venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Quel che non han detto ai meeting di Cl…
Pubblicato il 26-08-2015


Generalmente il meeting dei simpatici ciellini rappresenta un’occasione utile per interrompere le ferie con la famiglia, per fare un bagno di folla plaudente (perché questi ciellini di applausi da stadio sono specialisti), per assistere a prestazioni di primo piano dei leader politici. Una bella comunità si ritrova ad agosto a Rimini, dove si va per fare bagni e per mangiare pesce, vecchi e nuovi scout con tende e lunghe fila nei self service che si riunisce sopratutto per parlare di politica. Adesso sono anche un’eccezione all’eccezione perché non solo di agosto è difficile radunare tanta gente per assistere a un dibattito o a una conferenza.

Da qualche anno il pubblico ciellino è diventato spettatore di forti ripensamenti, di straordianarie novità, di eccezionali rivelazioni. Tutte esplicitate per due ordini di motivi: per catturare il consenso del plaudente uditorio e per tentare di accaparrarsene il voto. I ciellini sono passati dall’estrema sinistra della fine degli anni sessanta, quando si chiamavano One way e flirtavano con gli extraparlamentari, all’esaltazione di Andreotti e della Dc, poi hanno preferito Berlusconi Mettendo a disposizione il loro leader politico Formigoni e il suo erede Lupi. Oggi hanno scelto Alfano e il suo appoggio a Renzi e flirtano col nuovo Pd.

D’altronde, come dar loro torto, hanno ascoltato di tutto. Pensiamo a quel che han detto loro i vari leader della sinistra. Fassino nel 2003 ha rivelato loro di aver studiato dai Gesuiti, Bersani è arrivato addirittura a rivelare che la sinistra “se vuole rifondarsi deve partire dal retroterra di Cl. La vera sinistra non parte dal bolscevismo, ma dalle cooperative bianche dell’Ottocento, il partito socialista arriva dopo, il partito comunista arriva dopo..”. Eppure Bersani è emiliano e dovrebbe sapere che le prime cooperative in Romagna furono fondate dai mazziniani e in Emilia dai socialisti. Ma vabbè, in clima di Pd prendiamo atto anche di questa inaspettata novità. Chi è stato poi tra i leader più considerati a Rimini è quel Penati coinvolto nelle vicende giudiziarie che conosciamo.

E forse a lui e allo stesso Bersani è oggi riservata la stilettata di Renzi, un vero grido di guerra. Il presidente-segretario ha lanciato l’esplicita accusa ai suoi predecessori di arrivare a Rimini “più interessati alle opere che ai messaggi politici”. Mica accuse da poco. Come reagirà Bersani, che si considerava il più amato dai ciellini? Cioè, se non abbiamo capito male, Renzi ha accusato Bersani e Penati di essere interessati agli affari con la Compagnia della Opere di Cl. Come reagiranno costoro, e in particolare Bersani, non è ancora chiaro. Ma anche per i ciellini non dovrebbe suonare accusa di poco conto quella di avere fatto affari col Pd. Vedremo. Quando i toni diventano più alti generalmente si avvicinano le elezioni. Oppure si agita lo spettro delle elezioni per evitare assalti delle minoranze. Mettete dei fiori nei vostri cannoni, recitava una vecchia canzone dei Giganti. Qui non fiori, ma Opere… di bene.

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