domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rossella Seno da’ voce
e vita alle parole di amore
e guerra di Carla Mignone
Pubblicato il 15-08-2015


Cara Milly

Rossella Seno in ‘Cara Milly’

Si avvicina a Carla Mignone, in arte Milly, ricercando qualcosa di se stessa nelle canzoni della grande artista piemontese, a quasi 35 anni dalla sua scomparsa. La ‘cantattrice’ Rossella Seno – su un palcoscenico spoglio e disegnato quasi solo dalle luci – compie un viaggio alla ricerca della sua e della nostra memoria. E lo fa in maniera determinata, decisa e orientata a svelare, più che a rivelare. ‘Cara Milly’ – Parole d’amore e di guerra già cantate da Carla Mignone – questo il nome del monologo-canzone che l’artista veneziana metterà in scena giovedì 20 agosto a Spoltore, in di Pescara nell’ambito del Festival ‘Spoltore Ensemble’, kermesse giunta alla sua 33esima edizione, in programma fino al 21 agosto.

IL RECITAL ‘CARA MILLY’ – Rossella Seno, accompagnata dal piano e dalla fisarmonica di Primiano Di Biase – e diretta da Fabio Crisaffa – fa susseguire monologhi e canzoni, affrontando temi ancora attuali che intendono restituire dignità alla figura femminile. La ‘rossa’ veneziana omaggia e celebra Milly non solo come artista, ma anche come donna che si interroga sul senso della vita, sull’amore, sulla morte, soprattutto se sporca come quella provocata dall’odio che genera la guerra, l’abbandono e il maschilismo. Ma anche una donna capace di porre interrogativi su se stessa, e su cosa significhi calcare le tavole di un palcoscenico, darsi a un pubblico che non si vede, e lasciar parlare solo quel muscolo indispensabile e prezioso che si chiama cuore.

CHI ERA CARLA MIGNONE, IN ARTE MILLY – Una donna, una voce, tante storie. Si potrebbe riassumere così l’avventura umana e artistica di Milly, al secolo Carla Mignone, straordinariamente internazionale nel suo attraversare tutte le forme di spettacolo e canzone, dall’operetta al cinema e al teatro, dalla “canzonetta” ai cantautori . Dagli anni venti a quel 1980, in cui lasciò un vuoto incolmabile nel panorama artistico, Milly è stata foriera di passioni e a sua volta passionale, tanto che Umberto II di Savoia – ultimo re di Italia – ascoltandola al Teatro Michelotti di Torino, s’invaghì di lei. E se non fu la regina d’Italia per mezzo delle nozze, di certo lo è stata per gli italiani grazie alla sua arte.

Silvia Sequi

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