venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rai, eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione
Pubblicato il 04-08-2015


RaiLa Commissione vigilanza ha eletto la sua quota di appartenenti al consiglio di amministrazione, con qualche sorpresa assoluta e un nome che è stato aggiunto solo all’ultimo alla lista dei papabili. Ecco la lista: Franco Siddi, Carlo Freccero, Paolo Messa, Rita Borioni, Guelfo Guelfi, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca. Tra i profili che spiccano quello di Freccero,  presentato a poche ore dal voto dal M5S, e Franco Siddi, sino a pochi mesi fa presidente della Federazione Nazionale della Stampa.

Paolo Messa è attualmente presidente del Centro Italiano di studi americani, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca sono due giornalisti (uno direttore dell’Opinione, l’altro del Giorno), Guelfo Guelfi dirige il teatro Puccini di Firenze, Rita Borioni è una storica dell’arte.

Al Cda arrivano gli auguri di buon lavoro del Segretario del Psi Riccardo Nencini: “E ora rimboccarsi le maniche, che gli italiani pagano il canone. Auguri”. Una disanima di carattere politico porta a sottolineare che, se Freccero è per l’appunto stato candidato dai grillini, Siddi, Guelfi e Borioni provengono dall’area Pd, mentre Messa è stato indicato da Area Popolare e Diaconale e Mazzuca erano i candidati del centrodestra, in un momento di ritrovata unità. Tra gli esclusi l’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, che invece aveva il gradimento della minoranza interna dei democratici.

“Era da aspettarsi uno scenario diverso – ha commentato – Gianni Cuperlo della minoranza del Pd -. “Con tutto il rispetto per i nuovi membri del CdA della Rai era doveroso allargare anche ad autorevolezze di altro segno. Se davvero si è detto di No a una personalità come Ferruccio De Bortoli lo si è fatto nel nome di una logica antica e miope. Si ha la conferma che siano pesati più i piccoli vantaggi di notabilato e corrente rispetto alle professionalità. Si è persa un’occasione preziosa. Almeno ci venga risparmiata l’onda retorica sui partiti che fanno un passoindietro”.  Molto critico anche il senatore del Pd Massimo Mucchetti: “Il Pd non ha gradito la proposta di Ferruccio de Bortoli, pur riconoscendo l’autorevolezza della persona. Il curriculum dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, già presidente di Rcs Libri e ora presidente della casa editrice Longanesi, è nettamente più robusto di quello degli altri consiglieri, ove si escluda Carlo Freccero, esperto e talentuoso uomo di televisione. Certo, i curricula non sono sufficienti per le nomine, ma sono necessari”. “Dov’e’ finita la tanto strombazzata meritocrazia?” ha concluso.

Positivo il commento di Ettore Rosato, capogruppo alla Camera del Pd, “Il nuovo Cda della Rai è composto da personalità di alto profilo e conoscitori attenti di quella che deve essere la prima azienda culturale del paese. Ora continua il lavoro alla ricerca di un presidente le cui qualità umane e professionali siano in grado di svolgere quel ruolo di garanzia da tutti richiesto e possa così mettere d’accordo l’intera Commissione, 5 Stelle compresi che oggi hanno fatto una scelta di qualità indicando nel Cda, Carlo Freccero”. Il capogruppo del Pd ha smentito chi ha parlato di veti: “Sul voto di oggi da parte dei parlamentari Pd non c’è stato alcun veto nei confronti di Ferruccio De Bortoli. Ma spiace vedere, ancora una volta, che c’è chi non si attiene alle valutazioni complessive che vengono fatte congiuntamente dai gruppi parlamentari e utilizza nomi importanti per dividere e non per unire”.

Molto duro il commento di Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza, che in conferenza stampa alla Camera ha attaccato il presidente del Consiglio che secondo Fico dice una cosa e ne fa un’altra”. “Nel momento in cui dice che vuol far vedere una Rai indipendente, costringe i suoi rappresentanti a votare persone che sono dentro i partiti”, ha aggiunto Fico. Nel centrodestra Fi gongola, soprattutto in chiave della ritrovata unità del centrodestra. Lo sottolinea Mariastella Gelmini: uniti così vinceremo anche battaglie. Altre fonti del partito ci tengono a sottolineare: noi con 5 membri della Vigilanza abbiamo due esponenti nel Cda, il Pd con 16 solo tre.

Redazione Avanti!

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