dovrebbe dare più attenzione il Psi, ma c’è troppo appiattimento sul Pd renziano… grazie comunque di questa analisi precisa e, per me, condivisibile. Saluti socialisti!

Lascia un commento