mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

‘Bomba’ ad orologeria
nei Campi Flegrei
Pubblicato il 13-08-2015


ex discarica DifrabiUna “bomba” ad orologeria ubicata nel cuore dei Campi Flegrei, tra il vulcano Astroni ed il cratere Senga. Questo rappresenta oggi l’area dell’ex Difrabi, meglio conosciuta come discarica di Pianura-Pisani. L’indagine, riaperta in tempi recenti dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha ritenuto sussistente il reato di disastro ambientale per i veleni presenti nel sito. Nella zona, a quanto sembra, si muore di cancro con una percentuale maggiore rispetto al resto dei territori confinanti. Le statistiche allegate agli atti dell’inchiesta sui veleni inghiottiti dall’ex discarica parlano chiaro: tra i maschi sono più alti i decessi per tumore dello stomaco e per linfomi Hodgkin, tra le donne invece, ci sono dati anomali di decessi per tumore del fegato. In entrambi i sessi sono aumentate le morti per tumore della laringe, per leucemie, per malattie epatiche e risulta incrementata anche la mortalità per malformazioni congenite nel primo anno di vita. Insomma la “bomba” ad orologeria di Pianura sta ancora ticchettando.

E non preoccupa solo gli abitanti del quartiere e della cittadina confinante, Quarto, ma tutta l’area flegrea, perché l’attività illecita di sversamento di rifiuti tossici all’interno della discarica (già attiva negli anni ’50), potrebbe aver compromesso la falda acquifera presente ad una superficie di circa 100 metri di profondità; tutto questo favorito dalla permeabilità del territorio di conformazione vulcanica. Nel provvedimento stilato dal Gip si evidenzia la preoccupazione di una situazione d’inquinamento che non interessa solo l’area della discarica, ma si estende addirittura fino alla fascia costiera di Pozzuoli. Che il problema della discarica di Pianura preoccupasse anche le zone circostanti è documentato nelle denunce dei comitati cittadini. Nel 2008, quando si paventava la possibilità di riaprire la discarica, furono i cittadini della vicina località “San Martino” a segnalare l’inadeguatezza di riaprire un sito di accumulo rifiuti, in una zona dove oggi, a pochi metri si trovano campi di equitazione, vigne, frutteti, insediamenti residenziali, scuole, piscine, centri commerciali, ecc. Senza dimenticare il sito archeologico della necropoli di San Vito e l’oasi ecologica del Wwf Astroni.

Ma nel corso degli anni, cosa ha determinato tutto questo? In primis la cattiva gestione e la mancata messa in sicurezza dello sversatoio che ha provocato la continua infiltrazione di acqua piovana e che continua a produrre biogas a contatto con i rifiuti. Questo fenomeno pericoloso è destinato pertanto ad accentuarsi con il tempo. L’inquinamento ambientale causato dal biogas e dal percolato può continuare ancora per decine di anni. Ma anche la raccolta di rifiuti tossici, la Difrabi, secondo un documento dei tecnici della Provincia di Napoli reso pubblico nel 2008, avrebbe assorbito 113mila chili di polveri di amianto bricchettate, 48mila tonnellate di rifiuti industriali speciali, 380mila tonnellate di rifiuti speciali generici in gran parte provenienti dalle regioni del Nord; le stesse che pochi anni fa negarono le loro discariche per aiutare Napoli ad uscire dall’emergenza spazzatura. In poche parole, la discarica di Pianura – Pisani, è ancora una “bomba” che andrebbe disinnescata con una radicale bonifica, ordinata negli anni scorsi dal Ministero dell’Ambiente, ma fino ad oggi, neanche cominciata.

Rosario Scavetta

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