domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La forza del riformismo
Pubblicato il 03-08-2015


Polo Riformista

Una libertà dallo Stato, che sovente si presenta con tutta la sua finzione giuridica paradossale e kafkiana, nel suo momento di regolamentare ogni aspetto della vita umana, spesso minuziosamente, difatti ancora oggi vi sono penetranti ingerenze pure nella sfera più intima e privata delle persone, a mò d’esempio, ancora nel 2015 non è possibile per una coppia ottenere direttamente il divorzio, ancora non è possibile per due persone dello stesso sesso sposarsi, adottare un bambino, per non parlare delle difficoltà che esistono per intraprendere un’attività imprenditoriale qualsiasi (anche la più semplice), vi sono complessissime procedure burocratiche persino per un semplice allaccio alla linea del gas, eccetera.

Uno Stato che giustamente è percepito come un estraneo, che fa verifiche fiscali ad un operaio perché nello stesso anno ha fatto due vacanze, a basso costo, tra l’altro, oppure che multa la pescheria perché non riporta i nomi dei pesci in latino (…forse l’eco del Latinorum dei Promessi Sposi?)

Uno Stato che ancora oggi, sottopone a visita psichiatrica obbligatoria, la donna che legittimamente decide di abortire (uno Stato Leviatano, persona giuridica paternalista che chiede i perché, domanda, s’intromette alla stregua di un gendarme).

Uno Stato che svolge una funzione di Grande Fratello, di orwelliana memoria, un grande controllore, che, scruta nei conti correnti, nelle spese quotidiane delle famiglie, guarda, studia, osserva, controlla, verifica, presume, tramite gli studi di settore i redditi che si dovrebbero guadagnare, e poi multa, vessa.

Uno Stato, le cui televisioni (statali) propongono sempre, in ogni telegiornale e trasmissioni varie il Romano Pontefice, dimenticando completamente ogni principio di sano pluralismo e di laicità.

Una burocrazia statuale ancora oggi ahimè elefantiaca, immensa, con una legislazione similare alle grida di manzoniana memoria ed una complessità farraginosità dei procedimenti amministrativi, definibili semplicemente invasivi.

Allora pare chiaro, che dobbiamo unire le forze con chi è simile a noi socialisti, con chi crede nelle libertà plurali, nella bellezza, nel molteplice, nella solidarietà, nel rispetto, dobbiamo fare perciò una nuova alleanza federativa con i liberali, con i radicali-libertari, con i movimenti laici, ambientalisti, liberaldemocratico-popolari, per una vera, reale liber-azione della nostra amata Italia da vincoli e da zavorre frenanti lo sviluppo e la crescita.

D’altro canto anche i primi socialisti, sin dalle origini, alla fine dell’ottocento, si alleavano con i liberali-democratici, con i radicali e con i partiti laici, in numerose competizioni elettorali.

I socialisti sono più per l’individuo che per lo Stato, e ricordiamo per l’appunto l’intramontabile insegnamento di Riccardo Lombardi, il quale ci fornisce una bellissima e poetica definizione del Socialismo liberale e libertario “…è socialista quella società che riesce a dare a ciascun individuo la massima possibilità di decidere la propria esistenza e di costruire la propria vita”.

Quindi attiviamoci per la formazione di un Polo riformista, che sia antagonista alla coalizione sociale di Landini, e che riunisca la migliore e più innovativa Italia per le libertà, per le Riforme, per la giustizia sociale perché, come diceva Nenni il Socialismo è portare avanti tutti quelli che sono indietro e la giustizia sociale e redistributiva può attuarsi solo se vi è qualcosa da ri-distribuire, quindi avanti e più spazio alle molteplici libertà ed all’individuo.

Alessio Andrej Caperna

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