sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La scelta di Marco Di Lello
e il dibattito congressuale
Pubblicato il 03-08-2015


Sono davvero stupito di vedere tutto il partito così lesto a giudicare  la scelta come fosse fuori dal mondo, ma come,  siamo da anni alleati con il PD, abbiamo persino ipotizzato e definito un patto federativo, nelle elezioni di qualsiasi comune si fa la gara a entrare nelle liste del PD e oggi si dovrebbe credere che questa sia solo  una scelta di uno che va a cercarsi una sedia dove stare.

Bene sappiamo tutti che non è così e che il congresso ruoterà proprio su questo è cioè di come si articolerà il nostro rapporto con il PD, perché la legge elettorale ci impone delle scelte precise. Nell’ultimo con e in Direzione Naz.  Riccardo ha  delineato una linea  che tende attraverso alleanze nell’area laica, radicale  liberal, ad arrivare alla creazione di una lista autonoma che arrivi a superare lo sbarramento del 3% .

Scelta coraggiosa forte che si scontra con chi ha sempre pensato anche fra i mie i compagni di strada della sinistra socialista, che il prossimo congresso doveva  essere l’ultimo della nostra storia e che saremmo tutti confluiti nel PD.

Credo che se quella della ricerca del 3% sarà la base programmatica del nostro congresso si debba creare nel partito una grande unità da subito a partire dalla elaborazione delle tesi congressuali, si dovrebbe andare al superamento delle 3  mozioni  congressuali, dando vita ad un nuovo assetto organizzativo nazionale, a dipartimenti organizzati e produttivi, e soprattutto ad un quadro chiaro di alleanze  che escluda fin da ora accordi con rassemblemant sinistrorsi.

Deve essere altre si chiaro proprio  per la reazione che c’è stata nei confronti della scelta di Marco  che non è e non deve essere consentito la ricerca dell’obiettivo con annesso paracadute, vale a dire  che in nessun caso possiamo permetterci che  sotto elezioni, ci si venga a dire ad esempio che ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti, e che quindi per entrare in parlamento c’è un’unica  strada e non vorrei trovarmi oggi i fustigatori di Di Lello a sgomitare   per raggiungerlo.

Marco Andreini

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