lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nagasaki e Hiroshima
Pubblicato il 10-08-2015


Dopo settant’anni anche qui si deve prendere atto della verità. Quelle bombe atomiche che Truman volle lanciare sulle due città giapponesi furono un crimine contro l’umanità. Ho sempre pensato a quel che sarebbe stata la storia se i vincitori fossero stati i perdenti. Cosa si sarebbe detto proprio di quelle bombe, che hanno ucciso subito oltre sessantamila cittadini giapponesi, ma che ne hanno torturato e poi sfinito centinaia di migliaia negli anni a venire. E se proprio questo esercizio non annoia cosa si sarebbe detto delle stragi di pellerossa americani, delle tragedie provocate in India dagli inglesi, delle barbari uccisioni dei sovietici in Polonia, poi anche delle nostre stragi compiute però in nome della libertà. Certo una lettura all’incontrario delle bombe giapponesi che hanno fatto inorridire Albert Eistein, che assieme a Bertrand Russell e Albert Schweitzer sarà protagonista anche delle iniziativa contro le sperimentazioni nucleari, rappresentano il massimo sfregio dei vincitori. La giustificazione di quel massacro è sempre stata relativa al fatto che la guerra finì. Nell’agosto del 1945 anche il Giappone fu dunque costretto ad arrendersi. Non c’era proprio altro modo per convincerlo? Non fu l’imminenza di una invasione sovietica a indurre l’imperatore a firmare la pace? Valeva proprio la pena distruggere tante vite umane e massacrare per decenni due territori? Domande che oggi trovano una sola risposta.

Mauro Del Bue

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