venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Perché il premio di lista favorisce Grillo
Pubblicato il 13-08-2015


Augusto Barbera, sul Carlino-Giorno-Nazione di oggi, svela un segreto di Pulcinella. Coloro che pongono resistenze all’approvazione al Senato della riforma costituzionale hanno in mente la riforma dell’Italicum. Parlano di Senato elettivo, ma il problema è davvero un altro: cambiare la legge elettorale sul premio di lista reintroducendo quello alla coalizione. Questo sostanziale cambiamento della legge sarebbe esplicitamente richiesta dal Nuovo centrodestra, dal gruppo di Verdini, ma anche da Forza Italia e Lega, forse anche da Sel e dall’opposizione pidina. Penso dovrebbe essere richiesta esplicitamente anche da noi.

Naturalmente sorge spontanea una domanda. E cioè: dov’erano costoro quando l’Italicum è stato approvato? Dormivano, sottovalutavano il potere deflagrante del premio di lista? Solo l’Avanti aveva intuito che questa modifica avrebbe fatto esplodere il sistema politico italiano? Anche i sondaggisti finivano per non capire e i risultati dei sondaggi venivano inseriti negli schemi che l’Italicum aveva invece infranto. Facciamo i due esempi di come si dovrebbero presentare le forze in campo. Col premio di lista il Pd presenterebbe la sua lista magari aperta a micro soggetti politici. Ma non potrebbe andare più in là componendo una più vasta aggregazione. Per competere e puntare sul ballottaggio, o anche sul quorum del 40 per cento, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia dovrebbero presentare un’unica lista, con evidenti problemi di composizione programmatica e politica.

Il Nuovo centrodestra dovrebbe allearsi con l’Udc, verdiniani e quel che resta di Scelta civica, ma senza alcuna possibilità di coalizzarsi con Renzi e dunque di governare. Così sarebbe anche per Sel e gli altri di sinistra, che sarebbero oltretutto in preda alla sindrome Bertinotti sul voto utile. Bel pasticcio anche per i dissidenti pidini, condannati a rimanere per sempre nel partito contando sulla benevolenza di Renzi. Nel caso del premio alla coalizione invece il Pd potrebbe comporre un’alleanza col centro di Alfano, ormai destinato a cambiare nome, Casini, Verdini. Non credo riuscirà ad aggregare invece Sel che con gli altri di estrema sinistra contesta così duramente il governo Renzi. Potrebbe anche nascere, e qui dipende da noi, una lista liberalsocialista che punti a superare la soglia del tre per cento. Dall’altra parte si dovrebbe schierare la vecchia coalizione di centro-destra con le liste tradizionali. Unico problema di costoro è il candidato premier.

Solo ai grillini potrebbe apparire assolutamente indifferente l’una o l’altra soluzione. La solitudine è la loro forza. Ma per loro, e questa era la posizione ufficiale del movimento Cinque stelle, la scelta migliore è certo quella del premio di lista, perché più raggiungibile sarebbe la seconda posizione che potrebbe generare il ballottaggio. Magari confidando nella prospettiva Parma. E cioè nel voto maggioritario dell’elettorato di centrodestra, che preferirebbe i seguaci di Grillo a quelli dell’ex Pci. Anche se continuare con la solfa dell’anticomunismo con Renzi risulta oggi davvero farsesco. Questo è quanto. Vuoi vedere che l’Italicum col premio di lista che favorisce solo i Cinque stelle è stato approvato dagli altri per fare un piacere a Grillo?

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Certamente la modifica della legge elettorale per noi socialisti è una questione di vita o di morte. Anche Nencini dice che è necessario ritornare al premio di coalizione. Ma, caro direttore, quando è stata approvata la legge che prevede il premio alla lista, i socialisti dove erano? e oggi il Partito cosa fa per ritornare al premio di coalizione?

  2. Caro Direttore,sono favorevole alla nascitra di una lista liberalsocialista per superare lo sbarramento del 3 per cento,senza deragliamento dalla coalizione dei polloni avventizi dalla maggioranza di governo RENZI,

  3. Il premio di maggioranza alla lista vincitrice significa preparare la strada ad alleanze dettate solo da opportunismo e a derive populiste. Immaginiamo lo scenario di una lista congiunta M5S-Lega, il successo di questa ipotetica lista significherebbe consegnare l’Italia ai due uomini politici più pericolosi di questa epoca, campioni della peggiore demagogia. Finita, ahinoi, la repubblica dei partiti, diventeremo la repubblica delle liste e dei listoni.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

Lascia un commento