lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi: Italia non “donna di provincia”, ma vero “bordello”
Pubblicato il 27-08-2015


Penso che a molte persone capiti di pronunciare, quasi istintivamente, un verso, una battuta, un pensiero o un’imprecazione assorbiti durante l’infanzia o durante gli studi. Ciò, che dalla bocca esce dipende anche dal momento in cui si viene provocato. A me, in questi giorni, esce: Italia, “nave senza nocchiero, in gran tempesta, non donna di Provincia, ma bordello”. Come mai? Le vicende europee mi hanno costretto ad interessarmi dei vari Paesi dell’E.U. e del loro comportamento rispetto al Rigore, allo sviluppo, alle privatizzazioni, all’immigrati, alla globalizzazione, ecc. I diversi comportamenti mi spingono a cercarne le cause, vicine e lontane. Per economia e per non “allargarmi”, mi soffermo sul presente.

Se osserviamo gli altri Paesi, troviamo pochi Partiti, con identità ben definite; poche sigle Sindacali, che si assumono responsabilità gestionali; Religioni non invadenti e industriali rispettosi della politica; modelli di società, che sono bussole culturali per l’agire politico. In Italia, invece, abbiamo una Chiesa influente politicamente e con diverse visioni; un PD, che è la sommatoria conflittuale di diverse tendenze; centinaia di Federazioni sindacali e migliaia di “scienziati, che non hanno studiano nemmeno le tabelline”; conduttori televisivi, che fanno i politica; magistratura multiforme e capace di determinare la vita dei Governi; industriali, che confessano e danno ricette; una destra, con infinite sfumature; un centro ferroso e che, perciò, si lascia attrarre dalla calamita di passaggio. Tutte queste forze hanno, però, una cosa in comune: non hanno un modello di società e viaggiano all’insegna del “dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

Perciò, la maggioranza governativa è a componenti variabili e transitori, sotto lo sguardo vigile dei poteri forti, e non può essere liberista, socialista, comunista, democristiana, fascista, sindacalista, confindustriale. Può essere solamente un bordello, ma non quello simpatico di Arcore. Anche la scelta dei vari candidati, ad ogni livello, fa capire il perché della mancanza di personale autorevole e il ricorso al gioco della tombola, primarie sì, primarie no. Sembriamo un paese africano, invece delle tribù, abbiamo i gruppi di potere (economico, sindacale, clientelare, mafioso e camorristico). Da ciò, deriva la confusione su ogni problema. Prendiamo, ad esempio, quello degli immigrati. Quante sono le posizioni? Tante, quante sono le associazioni politiche e non, moltiplicate per tre. Adesso scopriamo che più di cento treni sono in ritardo per colpa dei “portoghesi”, che si rifiutano di dare le proprie generalità. Anche ciò è colpa del bordello. Figuriamoci cosa bolle in pentola. Appena si solleva un problema, “s’ode a destra uno squillo di tromba”; a sinistra suonano campane e campanelli; a centro dondolano la testa; l’altra destra fa una pernacchia; le altre sinistre non sanno quali strumenti suonare. E, il problema non si risolve. Intanto, le riforme diventano controriforme, le privatizzazioni alimentano la trasformazione di monopoli Statali in monopoli privati. C’è da piangere, quando vediamo che Società pubbliche di altri Paesi acquistano quote di società pubbliche italiane da privatizzare. C’è da piangere quando vediamo che aumentano le tasse, si licenziano dipendenti pubblici, si assottigliano le funzioni delle Province, si riducono i soldi per la cultura, ma il debito pubblico aumenta sempre di più. Come mai? Per noi campani, un’altra cattiva notizia: a giugno, licenziate 40.000 persone. Tutto ciò, in me provoca un’amara soddisfazione: i valori, nei quali ho creduto e credo, sono ancora più attuali. E facile individuarli.
Prima o poi risorgeranno.

Luigi Mainolfi

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