domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Avellino ha tanto bisogno
di essere ben amministrata
Pubblicato il 22-08-2015


Voglio dire la mia sul Comune di Avellino. Non perdo tempo a parlare delle dispute tra i vari consiglieri, che non  contengono niente di programmatico, ma solo pazzielle personali. L’amministrazione di Avellino, come tante altre, nasce in una logica di individualismo imprenditoriale, con i soldi della Comunità. Le liste non si formano attorno ad un programma, ma con una sommatoria di frustrati in cerca di notorietà  e di furbacchioni (con mala capa e buoni per’).  Nei Paesi civili, un’opera viene ideata per risolvere un problema o per creare nuove opportunità. Nel meridione  in generale e ad Avellino in particolare, viene prima la domanda degli imprenditori e dei tecnici: “Che puttimmo fa”?  Si cerca di inventare un’esigenza e, poi , la si utilizza per giustificare la spesa. Una volta individuata l’opera, si cerca di amplificarne il valore.  Lo fecero anche con il Teatro, che era diventato punto del Programma del Centro sinistra, su mia proposta. L’arte non interessa gli intrallazzatori, come le strade e le piazze. L’unico comandamento da rispettare “Più lunga o più larga è la strada, più lauta è la parcella”. Questa espressione la dissi  quando mi chiesero di sponsorizzare, come Comunità Montana Partenio, la strada Valle  Caudina-Zona ASI Avellino. Rifiutai la proposta e dissi: se allungate la strada, nel 2020 non sarà ultimata (era il 1982). Pensavo di esagerare e mi sbagliavo. Sono passati 33 anni  e non sono stati ultimati  nemmeno i primi due, dei quattro tratti.  Se passiamo in rassegna i lavori pubblici di Avellino, troviamo la stessa deleteria logica e non emergono mai  i nomi  dei responsabili. E, nessuno paga per i danni, che non sono a tempo determinato, ma andranno crescendo nel tempo. Chi sa valutare il danno provocato dall’aver creato il Mercatone? Chi sa valutare il danno creato dall’aver trasformato terreno agricolo in Parco per arricchiti? Consiglio a chi vuole il bene della città di non perdere tempo a guardare  le mummie parlanti comunali, ma di prepararsi a lottare per far cambiare la mentalità, cosa, come diceva Einstein, indispensabile per migliorare.

Non aspettare che  i soliti poteri, dopo aver consumato Foti, trovino un altro utile idiota da consumare. Adesso, alle proposte. 1) Queste devono scaturire dalla conoscenza di come sarà la società tra 30 anni e quale sarà il suo rapporto con la spazio regionale e non solo, visto che la Provincia di Avellino confina con la Basilicata e con la Puglia. 2) E’ elementare prevedere che una delle esigenze  destinate a crescere sempre di più sarà l’assistenza non solo agli anziani, ma a tutti i deboli. E’ delittuoso, lasciare che in questi settori la facciano da padroni la camorra e i falsi buonisti, che sono ancora più pericolosi e che sfruttano i deboli e i lavoratori.  Deve essere l’Ente locale (vedi Nord Europa) a organizzarsi in modo intelligente ed efficiente, anche per la dignità dei lavoratori. 3) Un alto punto programmatico di vitale importanza è la rivisitazione della Pianta Organica, per eliminare tutte le brutture create con la collaborazione interessata dei sindacati ( pochi generali e pochi colonnelli), sia per renderla meno costosa, sia per elevare la qualità professionale e morale. Con gli stessi costi, potrebbero assumere altri dipendenti. 4) Rivedere i piani industriali e le piante organiche di tutti gli Enti di Servizio, che sono diventati pascolo abusivo di fannulloni presuntuosi e inefficienti (eliminare, tra l’altro, la quattordicesima mensilità- Tra l’Alto Calore e Irpinambiente, a costi inalterati , potrebbero essere assunti altri cento dipendenti). 5) Far diventare Avellino attrattore. Un progetto c’é , ma non lo posso, per economia di spazio, illustrare. 6) Favorire la creazione di Società pubblico-private per operare nel campo  finanziario –assicurativo. Mi fermo. Ho dato un acconto.

C’ è una condizione da rispettare rigorosamente:  Scegliere sulla base di Curriculum, mai di concorsi, e  la caratteristica da giudicare più importante  deve essere l’ONESTA’. Luigi Mainolfi

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